Novità in merito alla trascrizione di beni immobili conferiti in un trust

 Novità in merito alla trascrizione di beni immobili conferiti in un trust

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[dropcap]I[/dropcap]nteressante decisione della Corte d’Appello di Venezia nella intricata vicenda relativa alla trascrizione di beni immobili conferiti in un trust.

Ricordiamo innanzitutto che il trust è un istituto tipico della tradizione giuridica di common law (vale a dire della Gran Bretagna e di molte delle sue ex colonie) e si ha quando un soggetto (il disponente)  trasferisce la proprietà e il controllo di uno o più beni ad un altro soggetto (il trustee) affinché quest’ultimo li gestisca in base a quanto stabilito nell’atto costitutivo, solitamente a favore di una o più persone che vengono chiamate “beneficiari”.

I beni trasferiti in trust possono essere anche immobili e la trascrizione di tali beni nei registri immobiliari ha da sempre registrato profonde diversità di opinioni tra i Conservatori dei Registri immobiliari, i quali si sono sempre trovati d’accordo solo su un solo atto: trascrivere innanzitutto “contro” il disponente, e questo sembra acquisito, ci sono diverse opinioni, invece, su quali debbano essere i passaggi successivi:

– trascrizione “a favore” del trustee e contemporanea trascrizione “contro” il trustee stesso e “a favore” del trust, ritenendo tale ente comunque dotato almeno di un minimo di autonomia e soggettività giuridica;

– trascrizione “a favore” del trustee e contemporanea trascrizione “contro” quest’ultimo di una “costituzione di vincolo”, evidentemente non ritenendo il trust un ente dotato di una propria soggettività giuridica;

– trascrizione direttamente a “favore” del trust stesso.

Quest’ultima soluzione  è stata ritenuta più corretta dalla Corte d’Appello di Venezia nel decreto 16 giugno 2014, stabilendo che l’atto di dotazione di un trust può, per l’appunto, essere trascritto nei registri immobiliari “contro” il disponente e “a favore del trust” stesso, così ritenendo in via implicita, poiché i giudici veneziani non ne parlano esplicitamente, che il trust sia un ente dotato di una propria soggettività giuridica.

Prima di ritenere quest’ultimo orientamento come prevalente, riteniamo necessario evidenziare le due seguenti circostanze:

– vi è un forte contrasto sul punto tra le decisioni dei giudici, visto che ancora in molti negano al trust la natura di autonomo soggetto di diritto, con la logica conseguenza di non poter eseguire le trascrizioni immobiliari “a favore” o “contro” il trust ma nei confronti del trustee;

– soprattutto, la decisione in commento è stata data con riguardo ad un particolare tipo di trust, cosiddetto “autodichiarato”, in cui il disponente non effettua alcun trasferimento di beni e si autodichiara, egli stesso, trustee, ponendo su tali beni il vincolo di destinazione. In questo tipo di trust, in effetti, sembra più difficile parlare di trust come soggetto autonomo, visto che non c’è la fuoriuscita dei beni dal patrimonio del disponente: ecco perché, in assenza di chiare indicazioni da parte dei giudici veneziani, appare difficile ritenere che questi abbiano ritenuto di vedere nel trust un soggetto giuridico autonomo.

A questo punto non resta che attendere gli ulteriori sviluppi della giurisprudenza per cominciare a individuare un orientamento prevalente rispetto agli altri tra quelli poco sopra delineati.

Studio Legale e Tributario Garaffa & Manenti
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