Nuove agevolazioni finanziarie a disposizione delle reti di imprese impegnate in agricoltura

 Nuove agevolazioni finanziarie a disposizione delle reti di imprese impegnate in agricoltura

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[dropcap]I[/dropcap]l recentissimo art. 3, comma 3, del Decreto Legge 24 giugno 2014 n. 91, in vigore dal 25 giugno 2014 e attualmente in corso di conversione in legge, prevede una importante misura di finanziamento per le reti di impresa impegnate nel settore agricolo, e ciò proprio al fine, dichiarato nella disposizione, di “incentivare la creazione di nuove reti di imprese ovvero lo svolgimento di nuove attività da parte di reti di imprese già esistenti”.

Il contributo viene erogato solo a due tipologie di imprese in rete:

  • le imprese impegnate nella produzione dei prodotti agricoli di cui all’Allegato I del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, che riporta, tra i prodotti più comuni, carni e frattaglie commestibili; pesci, crostacei e molluschi; latte e derivati del latte; uova di volatili e miele naturale; piante vive e prodotti della floricoltura;  legumi, ortaggi, piante, radici e tuberi; frutta commestibile; cereali, prodotti della macinazione, ecc.;
  • le piccole e medie imprese, così come definite dal Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, che sono impegnate nella produzione di prodotti agroalimentari non ricompresi nel predetto Allegato I: vale la pena ricordare che il diritto comunitario considera impresa ogni entità, indipendentemente dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un’attività economica. Alla categoria delle microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese (pmi) appartengono, sempre secondo la legislazione comunitaria, le imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro e/o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro. All’interno della categoria delle pmi, si definisce piccola impresa un’impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro. Si definisce, invece, microimpresa un’impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro.

Alle imprese così individuate è riconosciuto, nel limite di spesa di 4,5 milioni di euro per l’anno 2014 e di 9 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016, un credito d’imposta nella misura del 40 per cento delle spese per i nuovi investimenti sostenuti per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie, nonché per la cooperazione di filiera, e comunque non superiore a 400.000 euro, nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014 e nei due successivi.

Tale credito d’imposta così riconosciuto va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta per il  quale è concesso ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (decreto rubricato “Disposizioni in materia di dichiarazioni annuali dei redditi e della imposta sul valore aggiunto”), e successive modificazioni. Tale credito d’imposta non concorre alla  formazione  del reddito e del valore della produzione ai fini dell’imposta  regionale sulle attività produttive (IRAP).

Entro sessanta giorni dal 25 giugno 2014 un decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e dell’economia e delle finanze, dovrà stabilire   le  condizioni, i  termini e le modalità di applicazione del credito d’imposta in oggetto.

Studio Legale e Tributario Garaffa & Manenti
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