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Nuove opportunità in Europa per le pmi ad alta tecnologia grazie al recupero delle terre rare

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[dropcap]S[/dropcap]econdo un recente studio europeo “Recovery of rare earths from electronic wastes: an opportunity for high-tech SMEs”, condotto per la Commissione Industria, Ricerca ed Energia (ITRE) del Parlamento europeo e predisposto da consulenti del Centro per i Servizi di Strategia e Valutazione, sembra che esistano delle opportunità potenzialmente rilevanti all’interno dell’Unione europea per le Piccole e Medie Imprese (pmi) ad alta tecnologia, che si specializzano nella così detta «estrazione tecno-sferica» di elementi delle terre rare.

Gli elementi delle terre rare rappresentano un gruppo di diciassette sostanze, tra le quali ad esempio il disprosio, l’europio, il terbio e l’ittrio. Questi elementi sono oggi sempre più richiesti nei settori dell’elettronica, della metallurgia e sono, inoltre, usati come catalizzatori nel settore automobilistico e petrolchimico. Tuttavia, la sicurezza dell’approvvigionamento costituisce un problema. La maggiore parte degli elementi delle terre rare è estratta in Cina e il prezzo di tali elementi è salito in modo esponenziale nel 2010, quando la Cina ha ridotto i contingenti all’esportazione. In seguito, questi contingenti sono stati abbandonati, ma l’immediata disponibilità degli elementi delle terre rare continua a destare preoccupazione in diversi settori.

Secondo la ricerca per l’ITRE, l’Unione europea importa circa l’8 % delle riserve mondiali di questi elementi. In verità, una quantità ben superiore di tali elementi entra in Europa incorporata in prodotti quali per esempio smartphone e batterie ed è proprio in tale area di prodotti che potrebbe svilupparsi una qualche opportunità.

Sinora, sono state recuperate soltanto quantità esigue di tali materiali incorporati nei prodotti. L’analisi per l’ITRE rileva anche che le pmi ad alta tecnologia si trovano già nelle condizioni per trarre vantaggio da quest’attività, a patto che siano coinvolte nello «sviluppo di tecnologie e processi innovativi per il riciclaggio», oppure laddove possano offrire servizi di Ricerca e Sviluppo (R&S), o progettazione tecnica, oppure altri tipi di servizi di assistenza tecnica alle aziende del settore del riciclaggio o del recupero, al fine di potenziare la creazione di nuove tecnologie e processi innovativi.

In modo particolare, ci si riferisce alla «estrazione tecno-sferica», vale a dire al recupero di materiali derivanti da prodotti al termine del loro ciclo di vita, da rifiuti del settore manifatturiero e apparecchiature elettroniche ed elettriche fuori uso, sotterrate nelle discariche, oppure situate in altri depositi. Sempre secondo tale studio per l’ITRE, il recupero di elementi delle terre rare è in genere caratterizzato da un minore consumo di energia, acqua e sostanze chimiche e genera meno emissioni e rifiuti rispetto all’estrazione di materie prime.

Alcuni processi per il recupero e la raffinazione di elementi delle terre rare sarebbero già maturi e il loro utilizzo potrebbe essere ampliato all’interno della Comunità Europea. A tale riguardo, la ricerca per l’ITRE fornisce informazioni alquanto specifiche su alcuni di questi processi di recupero di elementi delle terre rare, che derivano da magneti, dal fosforo delle lampade fluorescenti e dalle batterie all’idruro di nichel metallico. Tuttavia, per ampliare questa prospettiva e offrire concrete opportunità alle pmi ad alta tecnologia, lo studio raccomanda di intraprendere varie iniziative, che i responsabili delle politiche europee potrebbero adottare.

Tra tali possibili nuove politiche, si potrebbe pensare a un maggiore supporto alle attività eco-innovative di rilievo per esplorare nuove tecnologie per il recupero di elementi delle terre rare e la creazione di standard, in particolare, relativi alle informazioni specificate sul contenuto di elementi delle terre rare nei prodotti. La ricerca sostiene, infine, che i requisiti di eco-progettazione, inerenti alla presentazione delle informazioni sul contenuto di materie prime e la progettazione per il riciclaggio, potrebbero diventare obbligatori a livello UE.

Dr. Paola Fiore | Sustainability Management & Communications Specialist | Sustainability & CSR Coach
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ETICAMBIENTE® Sustainability Management & Communications Consulting
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