Nuovo e netto calo delle vendite al dettaglio nel mese di febbraio

 Nuovo e netto calo delle vendite al dettaglio nel mese di febbraio

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[dropcap]L[/dropcap]e vendite al dettaglio in Italia sono di nuovo diminuite nettamente nel mese di febbraio, prolungando la continua flessione del settore osservata dall’inizio del 2011. Il calo delle vendite ha contribuito all’ulteriore contrazione dei margini lordi e dei livelli d’acquisto dei dettaglianti, questi ultimi ridotti come tentativo di contenere i livelli di giacenza in un clima di vendite inferiori agli obbiettivi. Tuttavia, due segnali positivi sono stati l’aumento delle aspettative al record su oltre quattro anni e la fine dei tagli occupazionali.

Nella terza più grande economia dell’Eurozona, l’indice destagionalizzato Markit PMI sulle Vendite al Dettaglio in Italia, che con un singolo valore segnala i cambiamenti su base mensile delle effettive vendite comparabili, ha segnato un ulteriore forte calo delle vendite con 42.3. Eppure, in rialzo rispetto a 41.2 di gennaio, l’indice ha indicato un tasso di contrazione leggermente più lento rispetto all’inizio dell’anno. Le aziende monitorate hanno commentato che il fattore principale della contrazione delle vendite è stato il generale calo del volume di spesa dei consumatori.

A febbraio le vendite su base annua sono nettamente diminuite e a un tasso più rapido di quello registrato nel precedente periodo d’indagine. Circa la metà delle aziende del settore (47%) ha segnalato vendite inferiori rispetto agli obiettivi precedentemente pianificati, mentre il 6% ha notato vendite in qualche modo superiori. Questi risultati rappresentano il peggiore divario registrato in oltre un anno e mezzo.

Eppure i dettaglianti si sono mostrati ottimisti nel raggiungere gli obiettivi di vendita nel prossimo mese, alcuni dei quali nutrendo la speranza di recuperare le perdite precedenti. Infatti, il livello di fiducia è stato il più forte da novembre 2010. Alcune delle aziende monitorate hanno anche menzionato che nuove iniziative hanno avuto un impatto positivo sulle aspettative.

Riflettendo in qualche modo il maggiore ottimismo del settore, febbraio ha mostrato che i dettaglianti hanno generalmente mantenuto i loro organici, nonostante l’ulteriore calo delle vendite. Si conclude così un periodo di tagli occupazionali che continuava dall’inizio del 2008.

I dati dell’indagine di febbraio hanno nel frattempo indicato una contrazione più lenta dei livelli di acquisto del settore, ad un tasso che è risultato il meno forte da aprile dello scorso anno. I dettaglianti che hanno diminuito il livello di acquisti di forniture all’ingrosso, lo hanno spesso fatto per evitare un accumulo indesiderato di merce in magazzino. Le giacenze mensili, nel complesso, sono leggermente calate, dopo gli invariati livelli registrati a gennaio.

A febbraio i margini lordi del settore delle vendite al dettaglio sono diminuiti nettamente e al tasso più rapido su 15 mesi. Le aziende monitorate dall’indagine lo hanno attribuito all’effetto combinato di vendite inferiori e sconti maggiori.

In ogni caso, la pressione sui margini lordi da parte dei costi è stata relativamente debole, con l’inflazione dei prezzi d’acquisto solo marginale rispetto ai dati storici d’indagine (e ai minimi su tre mesi). Se l’indebolimento dell’euro ha contribuito all’aumento dei costi di articoli d’importazione, questo è stato parzialmente controbilanciato dagli sconti dei fornitori e dal calo del prezzo del petrolio e dei derivati.

Phil Smith, economista presso Markit, e autore del report Markit PMI sulle Vendite al Dettaglio in Italia, ha detto: «Il PMI delle vendite al dettaglio di febbraio ha indicato un ulteriore e netto calo del commercio al dettaglio, sebbene alcuni tra gli altri indicatori di indagine abbiano offerto spiragli incoraggianti di un rallentamento della contrazione del settore. L’occupazione si è mantenuta invariata, terminando una serie continua di tagli occupazionali iniziata nel 2008, mentre il livello degli acquisti all’ingrosso è diminuito ad un tasso che è stato il penultimo tra i minimi degli ultimi quattro anni. Entrambi gli indicatori, guardando attraverso l’instabilità dei livelli di spesa da parte dei consumatori, vantano buoni risultati nel tracciare il sottostante stato di salute del settore e, salvo altre sorprese, indicano che nei mesi a venire i tassi di contrazione delle vendite saranno più lenti».

Redazione

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