Obblighi per le aziende che ricevono contributi pubblici

 Obblighi per le aziende che ricevono contributi pubblici

Già a partire dall’esercizio fiscale 2018, le aziende che hanno ricevuto contributi pubblici sono tenute a riportarli all’interno della nota integrativa di bilancio.

Tale nuovo adempimento amministrativo, è previsto dall’art. 35 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n°151 del 29 giugno 2019. Esso ricalca quanto già definito con la precedente legge 124/17.

Al suo interno, tale articolo indica che:

“I soggetti che esercitano le attività di cui all’articolo 2195 del codice civile pubblicano nelle note integrative del bilancio di esercizio e dell’eventuale bilancio consolidato gli importi e le informazioni relativi a sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti […] erogati dalle pubbliche amministrazioni.”

Sebbene tale legge sia dunque già in vigore, è solo a partire del 1° gennaio 2020 che, in caso di inosservanza, l’azienda può essere sanzionata. 

In quali casi occorre adempiere ai nuovi obblighi

L’obbligo di pubblicazione dei contributi pubblici ricevuti dalle imprese si applica per contributi minimi di € 10.000.

Per adempiere in maniera corretta all’obbligo, bisogna fare un distinguo tra:

1) società di capitali con obbligo di redazione della nota integrativa

2) imprese senza obbligo di redazione della nota integrativa

Cosa occorre fare

1) Per chi ha l’obbligo di redigere la nota integrativa, è necessario:

a. inserirvi tutti i contributi superiori a € 10.000, in un’apposita sezione

b. indicarli in maniera schematica e con i seguenti dati:

i. Soggetto Ricevente

ii. Soggetto Erogante

iii. Somma Incassata

iv. Data di Incasso

v. Motivazione / Casuale

2) Per chi non ha l’obbligo di redigere nota integrativa, sono previsti due modi alternativi per la pubblicazione:

a. pubblicazione sul sito internet dell’azienda, in un’apposita sezione liberamente accessibile al pubblico

b. in mancanza di un sito internet, inserimento sul portale digitale dell’associazione di categoria di appartenenza 

Un modo rapido per reperire i dati

Nel caso di mancata notifica riguardo tutti i dati necessari da pubblicare per i contributi pubblici ricevuti, è possibile reperirli on line sul Registro Nazionale Aiuti di Stato (RNA).

Tale portale, già online da tempo, ha infatti lo scopo di rendere trasparenti gli aiuti pubblici concessi alle aziende. È infatti un database in cui, per ogni azienda, vengono registrati tutti i contributi pubblici ottenuti.

Per poterlo utilizzare, è sufficiente inserire il Codice Fiscale dell’azienda ed effettuare la ricerca. All’interno del database si potranno dunque conoscere tutte i dati necessari, al fine di poterli inserire in maniera corretta nel proprio bilancio, o nelle altre forme previste.

Sanzioni in caso di inadempimento

Sebbene la legge sia in vigore da un anno, le sanzioni per gli inadempienti scattano a partire dal 1° gennaio 2020.

In caso di controlli, le imprese che non rispetteranno la normativa riceveranno una sanzione pari all’1% del valore di ogni contributo ricevuto e non pubblicato. La sanzione minima prevista ha un importo di € 2.000.

Inoltre, nel caso l’adempimento di pubblicazione non sia stato ottemperato a 90 giorni dalla ricezione della contestazione, la sanzione si tramuterà nella restituzione integrale del contributo ricevuto e non pubblicato.

Alle aziende che ancora non hanno ottemperato ai nuovi obblighi, si consiglia di procedere alla pubblicazione dei propri contributi quanto prima.

Alcune considerazioni

I nuovi obblighi sono stati introdotti a recepimento di nuove norme emanate in sede europea, in tema di aiuti pubblici alle imprese.

L’incombenza è relativamente semplice per le imprese che redigono la nota informativa. Sarà infatti solo questione di ricordare al commercialista di adempiere a tale nuovo obbligo, fornendogli tutti i dati necessari.

Per le società di persone e le altre che non hanno l’obbligo di redazione della nota integrativa in bilancio, ciò potrebbe invece comportare maggiori difficoltà. Per chi ha un sito, l’aggiornamento di quest’ultimo può comportare dei costi per la necessità di un supporto dell’agenzia web.

Per chi invece è sprovvisto di sito internet, la pubblicazione sul portale digitale di un’associazione di categoria rappresenta comunque una complicazione.

In ogni caso si tratta di nuovi adempimenti la cui utilità è difficile da capire, che comporta l’ennesimo balzello burocratico per le aziende. Poco utile in quanto, come descritto in precedenza, ad oggi è già possibile sapere quali contributi l’azienda abbia ricevuto, andando a visitare il sito del RNA.

Giuseppe Brusadelli

Consulente in finanza e controllo di gestione.

Autore del blog farenumeri.it

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