Occupazione: a giugno torna a crescere la disoccupazione, ma diminuiscono gli inattivi. Il mercato del lavoro rallenta, persistono gli squilibri generazionali e di genere

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I dati ISTAT sul mercato del lavoro relativi a giugno 2026 restituiscono un quadro sostanzialmente stabile sul fronte dell’occupazione, ma con importanti cambiamenti nella composizione del mercato del lavoro. Gli occupati si attestano a 24 milioni e 310mila, appena mille in più rispetto a maggio, mentre il tasso di occupazione rimane al 62,9%.

Il dato complessivo nasconde tuttavia dinamiche differenti per tipologia contrattuale, genere ed età.

A giugno aumenta il numero delle persone in cerca di lavoro: i disoccupati crescono di 97mila unità rispetto al mese precedente (+7,2%), con il tasso di disoccupazione che sale dal 5,3% al 5,7%. Tra i giovani di 15-24 anni il tasso raggiunge il 18,4%, in aumento rispetto al 16,9% del mese precedente.

L’incremento della disoccupazione va però letto insieme all’andamento dell’inattività. Nel mese, infatti, gli inattivi diminuiscono di 103mila unità e il tasso di inattività scende al 33,2%. Si tratta di un segnale che indica il ritorno sul mercato del lavoro di persone che hanno ripreso a cercare un’occupazione, senza averla ancora trovata.

Il dato sull’aumento della disoccupazione non va interpretato automaticamente come un peggioramento del mercato del lavoro“, commenta Francesco Seghezzi, Presidente di ADAPT. “Negli ultimi mesi abbiamo osservato spesso il fenomeno opposto: la disoccupazione diminuiva perché aumentavano gli inattivi. A giugno accade invece il contrario. Più persone tornano a cercare lavoro e questo, almeno in una prima fase, può far aumentare il numero dei disoccupati. È un segnale di maggiore partecipazione che merita una lettura più attenta.”

Dal punto di vista della composizione dell’occupazione, il mese evidenzia una marcata ricomposizione. Crescono infatti i lavoratori dipendenti a termine (+91mila), mentre diminuiscono i dipendenti permanenti (-46mila) e gli indipendenti (-44mila). L’aumento del lavoro temporaneo rappresenta la crescita mensile più consistente da settembre 2021.

Nel confronto con giugno 2025, gli occupati aumentano di 131mila unità (+0,5%). La crescita deriva interamente dal lavoro dipendente: i lavoratori a tempo indeterminato aumentano di 98mila unità, quelli a termine di 33mila, mentre gli autonomi rimangono sostanzialmente stabili.

Persistono inoltre forti differenze tra uomini e donne. Nell’ultimo anno gli occupati uomini sono aumentati di 116mila unità, contro appena 15mila donne. Il tasso di occupazione femminile si attesta al 54,2%, a fronte del 71,6% di quello maschile, con un divario di 17,4 punti percentuali.

Anche il quadro generazionale resta fortemente differenziato. Tra i 15 e i 24 anni si registrano 55mila occupati in meno e 120mila inattivi in più rispetto a un anno fa; il tasso di occupazione scende al 17,1%, un punto percentuale in meno su base annua.

Migliora invece la situazione della fascia 25-34 anni, che registra 72mila occupati in più e 80mila inattivi in meno, con il tasso di occupazione che sale al 69,8% (+1,1 punti percentuali). Rimane tuttavia un incremento dei disoccupati (+15mila), segnale di una maggiore partecipazione al mercato del lavoro.

Nel complesso, la crescita dell’occupazione continua a concentrarsi nelle età più elevate: rispetto a giugno 2025 gli occupati aumentano di 318mila unità tra gli over 50, mentre diminuiscono di 205mila tra i 35-49 anni e di 55mila tra i 15-24 anni.

“Il secondo trimestre si chiude comunque con 116mila occupati in più rispetto al primo“, conclude Seghezzi“Il mercato del lavoro continua a tenere, ma cresce lentamente e resta fortemente influenzato dalle trasformazioni demografiche. La maggiore partecipazione è un elemento positivo, ma continuano a emergere criticità strutturali: il divario di genere, la debolezza dell’occupazione giovanile e una crescita sempre più concentrata nelle fasce d’età più mature.”