Occupazione stabile nel quarto trimestre 2019

 Occupazione stabile nel quarto trimestre 2019

Nel quarto trimestre 2019 l’input di lavoro misurato in termini di Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) diminuisce dello 0,2% sotto il profilo congiunturale e cresce dello 0,1% su base annua; l’occupazione risulta invece stabile rispetto al trimestre precedente e in aumento su base annua. L’andamento del quadro occupazionale si è sviluppato in una fase di ulteriore indebolimento della dinamica dell’attività economica che, nell’ultimo trimestre, segna una diminuzione congiunturale dello 0,3% del Pil; il tasso di occupazione destagionalizzato è pari al 59,2%, con una variazione nulla in confronto al trimestre precedente.

In questo contesto, l’insieme dei dati provenienti dalle diverse fonti consente di evidenziare i seguenti aspetti:

Prosegue la crescita tendenziale dell’occupazione dipendente in termini sia di occupati (+1,3%, Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro) sia di posizioni lavorative riferite ai settori dell’industria e dei servizi (+1,7%, Istat, Rilevazione Oros). Lo stesso andamento si riscontra nei dati del Ministero del lavoro e delle politiche sociali tratti dalle Comunicazioni obbligatorie (CO) rielaborate (+384 mila posizioni lavorative nel quarto trimestre 2019 rispetto al quarto del 2018, Tavola 1) e in quelli dell’Inps-Uniemens riferiti alle sole imprese private (+161 mila posizioni lavorative al 31 dicembre 2019 rispetto al 31 dicembre 2018). L’aumento tendenziale delle posizioni lavorative dipendenti interessa le imprese di tutte le dimensioni, a eccezione di quelle con almeno 250 dipendenti.

Anche in termini congiunturali la crescita dell’occupazione dipendente riguarda sia gli occupati (+0,2%) sia le posizioni (+0,4%). Nel quarto trimestre 2019, in base alle CO, le attivazioni sono state 2 milioni 546 mila e le cessazioni 2 milioni 447 mila, determinando un saldo positivo di 99 mila posizioni di lavoro dipendente. La crescita riguarda tutti i settori di attività economica e, in termini assoluti, soprattutto i servizi (+73 mila). Andamenti simili si riscontrano per le posizioni lavorative dei dipendenti del settore privato extra-agricolo (Istat, Rilevazione Oros), tra le quali la variazione congiunturale di +0,4% (+49 mila posizioni) è dovuta a un aumento più contenuto nell’industria in senso stretto (+0,1%, +3 mila posizioni) rispetto ai servizi (+0,5%, +40 mila) e alle costruzioni (+0,8%, +6 mila).

Il lavoro indipendente, secondo la Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, continua a diminuire sia in termini congiunturali (-28 mila occupati, -0,5%) sia su base annua (-24 mila occupati, -0,5%).

La crescita congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti sulla base delle CO, sebbene rallentata, continua a riguardare le posizioni a tempo indeterminato (+95 mila rispetto a +106 nel terzo, +130 mila nel secondo e +196 mila nel primo trimestre 2019) mentre quelle a tempo determinato tornano ad aumentare lievemente (+4 mila) dopo tre trimestri di calo. Queste tendenze continuano ad essere influenzate dal forte numero di trasformazioni a tempo indeterminato (+162 mila). L’incidenza delle trasformazioni sul totale degli ingressi a tempo indeterminato (attivazioni e trasformazioni) sale dal 22,8% del terzo trimestre 2019 all’attuale 23,4%.

Su base annua le posizioni lavorative a tempo indeterminato presentano un aumento nei dati delle CO (+523 mila), più consistente rispetto ai tre trimestri precedenti (+521 mila, +479 mila e +412 mila); anche nei dati Inps-Uniemens la crescita è sostenuta (+486 mila in un anno). La dinamica delle posizioni a tempo determinato nei dati CO risulta negativa (-139 mila) per la quarta volta consecutiva. Tale andamento si accentua nei dati Inps-Uniemens (-325 mila nel quarto trimestre 2019) che comprendono anche il lavoro in somministrazione e a chiamata.

Considerando le CO, nel quarto trimestre 2019 il 45,2% delle posizioni lavorative attivate a tempo determinato ha una durata prevista fino a 30 giorni (il 17,7% un solo giorno), il 25,4% da due a sei mesi e soltanto il 2,6% delle attivazioni supera un anno. Per i lavori non stagionali, nel quarto trimestre 2019 rispetto a un anno prima aumenta sia l’incidenza delle durate superiori all’anno sia di quelle da due a sei

Secondo i dati Istat della Rilevazione sulle forze di lavoro prosegue a ritmi più sostenuti l’aumento tendenziale dell’occupazione (+207 mila unità, +0,9%) a cui si associa la diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-237 mila) e degli inattivi (-82 mila). Tra i giovani di 15-34 anni il numero di occupati e il relativo tasso mostrano una nuova crescita, in termini congiunturali e soprattutto tendenziali. Rimane rilevante l’impatto dell’invecchiamento della popolazione, che contribuisce a spiegare la crescita del numero degli occupati ultracinquantenni.

Dopo quasi sei anni di continua crescita, con la massima espansione nel 2018 (Figure 7 e 8), nel quarto trimestre 2019 il numero dei lavoratori in somministrazione subisce una ulteriore riduzione tendenziale, dopo quelle registrate nei tre precedenti trimestri del 2019, scendendo a 388 mila unità (-17 mila unità corrispondenti a -4,1% nei dati Inps-Uniemens).

Nel quarto trimestre 2019 prosegue l’aumento tendenziale del numero dei lavoratori a chiamata o intermittenti sulla base dei dati Inps-Uniemens (+24 mila unità rispetto all’analogo trimestre del 2018), con un lieve incremento del tasso di crescita (+10,0% nel quarto trimestre 2019 rispetto a +9,9% nel terzo trimestre 2019).

Il Contratto di Prestazione Occasionale e i titoli del Libretto Famiglia sono le due forme contrattuali di lavoro occasionale introdotte a giugno 2017 in sostituzione del lavoro accessorio (voucher). Il Contratto di Prestazione Occasionale ha visto mediamente coinvolti, ogni mese, circa 500 lavoratori nel corso del 2019. Nello stesso anno la numerosità dei lavoratori pagati con i titoli del Libretto Famiglia, ogni mese, è stata mediamente pari a circa 9 mila unità.

Gli infortuni sul lavoro, accaduti e denunciati all’Inail, nel quarto trimestre del 2019 sono stati 140 mila (di cui 116 mila in occasione di lavoro e 24 mila in itinere), 2.779 denunce in più (+2,0%) rispetto all’analogo trimestre del 2018. Gli infortuni sul lavoro con esito mortale accaduti e denunciati all’Inail nel quarto trimestre del 2019 sono stati 213 (143 in occasione di lavoro e 70 in itinere), 7 in più di quelli del quarto trimestre del 2018.

Le malattie professionali denunciate all’Inail e protocollate nel quarto trimestre del 2019 sono state 16.216, in aumento di 641 casi, pari al 4,1% in più rispetto all’analogo trimestre dell’anno precedente.

Redazione

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