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Oggi si può aprire uno stabilimento negli Stati Uniti? Analisi strategica e suggerimenti

Se fino a poco tempo fa costruire un impianto industriale negli Stati Uniti era riservato solo ai grandi dell’industria, oggi produrre negli USA è una scelta strategica anche per realtà più piccole. Ciò che conta è la pianificazione: dal tempo alle risorse, bisogna considerare tutti i fattori legati alla messa in opera di un insediamento produttivo che possano ottimizzare quindi massimizzare le possibilità di successo.

L’export negli USA per l’Italia registra dati sempre più ottimisti per quanto riguarda il settore del food, ma bisogna seguire delle regole precise di cui bisogna avere consapevolezza a prescindere dal settore di provenienza. Ad esempio, nel caso dell’importazione di prosciutti e insaccati la normativa americana pone uno standard molto elevato da rispettare oltre al costo della certificazione iniziale degli impianti da parte dell’USDA, senza parlare di quello relativo al mantenimento annuale della certificazione. Chiaramente per conservare la qualità del prodotto, in questi casi chi ha deciso di investire nel mercato americano importa il prodotto intero, che viene quindi affettato e confezionato direttamente negli impianti in America: questo ovviamente rende possibile l’ottimizzazione delle spedizioni e della logistica (che vuol dire costi minori) quindi l’aumento dei profitti (perché si immette nel mercato un prodotto di qualità). È il caso dei Salumifici Fratelli Beretta che hanno un impianto di produzione in New Jersey.

Chiaramente nel caso di prodotti che con la spedizione potrebbero registrare danni per la loro fragilità o deteriorabilità è molto più conveniente aprire direttamente uno stabilimento negli USA. In questo caso l’incidenza dei costi di trasporto e logistica, molto alti, in rapporto al prezzo di vendita del prodotto finito, che porterebbe un margine troppo scarso, vanno a vantaggio di questa scelta.

Ma essere presenti a livello produttivo direttamente negli USA apre ovviamente un ventaglio di possibilità enormi per tutti: è notizia recente l’acquisizione da parte di Ferrero di 6 impianti produttivi di proprietà del Gruppo Kellogg (Allyn, Washington, Augusta, Georgia, Florence e Louisville in Kentucky, due stabilimenti a Chicago in Illinois e un impianto di produzione in affitto a Baltimora, nel Maryland).

Suggerimenti per aprire un impianto industriale negli USA

Solitamente quando si vuole aprire uno stabilimento negli Stati Uniti conviene contattare i vari Stati per negoziare le condizioni di insediamento, che vuol dire molti posti di lavoro per lo Stato. Ci sono incentivi all’apertura di impianti di produzione industriale che si traducono in crediti di imposta a lungo termine e/o nell’esenzione dagli oneri contributivi statali ma anche nell’esenzione dalla property tax sull’immobile industriale.

È fondamentale negoziare questi incentivi prima di costituire la società negli Stati Uniti: ecco perché è necessario avere un piano di investimento ben strutturato. La preparazione è tutto: capire il funzionamento di tassazione, oneri previdenziali, assicurazioni e norme su ambiente e sicurezza del lavoro sono solo alcuni dei punti che chi decide di investire in un impianto di questo tipo deve tenere ben presente. Bisogna inoltre pensare alla formazione delle risorse, se ci sono modi o programmi di incentivi per abbattere questi costi e se ovviamente lo Stato scelto può offrire personale specializzato.

Spesso si pensa erroneamente che basti aprire un impianto per essere in regola con visti e permessi di lavoro. Questo non basta: esiste una specifica procedura, sia per l’assunzione di personale in loco sia per il trasferimento del personale dall’Italia. Inoltre, diversamente dal nostro paese, le assicurazioni sono tante e a pagamento: da quelle mediche per chi viene trasferito dall’estero a quella sanitaria per i dipendenti, ma anche le assicurazioni obbligatorie per legge come la “workers’ compensation”.

Insomma, aprire un insediamento produttivo in un mercato come quello americano – uno dei paesi più importanti per i prodotti Made in Italy – vuol dire massimo risparmio e massimo guadagno, a costo di avere conoscenza approfondita delle dinamiche che lo regolano.

Approfondimenti:

Visto E2 per trasferirsi e lavorare negli usa

La tassazione delle società in America

Costo del lavoro e calcolo della busta paga per il trasferimento di lavoratori dipendenti negli USA

a cura di ExportUSA

a cura di ExportUSA

ExportUSA New York Corp. è una società di diritto statunitense basata in America, a New York, e con uffici in Italia, a Rimini. Export USA è stata fondata nel 2003 per fornire alle piccole e medie imprese italiane tutti i servizi necessari per esportare con successo negli Stati Uniti. https://www.exportusa.us/

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