Il Kazakistan, gigante delle materie prime, sta accelerando da anni una complessa transizione verso un’economia diversificata e aperta agli investimenti esteri. Per le Piccole e Medie Imprese italiane che guardano all’internazionalizzazione, questo Paese di 20 milioni di abitanti, cerniera strategica tra Europa e Asia, sta diventando una destinazione sempre più concreta. Non solo come mercato di sbocco, ma come piattaforma produttiva per raggiungere l’intera regione dell’Eurasia. Le informazioni aggiornate al 2025 confermano una rotta precisa da parte delle autorità kazake: attrarre know-how, tecnologie e capitale umano qualificato, settori in cui l’impresa italiana, soprattutto quella di nicchia e manifatturiera, eccelle.
Fonti istituzionali kazake come il Ministero dell’Economia Nazionale e l’agenzia per gli investimenti «QazTrade» evidenziano la continuità nelle politiche di facilitazione. Il piano «National Development Plan until 2025» e il successivo «Business Roadmap» hanno ulteriormente snellito le procedure per l’avvio di attività, introdotto finestre uniche per gli investitori (One-Stop-Shop) e stabilizzato il regime fiscale. In particolare, per progetti di investimento in settori prioritari, sono confermati esenzioni fiscali fino a 10 anni, sussidi parziali per le spese salariali e facilitazioni doganali per l’importazione di attrezzature. L’Agenzia ICE (Italian Trade & Investment Agency), attraverso i suoi report aggiornati, sottolinea come il Kazakistan abbia scalato diverse posizioni nelle classifiche internazionali sulla “facilità di fare business” (World Bank Ease of Doing Business, ora sostituita da nuovi benchmark). Il dato cruciale per il 2025 è la piena operatività dell’Accordo di Partenariato e Collaborazione Rafforzata (EPCA) tra Unione Europea e Kazakistan, che garantisce un quadro giuridico stabile e favorisce gli scambi.
Un punto strategico spesso citato dalle testate di logistica internazionale come «Shipping Italy» è la crescente rilevanza del corridoio trans-caspico, la cosiddetta “Middle Corridor” o “Trans-Caspian International Transport Route” (TITR). Di fronte alle tensioni sulle rotte tradizionali, questa via attraverso il Caucaso e il Mar Caspio vede il Kazakistan come snodo fondamentale. Il potenziamento del porto kazako di Kuryk e le nuove connessioni ferroviarie offrono alle PMI che producono in loco un canale alternativo e potenzialmente più rapido per rifornire sia i mercati europei che quelli asiatici, riducendo i tempi di trasporto rispetto alla via terrestre esclusiva. Le fonti concordano: le opportunità sono reali, ma vanno affrontate con preparazione. Le principali criticità segnalate dagli operatori includono una burocrazia che, seppur migliorata, può essere farraginosa a livello locale, la necessità di adattarsi a un contesto culturale e giuridico differente, e la concorrenza di attori russi, cinesi e turchi.
I consulenti intervistati su riviste come «ItaliaImprese» suggeriscono un approccio graduale. Partecipare a missioni organizzate da ICE e Camere di Commercio, o a fiere settoriali chiave come “WorldFood Kazakhstan” o “KazBuild”. Avviare una collaborazione con un distributore affidabile o costituire una partnership con un’azienda locale (joint venture), struttura spesso favorita dalla controparte kazaka e valutare la costituzione di una sussidiaria (LLP o Joint Stock Company) o di un impianto produttivo solo dopo una lunga fase di conoscenza del mercato e con il supporto di un legale locale specializzato. Il Kazakistan nel 2025 non è più solo la terra del petrolio e del gas. È un cantiere economico in piena attività, che cerca competenze per completare la sua diversificazione. Per le PMI italiane dinamiche, specializzate e pronte a una strategia di medio-lungo periodo, rappresenta un’avanzata testa di ponte in un mercato regionale in movimento. L’incrocio tra gli incentivi governativi, la domanda di tecnologia e la posizione geografica unica crea un ventaglio di possibilità che va oltre la semplice esportazione, puntando dritto alla produzione e alla distribuzione in un’area di influenza in crescita. La chiave, come sempre, sarà la capacità di fare sistema e di scegliere i partner giusti sul campo.

