Osservatorio Assolombarda-Cerved: le imprese lombarde si rafforzano, ma i prestiti toccano il minimo storico

 Osservatorio Assolombarda-Cerved: le imprese lombarde si rafforzano, ma i prestiti toccano il minimo storico

Nel primo trimestre del 2017 le imprese lombarde hanno continuato a rafforzarsi, mostrando profili di rischio più robusti. I prestiti alle imprese, pur avendo toccato un nuovo minimo storico con un ulteriore calo del -0,2%, hanno registrato un’inversione di tendenza nell’industria (+0,4%) dopo oltre 5 anni di variazioni negative. Il flusso delle nuove sofferenze ha, inoltre, registrato una leggera riduzione rispetto al primo trimestre del 2016 e si è consolidata, inoltre, la diminuzione dei fallimenti. Tuttavia continuano ad aumentare le procedure di chiusura d’impresa diverse dai fallimenti e le liquidazioni volontarie.

Il sistema delle imprese lombarde, come emerge dalla nuova edizione dell’Osservatorio Credito e rischio delle imprese – La Lombardia al confronto con Emilia Romagna, Veneto e Piemonte relativo al primo trimestre 2017, mostra quindi segnali positivi di solidità e di progressivo miglioramento ma presenta anche segnali che evidenziano ancora alcune fragilità non del tutto superate.

“Sul fronte economico abbiamo registrato un’importante accelerazione della crescita lombarda nella produzione manifatturiera (+3,2% nel primo semestre 2017) e del mercato del lavoro con un tasso di disoccupazione che è sceso al 6,1% – sottolinea Carlo Bonomi, Presidente di Assolombarda –. In questo quadro positivo restano però importanti nodi strutturali da risolvere per consolidare il percorso di crescita dell’Italia e della Lombardia. E il credito, seppur in miglioramento, è uno dei punti su cui continuare a lavorare, allargando l’impegno anche a tutto il mondo della finanza d’impresa, così da farli diventare strumenti coerenti e a supporto della strategia complessiva di politica industriale del Paese”.

“Le imprese lombarde sopravvissute alla crisi continuano a rafforzarsi e a registrare miglioramenti nel proprio profilo di rischio. Tuttavia permane – per le imprese medie e piccole – la difficoltà di accesso al credito – commenta Marco Nespolo, Amministratore Delegato di Cerved – Per sostenere la crescita, quindi, sarà sempre più importante per le imprese saper attuare una proattiva gestione dell’accesso alle fonti di credito, incluse quelle del mondo Fintech. Cerved è al fianco delle imprese italiane, mettendo a disposizione strumenti ed expertise, per aiutarle concretamente nella loro crescita e per agevolare il dialogo tra le stesse e le istituzioni finanziarie.”

Secondo quanto emerso dall’Osservatorio Assolombarda – Cerved, in Lombardia, nel primo trimestre del 2017, i prestiti alle imprese registrano un calo dello 0,2% che, seppur contenuto, porta i finanziamenti erogati ad un nuovo punto di minimo storico: 230,2 miliardi di Euro, rispetto ai 230,5 miliardi di fine 2016; dall’inizio della crisi ad oggi i prestiti nella regione sono scesi del 14,1%.

A livello settoriale si registrano dinamiche differenti, poiché l’industria registra un’inversione di tendenza (+0,4%) dopo oltre 5 anni di variazioni negative e i servizi mostrano un sensibile incremento (+2,7%) rispetto allo stesso periodo del 2016. Al contrario, le costruzioni evidenziano ancora una forte diminuzione (-9,4%).

A livello territoriale, il calo dei prestiti è diffuso a tutte le altre regioni esaminate. Tuttavia, si rilevano alcune attenuazioni nel ritmo di discesa: in Veneto il calo è del -3,4% (-5,1% nel quarto trimestre 2016) e in Emilia Romagna del -1,7% (-3,3% nel quarto trimestre 2016). In Piemonte il trend è stabile (-2,9%).

Lo stock di sofferenze lorde delle imprese lombarde raggiunge nel primo trimestre 2017 la cifra record di 33,4 miliardi di Euro (+1,9% rispetto al quarto trimestre 2016): si tratta di un valore sempre più distante dai 5,6 miliardi di Euro del 2008 e che incide sempre di più sul totale impieghi (14,5%).

Tuttavia, considerando il flusso di nuove sofferenze delle imprese, si nota come la tendenza si sia invertita: risultano infatti in sofferenza il 2,8% dei finanziamenti, percentuale in calo rispetto al 3,0% di fine 2016 e al 3,3% del primo trimestre 2016. Fra le varie regioni oggetto dell’Osservatorio, solo il Piemonte presenta un tasso più basso (2,0% dei finanziamenti).

Considerando complessivamente tutte le procedure di chiusura d’impresa – fallimenti, altre procedure concorsuali non fallimentari e liquidazioni volontarie – sono state avviate 4.430 procedure nel primo trimestre 2017. Le diverse procedure mostrano però tendenze molto diverse.

Si consolida, infatti, la diminuzione dei fallimenti in Lombardia: 671 nuove procedure nei tre mesi di inizio anno, in calo del -9,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I fallimenti calano in modo diffuso in tutti i settori dell’economia, anche se spiccano i dati positivi di industria e costruzioni (-24,0% e -22,9% rispettivamente). A livello regionale, Emilia Romagna e Piemonte evidenziano le contrazioni più accentuate: -27,8% e -26,7% rispettivamente nel primo trimestre 2017. Anche in Veneto i fallimenti si riducono in modo deciso, con una variazione del -16,6%.

Rispetto alla tendenza dei fallimenti e in contrasto con il forte calo degli anni scorsi, tornano ad aumentare le procedure concorsuali non fallimentari (+1,2%), trainate dai servizi e dalle costruzioni, e le liquidazioni volontarie (+10,8%).

Analizzando il profilo di rischio, secondo il Cerved Group Score1, a marzo 2017 il 59,1% delle imprese lombarde presenta un grado di rischio di default molto basso (area sicurezza) o comunque contenuto (area solvibilità): si tratta di un miglioramento di due punti percentuali rispetto a marzo del 2016 che indica come il tessuto produttivo lombardo sia di fatto più solido e che le imprese sopravvissute alla crisi siano oggi in una condizione migliore per agganciare i segnali di ripresa.

La Lombardia, inoltre, si contraddistingue per la percentuale maggiore di upgrade (imprese che hanno migliorato la propria classe di rischio) e la più bassa di downgrade (imprese che l’hanno peggiorata). Confrontando le diverse regioni in esame, le imprese lombarde risultano più solide rispetto a Emilia Romagna e Piemonte, ma leggermente meno del Veneto.

Redazione

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