Osservatorio congiunturale GEI di aprile 2018: la ripresa si conferma robusta grazie alle esportazioni e le aspettative sul 2018 sono moderatamente positive

 Osservatorio congiunturale GEI di aprile 2018: la ripresa si conferma robusta grazie alle esportazioni e le aspettative sul 2018 sono moderatamente positive

Questa la sintesi dei risultati dell’Osservatorio Congiunturale del GEI – Associazione Italiana degli Economisti di Impresa – che si è riunito a Roma presso il Centro Studi di Confindustria per il consueto incontro trimestrale dedicato all’analisi della congiuntura e alle previsioni per 2008.

Il workshop – che si tiene a porte chiuse – consente agli economisti degli uffici studi dei più importanti enti di ricerca economica, imprese e banche del nostro Paese di confrontarsi sugli scenari di riferimento, approfondendo anche la congiuntura degli andamenti settoriali e territoriali, le cui relazioni vengono pubblicate sul sito www.gei.it. Nell’incontro si discutono anche i risultati di una survey lanciata dal GEI tra gli economisti iscritti che raccoglie e sintetizza l’opinione comune sulle previsioni di crescita e sullo scenario di breve periodo.

“La ripresa avvenuta nel 2017, è stata trainata in particolare dai settori industriali che hanno sfruttato il programma “Impresa 4.0”, nonché da alcune regioni come la Lombardia e l’Emilia-Romagna. Positivo anche il contributo del Mezzogiorno. Tuttavia ci sono segni di rallentamento nell’intensità della crescita anche a causa delle incertezze politiche nazionali e dell’instabilità del quadro diplomatico e commerciale internazionale – commenta Massimo Deandreis – Presidente GEI.

I dati elaborati presso gli uffici studi dei soci GEI confermano, dal punto di vista quantitativo, il sondaggio GEI sulle aspettative, dove più della metà degli 80 economisti interpellati esprime attese di continuità della ripresa in atto, mentre circa il 40% ne prevede ulteriori miglioramenti. “L’attenuazione del mood positivo si nota però se confrontiamo questi dati con quelli della precedente survey, quando le citate proporzioni erano inverse: 40% votava per la stabilità e 60% per un’ulteriore crescita”, sottolinea Giampaolo Vitali, segretario generale GEI.

Durante la riunione dei soci GEI si sono esaminati gli scenari che caratterizzano la congiuntura, a livello macroeconomico, territoriale e settoriale.

Il quadro macro rimane positivo – afferma Emilio Rossi, socio GEI di Econpartners e Oxford Economics – soprattutto per i paesi asiatici, e l’impatto negativo della guerra commerciale è ancora minimo, ma potrà avere conseguenze pesanti, per tutti i paesi, se l’escalation proseguirà incontrollata”.

Secondo le stime presentate da Massimo Rodà (Centro Studi Confindustria) la produzione industriale è risultata in marginale calo nel primo trimestre, nonostante un recupero previsto in marzo. Ciò frena la crescita del PIL italiano a inizio 2018, stimata inferiore al +0,3% rilevato nel 4° trimestre 2017. Tuttavia, le prospettive per i mesi primaverili sono positive, come evidenziato dall’andamento dei principali indicatori anticipatori qualitativi e quantitativi.

Dal punto di vista dell’analisi regionale, mentre Stefania Saini (socia GEI di Assolombarda) conferma che la ripresa ha coinvolto tutte le province lombarde, al traino dell’area milanese, il contributo di Salvio Capasso (socio GEI di SRM) rileva che l’economia del Mezzogiorno mostra buoni segni positivi ma distribuiti territorialmente a macchia di leopardo, con Campania e Puglia che sfruttano pienamente il loro potenziale industriale.

Infine, l’analisi dello scenario settoriale ha nuovamente confermato il ruolo di catalizzatore dello sviluppo giocato dagli incentivi pubblici di “Impresa 4.0”, nell’intero comparto dei macchinari, dell’elettronica e dell’elettrotecnica.

Redazione

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