Per il 71% degli italiani la corruzione è ancora un fenomeno molto diffuso nel nostro Paese

 Per il 71% degli italiani la corruzione è ancora un fenomeno molto diffuso nel nostro Paese

Dalla Global Fraud Survey di EY, condotta in 41 Paesi, emerge che:

  • Il 71% degli intervistati italiani ritiene la corruzione un fenomeno ancora molto diffuso nel proprio Paese.
  • L’Italia segna un miglioramento nel 2016 rispetto al 2015 con riferimento alla corruzione, proseguendo il cammino cominciato con la legge anticorruzione
  • I giovani appartenenti alla Generazione Y sono meno etici sul business, rispetto agli intervistati della Generazione X ( 45-54 anni).
  • Solo il 21% degli intervistati è consapevole che nella propria azienda è attivo un sistema di denuncia anonima denominato “whistleblowing” hotline; il 13% in Italia.
  • Il 77% degli intervistati riconosce come efficace strumento di prevenzione il monitoraggio automatico di email, instant messenger e telefonate

Le aziende che operano in mercati globali incontrano sempre più difficoltà nel raggiungere i propri obiettivi, a causa di una crescita rallentata nei Paesi emergenti e di un contesto socioeconomico globale incerto. Il 69% degli intervistati italiani evidenzia che la crescita effettiva è più lenta di quella prevista; dato che si conferma nei paesi emergenti con il 63% degli intervistati e con punte più elevate del 90% in Oman, 85% in Ucraina and 84% in Nigeria. In tale contesto non stupisce, quindi, che il 71% degli intervistati italiani ritiene la corruzione un fenomeno ancora molto diffuso nel proprio Paese; % che scende al 51% a livello Emeia.

La Fraud Survey di EY “Istinto Umano o Automazione – Quale la miglior risposta nella lotta contro frodi e corruzione?”[1] è stata realizzata mediante interviste a 4.100 dipendenti (da impiegati fino a top manager) di 41 paesi tra cui Europa, India, Africa e Medio Oriente (“EMEIA”).

Dallo studio condotto emerge che ancora i dirigenti di aziende non riescono a promuovere e diffondere una cultura etica nelle proprie imprese; il 77% degli amministratori o dei dirigenti ancora dichiara che per aiutare a salvaguardare un business, con uno su tre disposti a offrire tangenti per vincere gare o mantenere il proprio business.

L’indagine mostra, inoltre, che la “Generazione Y” (che comprende soggetti tra i 25 e i 34 anni di età), costituente il 32% degli intervistati, dimostra un atteggiamento più disinteressato nei confronti di un possibile comportamento non etico. Il 73% giustifica tale comportamento in quanto finalizzato a salvaguardare il business, rispetto al 49% degli intervistati di età tra i 45 e i 54 anni (Generazione X). Inoltre, il 68% degli intervistati, appartenenti alla Generazione Y, crede che i propri dirigenti potrebbero adottare comportamenti non etici al fine di salvaguardare il business, e il 25% di questa fascia di età sarebbe disposto a offrire tangenti in cambio di ottenere o consolidare affari. La Generazione Y mostra anche una sfiducia crescente nell’etica dei propri colleghi: il 49% di essi crede che i propri colleghi siano disposti ad agire in modo non etico per migliorare la propria crescita lavorativa e la propria carriera (di questa idea è il 40% di soggetti, che ricoprono tutte le fasce di età).

Fabrizio Santaloia – National Leader EY per il Fraud Investigation & Dispute Services (FIDS):

«L’Italia è al 60/mo posto al mondo nella classifica del Rapporto sulla corruzione, pubblicato da Transparency International. Con un punteggio di 47 su 100, dove 0 corrisponde a “molto corrotto” e 100 “per nulla corrotto”, l’Italia segna un miglioramento nel 2016 rispetto al 2015 (44 punti; 61/mo posto) con riferimento alla corruzione[2]; probabilmente il miglioramento è stato dettato anche da uno sguardo più ottimista sul nostro Paese da parte di Istituzioni e investitori, ma è inutile precisare che l’obiettivo è ancora lontano. Dal 2012, anno in cui è entrata in vigore la legge anticorruzione, ad oggi, l’Italia ha fatto grandi passi in avanti nella lotta contro tale fenomeno, dimostrato anche dal fatto che ha riconquistato ben 12 posizioni nel ranking mondiale (avanzando dal 72/mo posto al 60/mo).

Dallo studio condotto nell’area EMEIA (Europa, Medio Oriente, India e Africa) in Italia ben il 71% degli intervistati italiani sostiene che le pratiche corruttive avvengono nel proprio settore di attività».

[1] “Human instinct Machine logic: Which do you trust most in the fight against fraud and corruption?”

[2] CPI – Overview trasparency, Survey del 25 Gennaio 2017.

Redazione

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