Perché aprire una pagina aziendale e non un profilo privato per la tua attività su Facebook

 Perché aprire una pagina aziendale e non un profilo privato per la tua attività su Facebook

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[dropcap]S[/dropcap]econdo appuntamento della rubrica dedicata al social media più diffuso, Facebook, dove, spero col vostro contributo, andrò ad analizzare e spiegare punto per punto la creatura di Zuckerberg in modo tale da permettere a sempre più imprenditori di utilizzarla per fare comunicazione e business proficuamente.

Come anticipato settimana scorsa oggi vi parlerò del perché è opportuno aprire una fan page e non un profilo privato per una attività e/o azienda.

Quindi, caro imprenditore (mi rivolgo a te ora) se hai già una pagina aziendale in Facebook questo post ti servirà per controllare che tutto sia stato fatto correttamente, se invece hai aperto un profilo privato seguimi che ti spiego perché non avresti dovuto farlo e come fare per trasformarlo in pagina aziendale senza perdere nemmeno un contatto.

Confesso che nella prima stesura del piano editoriale di questo spazio settimanale non avevo dato un’importanza tale all’argomento da inserirlo tra i primi temi da trattare. Poi è bastato uno sguardo ai profili che solitamente Facebook mette sotto la voce “persone che potresti conoscere” per accorgermi di quante aziende utilizzino ancora il profilo privato invece della pagina aziendale per promuoversi.

Salto a piè pari il sermone sull’uso improprio del profilo privato e delle policy di Facebook da rispettare perché siamo italiani e questo tipo di argomentazioni lasciano il tempo che trovano. Non dovrebbero, ma è così. Voglio invece andare dritto al punto e mostrare perché conviene aprire una pagina invece che un profilo. Sono certo che avendo questo approccio avrò più attenzione 😉

Partiamo dall’inizio. 8 punti, 8 perché che dovrebbero convincervi a tornare o a mettervi da subito “sulla retta via”.

  1. Creare, definire e segmentare il proprio pubblico: partiamo affermando che secondo un principio logico di base un’azienda decide di stare su Facebook per prima cosa per crearsi un pubblico, col quale comunicare, interagire e creare un legame. Bene. Come lo fa se apre un profilo privato? Chiedendo l’amicizia. E con quale criterio? A caso? Ascoltando i suggerimenti di Facebook che puntualmente ci sottopone una lista di persone che probabilmente potremmo conoscere? E queste persone sono in target vero? Età, sesso, ubicazioni geografica e soprattutto interessi son quelli corretti per la costruzione del pubblico? Lascio a voi rispondere.
  2. Curare l’immagine aziendale: anche qui vorrei farvi una domanda, retorica ovviamente: secondo voi come verrebbe percepita un’azienda che fa del “chiedere l’amicizia” il proprio strumento di marketing? Non ha il sapore antico del venditore porta a porta? Nulla contro ovviamente. Per anni il sottoscritto in giovine età ha consumato le suole delle scarpe in questa nobilissima arte ma direi che non si addice molto ad una azienda che pretende di fare web marketing con i social media. Più che web 2.0 fa molto cartolina in bianco e nero. Non trovate?
  3. Dare informazioni corrette ai vostri clienti. Avete idea di quanti strumenti ed informazioni ha a disposizione un’azienda o attività per informare correttamente il proprio pubblico? Una fan page lavora per voi sempre 24 ore su 24 dando informazioni per esempio sui vostri orari e i giorni di apertura, informazioni sui sistemi di pagamento che adottate, informazioni di contatto come telefono, email o indirizzo web (caspita! Avete investito per realizzarlo, lo volete o no far conoscere al vostro pubblico?), fornire indicazioni stradale tramite le mappe o semplicemente poter comunicare ai propri clienti se si dispone di un parcheggio. Vi sembra poco?
  4. Statistiche Facebook Insights. Argomento delicato: la mia esperienza mi ha mostrato come anche chi ha una pagina aziendale nella maggior parte dei casi tende a sottovalutare l’importanza di questa sezione. Il perché? Io propendo a pensare che il motivo sia uno semplice e comprensibilissimo: nessuno ha mai spiegato loro come leggere le statistiche, perché farlo e soprattutto come utilizzarle per la corretta pubblicazione dei contenuti. Visto che sarà argomento di un prossimo post, anche un paio direi, vista la vastità dell’argomento, oggi mi limito a dirvi che ci sono. Dategli un ‘occhiata, cominciate a giochicchiarci nell’attesa di ritornarci sopra per approfondire. Troppo vasto e importante l’argomento per essere approfondito oggi.
  5. Indicizzazione sui motori di ricerca. Vi svelo un segreto (di Pulcinella aggiungerei): le fanpage di Facebook sono indicizzate dai motori di ricerca quali Google, Yahoo e Bing tanto per citare i principali. Cosa vuol dire? Che se un vostro cliente digita nel box di ricerca di Google, per esempio, il nome della vostra attività, oltre all’ indirizzo web del vostro sito, se ben posizionato, il motore di ricerca restituirà tra i risultati anche la vostra pagina aziendale facebook. Come dite? Non avete un sito web per la vostra attività? Ecco. Motivo in più per far bene le cose qui in Facebook in attesa di colmare anche questa lacuna.
  6. Tutelare la Privacy per i vostri Fans. Qui entriamo nel campo della deontologia aziendale. Le pagine aziendali facebook sono costruite in modo tale da rispettare e tutelare la privacy dei vostri fans, sia che essi non interagiscano con i vostri post, i vostri contenuti sia a maggior ragione se lo fanno. I profili personali no. Sono pensati per un uso tra privato e privato. Non tra un’azienda e il suo pubblico.
  7. Programmazione della pubblicazione dei post. Altro strumento ai più sconosciuto a giudicare dal tipo di programmazione scelta per i contenuti sulle fanpage. Di questo ora non vi dirò nulla. Leggete fino i fondo l’articolo e capirete il perché di questa mia scelta.
  8. Creare e Gestire Campagne Marketing. Facebook Ads è lo strumento principale per la costruzione del vostro pubblico. Vorrei sottolineare il termine “costruzione”. Con Facebook Ads e le sue campagne si costruisce il pubblico, con il piano editoriale si costruisce invece la relazione con lo stesso. Anche se è una ovvietà ci tenevo a sottolineare quest’aspetto. Detto ciò vi voglio qui dare alcune indicazione sui principi che regolano gli annunci a pagamento di Facebook. Per farlo li metterò a paragone con Google Adwords. Se con Google noi, per posizionare i nostri annunci e farci trovare, scegliamo le parole chiave di ricerca, con invece Facebook noi delineiamo il nostro target decidendo che tipo di caratteristiche deve avere. Possiamo sceglierlo in funzione della fascia di età, sesso, lingua, posizione geografica e interessi mostrati all’atto della compilazione del profilo o determinato analizzando il tipo di pagine sulle quali è stato messo il “Mi Piace”. Ci sarà modo di entrare nel dettaglio nelle prossime settimane.

La prossima volta affronterò l’annoso problema che sta alla base di una comunicazione di successo in Facebook: la stesura del piano editoriale. Perché farlo e alcuni suggerimenti di come realizzarlo.

Ora spazio ai vostri commenti. Che siano copiosi e pungenti 😉

Mirko Saini
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