Perché non ci credete?

 Perché non ci credete?

La tematica di questa settimana implica che questo articolo prenda origine da un dato percentuale, che emerge dal 9° Censimento dell’Istat su Industria, Servizi e No Profit e che riguarda la sezione relativa alla percezione delle potenzialità del Web da parte delle microimprese.

Cito testualmente: «Il 42,2% delle microimprese reputa Internet non necessario o inutile per l’attività che svolge; tra quelle che hanno un collegamento a rete esterna, tale valutazione risulta valida per il 36,5%».

Va specificato che la riluttanza a utilizzare Internet per ragioni connesse alla propria area professionale di appartenenza non dipende da questioni “tecniche” o ancora da barriere connesse o conseguenti al mancato accesso alla rete per lentezza o indisponibilità del servizio.

L’utilizzo di Internet risulta dipendere da necessità amministrative, oppure connesso a operazioni bancarie e in generale finanziarie. Solo una microimpresa su tre utilizza un sito o delle pagine Web e il dato sull’attivazione di modalità e-commerce è ancora più scoraggiante (solo il 5,1% delle microimprese risulta aver agito nel commercio elettronico).

Il documento che cito come fonte fornisce il dato freddo ed entra poco nelle motivazioni comportamentali del settore, come dev’essere per uno strumento atto a fornire una fotografia di ciò che accade in un sistema complesso e variegato.

È proprio con voi lettori che invece vorrei approfondire l’argomento e arrivare a comprendere perché accade (ancora) questo: rilancio, dunque, il titolo di questo post. Perché non ci credete?

Cosa manca, a livello di informazioni, know how, supporto, perché questa reticenza a utilizzare la rete si abbassi e porti le microimprese italiane ad avere una confidenza maggiore con quello che il Web può offrire, in termini di visibilità, aumento del fatturato e risparmio conseguente all’ottimizzazione di molte procedure interne?

Lavorando a stretto contatto con chi il servizio Web lo “disegna”, lo sviluppa, lo predispone a uso e consumo delle imprese, il dubbio che mi sorge, analizzando questi dati, è che buona parte del problema possa risiedere nel linguaggio.

Il Web viene (probabilmente) percepito nelle piccole imprese come un terreno accidentato e le mappe per percorrerlo e giungere all’obiettivo scritte in un linguaggio incomprensibile, oppure condivisibile solo dagli “addetti ai lavori”.

Con questo post mi permetto di provare a ingaggiarvi, lettori de “Il giornale delle pmi”, perché nessuno più di voi può dare un’anima, un contenuto, un significato a un freddo dato percentuale.

Valentina Cozzoli
Marketing Manager
Alium srl
Via M. Camperio, 9
20123 Milano
phone: +39 324 60 37 515
skype: ValentinaCozzoli

Valentina Cozzoli

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