Perché serve il giornale aziendale

 Perché serve il giornale aziendale

L’organizzazione delle nostre imprese è da sempre guidata da una rigida “cultura della riservatezza”: esistono in azienda diversi cerchi magici all’interno dei quali trattenere le informazioni che, per una imprecisata regola, devono essere appannaggio del minor numero possibile di utenti. E alle ultime maglie della catena decisionale le notizie non devono arrivare.

Così capita di lavorare senza capire “per chi”, “come” e, soprattutto, “perché”: da che parte si va non è dato sapere.

È di prestigio appartenere ai cerchi magici ed essere fra i pochi a sapere.

Non stiamo parlando di situazioni dello scorso millennio, ma di una realtà comune anche oggi a tante aziende.

L’imprenditore illuminato e la condivisione delle informazioni

Avremmo bisogno di imprenditori illuminati capaci di sovvertire questa “cattiva pratica”. Capi d’azienda che la smettano di vendere sulla carta cultura aziendale, organizzativa, delle risorse umane, ma di fatto incapaci di comunicare intenzioni e vision personali ai propri collaboratori.

Oggi l’imprenditore è convinto di dover trattenere nei cerchi magici le poche informazioni strategiche sulla rotta intrapresa dall’azienda: la concorrenza è in agguato. Quelle informazioni, se note, metterebbero in dubbio la sopravvivenza aziendale.

Ogni informazione, ogni aspetto della vita aziendale, invece, dovrebbero essere messi a fattore comune.

Tutto ciò che crea visione e missione comune, tutto ciò che crea comunità, aggregazione, appartenenza, tutto questo deve pervadere l’azienda ed i suoi uomini, a tutti i livelli.

La carta geografica aziendale

Ogni cellula dell’organizzazione deve sapere in quale punto dellacarta geografica aziendale” si trova, cosa fa lì, a cosa serve, poco o tanto che sia.

L’azienda è un microcosmo, prima di tutto una comunità, e deve trovare la modalità più chiara ed efficace per fare sapere che cosa la tiene unita.

Crisi o non crisi, disoccupazione o meno, le aziende hanno una grande difficoltà, da sempre: quella di ricercare, trovare e trattenere le risorse umane importanti, che non sono le migliori in assoluto, ma quelle più importanti per un’organizzazione.

Altrettanto difficoltosa è l’espulsione deicorpi estranei”, quelli che non sono in grado di convivere con l’organizzazione aziendale.

La coesione di un’organizzazione aziendale stimola, in primis, la voglia di rimanere per coloro che sono già al suo interno, di entrare per coloro che dall’esterno colgono il messaggio trasmesso dal vertice.

Un giornale rende l’azienda più coesa

Per assicurare che l’organizzazione sia realmente coesa è indispensabile comunicare tutto quello che appartiene alla cosiddetta cultura aziendale.

Tutto deve circolare!

La tradizione orale, i cosiddetti “miti fondanti”, più o meno espansi ad arte, sono utili per

creare un’aura di magia aziendale”, ma per perpetuare la cultura aziendale del vissuto quotidiano, è necessaria una pianificazione comunicativa efficace. E non esiste a mio parere strumento più potente dell’editoria aziendale, che si declina in diverse forme e propria di ogni, ma proprio ogni, dimensione aziendale. Alla maggioranza delle aziende che costituiscono il sistema imprenditoriale del nostro Paese, le cosiddette PMI, si confà lo strumento del giornale, mentre aziende più strutturate possono essere in grado di produrre e veicolare al proprio interno (ma anche all’esterno) testi tematici (ad esempio, white paper, monografie, studi scientifici).

Un abito su misura

Io mi limito a parlare della forma di base, il giornale, attraverso il quale veicolare le informazioni più importanti sulla vita dell’impresa.

Non esiste la formula magica, un canone valido per tutte le aziende: il giornale aziendale deve essere creato come un vestito su misura, carpendo l’essenza dell’azienda da qualsiasi fonte possibile, in primo luogo partendo dai desiderata comunicativi dei vertici aziendali. L’essenza dell’azienda, la sua vision e la sua mission, devono diventare l’oggetto di ogni edizione del giornale!

Ritengo opportuna per il futuro la comunicazione via foglio aziendale, quale forma più diretta di relazione fra l’impresa, le persone che lavorano al suo interno e – perché no, voliamo alto – il contesto sociale.

Il giornale aziendale deve nascere attraverso il coinvolgimento, prima di tutto emozionale, delle persone, interne o esterne all’azienda, e delle loro culture professionali e non.

Le testate aziendali dovranno essere gestite con competenze e professionalità da valorizzare attraverso un piccolo investimento di tempo, in coerenza con gli obiettivi che si vogliono raggiungere.

Un lavoro di interazione, di condivisione e di partecipazione, che vede i soggetti aziendali coinvolti attori e destinatari al tempo stesso della produzione di notizie definita in una linea editoriale condivisa: la linea delfare gruppo”.

Adottando e mutuando un must calcistico, il giornale aziendale, come il tifo, potrebbe essere il dodicesimo uomo in campo che garantisce il successo di un’azienda.

Gabriele Arveda

Laureato in Giurisprudenza, ha alternato la sua attività di Consulente del lavoro e HR manager con una specializzazione particolare nella gestione delle criticità della relazione e dei conflitti.

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