Personal Brand e Self marketing nella ricerca attiva del lavoro

 Personal Brand e Self marketing nella ricerca attiva del lavoro

personal-brand[dropcap]R[/dropcap]icercare un lavoro è un lavoro: è un lavoro che deve essere accurato e ben pianificato. Nonostante il momento di crisi, vi sono ruoli o funzioni aziendali che sono comunque sempre ricercate. Ad esempio gli esperti informatici sono sempre iper-ricercati e trovano lavoro in differenti ambiti e con differenti livelli, così come contabili ed amministrativi. Per ogni ruolo ci sono tante sfumature che gli annunci mettono in evidenza.
La presentazione di una candidatura a una azienda va curata nei dettagli: il curriculum deve essere onesto, veritiero e costruito per competenze. Il CV Europeo è standard e appare chiaro che non risponde sempre al meglio alle esigenze delle aziende. Infatti, attraverso la presentazione del CV, e della lettera di accompagnamento, si hanno utili informazioni sulla propria candidatura che successivamente vengono approfondite attraverso il colloquio,
Ogni individuo ha delle caratteristiche positive e altre negative, tutte queste specificità devono confluire nel bilancio delle competenze acquisite; le persone devono andare a un colloquio avendo come punto di riferimento una schema ben preciso e che serve ad identificare il livello professionale, ad esempio essere collaborativi, essere precisi, avere una buona conoscenza delle lingue straniere ecc..
In un colloquio di selezione bisogna puntare a far emergere tutti gli asset positivi che una persona ha costruito lungo il suo percorso di sviluppo professionale, ma soprattutto presentarle in una ottica che va a valorizzare la propria candidatura in funzione del ruolo ricercato.
Quando si è convocati per un colloquio è fondamentale presentare la propria esperienza da un punto di vista positivo: a un colloquio; tuttavia proprio durante la conversazione possono emergere o vengono portare anche situazioni negative, la vera capacità non sta nell’ignorarle, ma nel presentarle in una ottica positivo e di improvement personale (si dice che si impara di più dagli insuccessi!).
Dal colloquio di lavoro deve emergere e bisogna far capire le proprie conoscenze e competenze e cosa si punta a migliorare.
Il potenziale candidato deve costruire un modo personale di comunicare e  relazionarsi al fine di trasmettere le proprie competenze ed enfatizzarle. A questo proposito bisogna avere chiaro un piano di azione, dove da un lato si misurano le competenze acquisite lungo un percorso formativo e dall’altro quelle rilevate lungo il percorso professionale (Laurea, Corsi di specializzazione, Master ecc).
Per rendere note tutte queste caratteristiche bisogna fare appello al marketing al fine di promuovere se stessi, la propria candidatura come prodotto costruito lungo il percorso formativo e professionale. Per una positiva ed efficace ricerca bisogna puntare alla creazione del proprio personal brand che deve avvenire attraverso tecniche di self marketing.
I canali di ricerca sono molteplici, le aziende con le autocandidature spontanee, l’analisi delle posizioni scoperte in rete (la compilazione on line dei CV e delle application da compilare su LinkedIn), il Job posting, i centri per l’impiego, le società di lavoro interinale (dove conviene prima compilare on line i CV e poi portarli direttamente in agenzia e fare un colloquio esplorativo). nonchè gli incontri dove si fa networking.
Se si possiede il profilo su LinkedIn va costruito in modo completo, infatti LinkedIn ha proprio una pagina dedicata alla ricerca del lavoro dove le aziende inseriscono le proprie inserzioni.
Un ottimo canale specializzato dove poter mettere a disposizione le esperienze acquisite in un settore è quello delle fiere specializzate: tutti i maggiori leader di mercato sono presenti e questo diventa il modo molto semplice per autocandidarsi.
Le autocandidature sono utili quando si viene a conoscenza di determinate informazioni, ossia attraverso il passaparola.
Bisogna tuttavia diffidare di annunci ripetuti che indicano facili guadagni: alcune aziende nella ricerca di personale sono poco serie. Questi annunci spesso nascondono dietro corsi di formazione a carico di chi cerca lavoro (nella realtà dovrebbero essere le aziende a farsi carico del corso di formazione e formare il personale): queste sono realtà che vogliono guadagnare su chi cerca lavoro.
Quando le aziende sono di piccola dimensione il passaparola è la soluzione migliore per sapere se ricercano lavoro.
Una volta letto e analizzato un annuncio (è opportuno sempre informarsi sull’azienda e sul ruolo dell’interlocutore che si incontra, avere ben chiare le richieste dell’annuncio, il ruolo richiesto) vanno viste le competenze acquisite che si possono mettere a disposizione in funzione delle competenze richieste: se vi è almeno una competenza allora conviene tentare con la propria candidatura.
Le domande tipiche di un colloquio di lavoro puntano a far parlare il candidato e si basano sull’ascolto attento delle risposte. Le domande di inizio colloquio sono:

  • Parlami di te!
  • Raccontami la tua esperienza!
  • Quali sono i tuoi punti di forza?
  • Qual è un tuo punto di debolezza?
  • Quale esperienza ti ha maggiormente gratificato?
  • Quali sono le tue caratteristiche positive?
  • Cosa hai imparato da un tuo fallimento?

Va sottolineato che ogni candidatura deve essere accompagnata da una lettera di presentazione che deve avere un carattere motivante e un tratto che esprime le potenzialità della candidatura.
Il CV generalmente viene redatto con un programma di editing e va tenuta sia un copia cartacea da presentare al colloquio, ma anche una copia in formato digitale. Ogni CV deve presentare la liberatoria sulla privacy e deve riportare firma e data. IL CV deve essere chiaro personalizzato e completo e immediato nella comunicazione.
Nel CV si deve rispettare la cronologia e partire sempre dall’esperienza più recente, si può “giocare” anche sul carattere, sul font e sulle dimensioni. Il tempo verbale deve essere impersonale.
Vanno inserire anche specifiche attività collaterali con attestati dato che indicano la personalità del candidato. Negli ultimi tempi alcune aziende chiedono le referenze e conviene citarne a piè pagina la disponibilità.
Ogni CV deve essere personalizzato e adattato per ogni candidatura.
Costruire il personal brand vuol dire costruire le proprie competenze, lavorare sui propri comportamenti e mettersi in gioco nella candidatura esprimendo le proprie potenzialità e lavorando sui punti di debolezza con la consapevolezza che  propri punti di forza rafforzeranno l’azienda nel suo insieme e saranno e che rafforzeranno le caratteristiche positive che ha ognuno di noi. Spesso può capitare che un manager, durante una processo di cambiamento, nella ricerca di lavoro, faccia ricorso a un Coach per comprendere il proprio potenziale e generare consapevolezza in sé.
La mia esperienza è che di fronte al giudizio  anche i candidati più esperti esprimono tensione che deve essere dominata, per vincere timidezza e insicurezza, ecc.
La ricerca del lavoro deve essere prima costruita, pianificata e successivamente attraverso la messa in pratica del piano si passa alla fase operativa fatti di colloqui fino a quando non arriva la fatidica occasione giusta che ripaga gli sforzi fatti.

Teresa Tardia
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