Piccola impresa fucina di apprendistato

 Piccola impresa fucina di apprendistato

[dropcap]G[/dropcap]li apprendisti sono la terza forza occupazionale nell’industria e nei servizi, dopo operai e impiegati. In Italia, si attestano a quasi 455 mila unità e rappresentano il 3,9% degli occupati dipendenti (anno 2012). Si tratta di un fenomeno importante e non trascurabile tant’è che gli apprendisti sono più numerosi dei quadri (le cosiddette “linee intermedie” si fermano, infatti, poco sopra la soglia delle 420 mila unità). Prendendo in esame la ripartizione dell’occupazione nelle imprese per classe di addetti, si verifica come l’incidenza degli apprendisti sia più marcata nelle piccole imprese (intese qui secondo la definizione fornita dalla Commissione Europea che in relazione agli addetti considera “piccole imprese” tutte le realtà aziendali con meno di 50 addetti): nelle piccole imprese l’incidenza degli apprendisti raggiunge il 6,1%, una quota più che tripla rispetto a quanto si riscontra nelle medie imprese e più che quadrupla rispetto alle grandi imprese (evidenziano rispettivamente quote dell’1,8% e dell’1,4%). Si pensi che nel caso delle microimprese (<10 addetti) l’incidenza degli apprendisti raggiunge quota 8,0%.

Le piccole imprese – segnalano i ricercatori di Fondazione Impresa – rappresentano delle valide opportunità per i giovani tant’è che i dati sull’apprendistato sono in linea con l’analisi dell’occupazione per fascia d’età; infatti, i risultati dimostrano la rilevanza della componente giovanile (15-29 anni) nelle piccole imprese: in quelle fino a 50 addetti, quasi 1 dipendente su 4 (il 22,3%) è giovane, una quota elevata specie se confrontata con quanto verificato nelle medie imprese e nelle grandi imprese dove i giovani impiegati si fermano rispettivamente al 13,2% e all’11,7%.

L’analisi restituisce anche i settori ad elevata intensità di apprendistato. La leadership spetta ai Servizi alla persona comparto nel quale, in Italia, gli apprendisti sono il 16,43% del totale dipendenti. Segue la Manutenzione e riparazione di autoveicoli (11,29%). Al di là dei numeri assoluti, si delinea una fotografia abbastanza trasversale che non “confina” l’apprendistato alle forme di lavoro più semplici ma, anzi, lo estende a comparti ad elevata professionalità (attività immobiliari per conto terzi, ovvero mediazione immobiliare e gestione di immobili, altre attività professionali e scientifiche, attività legali/contabilità, attività ausiliarie dei servizi finanziari) o a elevata specializzazione (riparazione di computer e di beni per uso personale e per la casa, lavori di costruzione specializzati) che possono rappresentare dei veri e propri trampolini di lancio per i giovani, anche in relazione a future attività imprenditoriali.

Queste informazioni settoriali – rammentano i ricercatori di Fondazione Impresa – evidenziano come l’apprendistato, oltre a rappresentare un’opportunità unica per i giovani, sia trasversale e rilevante in più settori indipendentemente dal grado di complessità del comparto o dal livello professionale dei candidati lavoratori. I giovani trovano impiego come apprendisti sia in settori ad elevata manualità che in comparti ad alta professionalità.

Scarica lo studio di Fondazione Impresa pubblicato in anteprima da Il Sole 24 Ore di lunedì 29 dicembre 2014 – Piccola impresa apprendistato

Redazione

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