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PMI all’estero e la sfida dell’internazionalizzazione: quali strategie adottare

Negli ultimi anni, tante sono le PMI italiane che esprimono una forte tendenza e proiezione verso i mercati internazionali, accogliendo del tutto le sfide dalla globalizzazione.

Per un’impresa, oggi, la prospettiva di svilupparsi all’estero è sia una sfida che un’opportunità.

Per molte, risulta essere anche una scelta indispensabile per crescere, o per sopravvivere, nonostante il panorama geopolitico non sia dei più stabili e statici.

Tuttavia non è un percorso impossibile. Le imprese possono affrontare con successo la competizione internazionale grazie all’utilizzo di diverse strategie, vediamone alcune:

  • diversificazione dei propri prodotti nei differenti mercati esteri: cercare di adattare anche i propri servizi in base alle esigenze del Paese in cui si esporta;
  • usufruire delle sinergie e degli strumenti di sostegno, messi a disposizione delle PMI dal sistema pubblico, come ad esempio: la facoltà di interpretare a 360 gradi i complessi scenari internazionali, ma anche di individuare le migliori opportunità di sviluppo all’estero per il nostro sistema produttivo date dalle varie Ambasciate o Consolati;
  • realizzare un Piano Estero per non essere colti di sorpresa, insieme ad un buon business plan redatto da professionisti nel campo dell’internazionalizzazione delle imprese;
  • creare una SWOT Analysis: questa matrice è uno strumento di pianificazione strategica che permette alla PMI di capire le sue potenzialità e debolezze. Essa si suddivide in quattro campi di analisi:
    • punti di forza della PMI;
    • punti di debolezza della PMI;
    • opportunità associate ai diversi mercati esteri;
    • minacce e rischi impliciti nelle diverse opzioni.
  • raccolta dati: immettendosi in un nuovo mercato è giusto raccogliere quante più informazioni possibili riguardanti i diversi target. Questi, per mezzo della globalizzazione, si avvicinano in un certo senso al target italiano ma nello stesso tempo si differenziano per usi o cultura. E’ giusto dunque raccogliere ed analizzare i differenti dati provenienti dall’estero per adottare la giusta strategia;
  • fase di controllo: l’internazionalizzazione di un’impresa è un processo molto complesso, i cui risultati devono essere periodicamente oggetto di giudizio critico. È probabile che le decisioni non siano, fin da subito, ottimali, richiedendo dei successivi adattamenti e miglioramenti. La fase di controllo assume, quindi, un ruolo fondamentale quale momento di verifica e di adattamento delle decisioni prese.

Nonostante le incertezze, le PMI presenti nel mercato estero contribuiscono già al 70% del Made in Italy esportato in tutta l’Unione Europea e oltre, contribuendo così alla crescita dell’attività e del Paese stesso.

Maurizio Maraglino Misciagna

Maurizio Maraglino Misciagna

Dottore commercialista e revisore legale. Giornalista  pubblicista. Esperto in finanza innovativa e startup. www.mauriziomaraglino.it

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