PMI dell’Eurozona: il dato di ottobre è superiore alle attese

 PMI dell’Eurozona: il dato di ottobre è superiore alle attese

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[dropcap]I[/dropcap] risultati della stima flash PMI segnalano una marginale ripresa delle attività dell’Eurozona nel mese di ottobre. L’indice Markit PMI® ha segnato il primo rialzo del tasso di espansione in tre mesi, salendo dai minimi su dieci mesi di settembre di 52.0 a 52.2. Ciononostante, l’indice è rimasto al di sotto della media a cui abbiamo assistito nel terzo trimestre, e si è attestato al secondo posto tra i valori più deboli dell’anno in corso.

La produzione manifatturiera ha indicato un’espansione al tasso più rapido degli ultimi tre mesi, mentre la crescita delle attività del settore terziario è rimasta invariata rispetto ai minimi su sei mesi dello scorso settembre. In entrambi i casi, i tassi di crescita sono rimasti storicamente deboli ed inferiori alla media riscontrata nel corso del 2014.

In aggiunta, nonostante il rialzo della produzione ad un tasso leggermente più rapido, i nuovi ordini di ottobre sono appena aumentati, segnando il minor aumento mensile da agosto dello scorso anno, mese in cui la crescita delle commesse aveva avuto inizio. Le imprese manifatturiere hanno indicato il secondo calo consecutivo, seppure modesto, dei nuovi ordini, mentre nel settore terziario l’afflusso delle nuove commesse ha registrato il tasso di crescita minore dallo scorso gennaio.

Le commesse in giacenza sono diminuite al tasso più rapido registrato da giugno dello scorso anno, sia nel settore terziario che, più marginalmente, nel manifatturiero.

L’indebolimento della domanda ha spinto le aziende a tagliare gli organici causando tagli occupazionali rilevanti, seppur marginali, i primi da novembre dell’anno passato. Le aziende terziarie hanno segnalato i primi tagli da marzo, mentre le imprese manifatturiere hanno indicato un leggero rialzo dell’occupazione.

I prezzi sono stati progressivamente ridotti per incentivare le vendite. Dopo un calo ormai quasi continuo durato più di due anni e mezzo, la media dei prezzi applicati a beni e servizi ha registrato il calo mensile più rilevante da febbraio 2010.

Le tariffe nel terziario sono calate al tasso più rapido da gennaio 2010, mentre il decremento nel manifatturiero è risultato più modesto, con prezzi diminuiti solo marginalmente e ad un tasso minore rispetto a settembre.

Il taglio delle tariffe di ottobre si è registrato nonostante il generale innalzamento dei prezzi di acquisto, indicando margini ulteriormente ridotti. Tuttavia l’industria manifatturiera ha registrato un calo dei prezzi di acquisto per il secondo mese consecutivo.

Infine, nel settore terziario l’ottimismo rispetto alle attività nell’anno a venire ha toccato i minimi da giugno dello scorso anno. Le previsioni nel manifatturiero sono forse risultate leggermente migliori, essendo infatti aumentata la fornitura di beni destinati alla produzione per la prima volta in tre mesi.

Da un punto di vista delle singole nazioni, la Francia ha assistito al calo delle attività per il sesto mese consecutivo, registrando il più rapido tasso di deterioramento da febbraio. Il ritmo di contrazione è leggermente accelerato sia nel manifatturiero che nel terziario. Le nuove commesse e l’occupazione hanno accusato il calo maggiore rispettivamente da giugno e aprile dello scorso anno ed i prezzi di vendita francesi sono calati al tasso più rapido da ottobre 2009.

Migliori sono i risultati della Germania, con l’indice PMI che ha segnato il tasso più alto su tre mesi. La crescita della produzione del settore manifatturiero è risalita al record su tre mesi, mentre il settore terziario ha indicato il più lento tasso di espansione dallo scorso giugno. Ciononostante, il tasso di crescita dei nuovi ordini delle aziende tedesche è stato il più lento da settembre dello scorso anno, con il rallentamento della crescita dei posti di lavoro ed una riduzione dei prezzi di vendita al tasso più alto da settembre 2012.

Nelle altre nazioni dell’eurozona, la crescita della produzione si è parzialmente ripresa dalla scivolata ai minimi su dieci mesi di settembre. L’aumento dei nuovi ordini è stato tuttavia il più debole su undici mesi, l’occupazione è cresciuta a malapena ed i prezzi di vendita hanno subìto il calo più rapido da luglio dello scorso anno.

Commentando i risultati flash dei dati PMI, Chris Williamson, Chief Economist presso Markit ha detto: «Il PMI sull’Eurozona è salito a ottobre, ma chiunque si limiti a guardare il valore principale non si rende conto dell’immagine più negativa che si delinea dalla lettura degli altri indici d’indagine. Infatti questi mostrano come la regione stia vacillando sull’orlo di un’altra crisi. La crescita dei nuovi ordini rallenta fino quasi a raggiungere la stagnazione, e le commesse inevase sono diminuite ad un tasso più rapido causando la prima riduzione occupazionale in quasi un anno. Anche la fiducia nel settore terziario è scivolata ai minimi in oltre un anno, e i prezzi applicati si sono contratti al tasso più rapido dal periodo peggiore della crisi finanziaria globale. Questo non ha fatto altro che peggiorare ulteriormente la valutazione sempre più negativa delle condizioni degli affari. Se da una parte l’indagine suggerisce come l’area Euro sia riuscita finora ad evitare una ricaduta in recessione nel corso di quest’anno, dall’altra non si può escludere un ritorno alla contrazione. La crescita risulta così debole che sempre più aziende si trovano costrette a licenziare e a ridurre i loro prezzi nel tentativo di tagliare i costi e migliorare le vendite con l’applicazione di sconti. I dati dell’indagine sono largamente in linea con la crescita del PIL dello 0.25% nel terzo trimestre ma, a meno che non si registri una imminente ripresa della domanda, la crescita potrebbe indebolirsi ancora nel quarto trimestre, e le forze deflazionistiche potrebbero intensificarsi».

Redazione

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