PMI e digitalizzazione, un binomio possibile

 PMI e digitalizzazione, un binomio possibile

Le tecnologie digitali non sono appannaggio solo delle grandi aziende. A dimostrarlo un sondaggio condotto dall’Ufficio Studi di A.P.I. (Associazione piccole e medie Industrie), dal quale è emerso che nell’anno 2020 ben l’87% delle PMI investirà in tecnologie digitali, principalmente nella produzione (16%), nell’innovazione di prodotto (12%) e di processo (21%). E si prevede che alcune aziende stanzieranno anche una quota importante, tra il 10% e il 20% del fatturato, per gli investimenti in innovazione.

Tali dati sono stati presentati durante il convegno “Digital transformation: impatto e opportunità per il business delle PMI” organizzato da  A.P.I. in collaborazione con TWIG Srl e svoltosi lo scorso 6 dicembre presso l’associata AM Instruments (Brianza).

Protagonisti dell’incontro – moderato da Fabio Lombardi, giornalista de “Il Giorno” – Paolo Galassi, Presidente A.P.I., Marco Ronchi docente alla Scuola di Design e Managing Partner del Master in Digital Strategy del Politecnico di Milano, amministratore unico di TWIG Srl, Roberto Fossati, co-titolare di AM Instruments e Luciana Ciceri, amministratrice unica di Ciceri de Mondel Srl e vicepresidente A.P.I..

L’evento ha rappresentato un momento di confronto sulla digital transformation per capire metodi e strumenti adatti a guidare l’evoluzione digitale delle imprese, come usare al meglio il design strategico, il marketing e la comunicazione per dare slancio alle aziende.

Numerosi gli imprenditori che hanno partecipato con interesse al convegno, durante il quale, in particolare, è stata raccontata l’esperienza di alcune realtà imprenditoriali del territorio, associate ad A.P.I., che hanno tratto notevoli vantaggi puntando su innovazione e digitalizzazione: la Ciceri de Mondel Srl, la FiloAlfa di Ozzero e la AM Instruments Srl di Limbiate.

Gli imprenditori – ha spiegato il Presidente di A.P.I. Paolo Galassi – sono molto propensi a introdurre o implementare in azienda le tecnologie digitali. E per farlo stanno anche investendo sulle risorse umane, inserendo giovani talenti, prevalentemente sotto i 35 anni, ma siamo davanti ad una vera e propria rivoluzione e, per abbracciare nella sua totalità questo cambiamento non basta investire solamente in formazione, macchinari, marketing, big data e comunicazione. È necessario un mutamento di mentalità”.

La digital transformation è un tema sempre più attuale, un processo di evoluzione della cultura imprenditoriale e manageriale fondamentale – ha concluso Marco Ronchi, Managing Partner del Master in Digital Strategy del Politecnico di Milano -. Deve, però, essere un percorso concreto, attuabile nella PMI ed efficace. Un percorso che l’imprenditore possa interiorizzare e attuare in tutti gli ambiti di impresa, con un supporto interno o esterno. Per questo è fondamentale la formazione e l’incontro tra imprenditoria e università. Questa grande rivoluzione dei processi produttivi e dei prodotti ci chiede di ripensare l’azienda, ma soprattutto di formare i collaboratori in ottica 4.0”.

Clara Frattini

Avvocato, socio AGI (Avvocati Giuslavoristi Italiani). Si occupa di diritto del lavoro e di diritto civile. Docente in Master di alta formazione manageriale. Partecipa come relatrice a convegni e seminari sulle tematiche del diritto del lavoro. Socio fondatore di Labor Network. Responsabile Sezione Lavoro de Il Giornale delle PMI.

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