PMI manifatturiero italiano: leggero declino della produzione a causa dell’ennesima debolezza dei nuovi ordini

 PMI manifatturiero italiano: leggero declino della produzione a causa dell’ennesima debolezza dei nuovi ordini

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[dropcap]C[/dropcap]ontinua a contrarsi a novembre il settore manifatturiero italiano e, nonostante la crescita dei nuovi ordini destinati al mercato estero, la produzione si è ridotta per il secondo mese consecutivo a causa della nuova contrazione su base mensile dei nuovi ordini totali. La debolezza registrata sul fronte della domanda ha causato un’ulteriore contrazione dell’attività di acquisto e del livello occupazionale del settore manifatturiero, quest’ultimo diminuito ad un tasso più veloce. Allo stesso tempo, a causa dell’aumento dei prezzi di acquisto, incrementano leggermente i prezzi alla produzione.

L’Indice destagionalizzato PMI® (Purchasing Managers’ Index®) Markit/ADACI sul Manifatturiero in Italia – indice ideato per fornire in un’unica cifra l’immagine delle condizioni operative dell’economia manifatturiera – ha registrato a novembre 49.0, valore questo invariato rispetto a quello minimo su 17 mesi di ottobre. L’indice si è mantenuto al di sotto della soglia di 50.0 in tre degli ultimi quattro mesi, mostrando un peggioramento degli affari.

L’indagine di novembre ha osservato una contrazione del livello di produzione presso i manifatturieri italiani per il secondo mese consecutivo, nonostante il tasso di contrazione sia stato lieve e leggermente più lento rispetto a quello di ottobre. Solo i produttori dei beni intermedi hanno registrato una crescita della produzione, mentre i tassi di contrazione della produzione registrati dai produttori dei beni di investimento e di consumo hanno mostrato un’accelerazione su base mensile.

La contrazione dei nuovi ordini, la seconda consecutiva su base mensile, ha causato i minori livelli di produzione di novembre. Il tasso di declino dei nuovi ordini è stato più lento rispetto a quello del mese precedente ed è in parte causato dall’accelerazione del tasso di crescita dei nuovi ordini destinati all’esportazione dal valore più basso in 22 mesi di ottobre.

I produttori manifatturieri hanno reagito alle minori esigenze di produzione riducendo i loro livelli occupazionali a novembre per la terza volta durante gli ultimi quattro mesi. Inoltre il tasso di tagli occupazionali è stato il più veloce da settembre 2013. Sono visibili a novembre ulteriori progressi sul fronte del lavoro inevaso nonostante i minori livelli del personale.

Anche i livelli degli acquisti sono stati ridotti evidenziando il quarto mese consecutivo di contrazione. Un certo numero di imprese partecipanti ne ha dato la responsabilità ai tentativi di diminuire i livelli di giacenze di fattori produttivi, considerata la debolezza della domanda. Il livello delle giacenze di fattori produttivi è diminuito in 18 degli ultimi 19 mesi, mentre quello delle giacenze dei prodotti finiti è aumentato un po’ a causa della contrazione delle vendite risultata più rapida di quella della produzione.

Nonostante la contrazione di richiesta di materiale durante il mese, aumentano leggermente i tempi medi di consegna dei fornitori. Le imprese campione hanno collegato l’ultima contrazione, la terza consecutiva su base mensile, alla carenza di giacenze presso i fornitori e alle cattive condizioni metereologiche.

Aumentano a settembre i prezzi medi di acquisto affrontati dai manifatturieri italiani. Questo è stato attribuito dalle imprese all’aumento delle materie prime e alla debolezza dell’euro e, conseguentemente, si è verificato un leggero aumento dei prezzi medi di vendita per il secondo mese consecutivo.

Phil Smith, Economista di Markit, ed autore del report Markit/ADACI PMI® Settore Manifatturiero in Italia, ha detto: «Ad un tasso invariato di 49.0, il PMI mostra un’ulteriore contrazione del settore manifatturiero a novembre. L’aumento dei nuovi ordini da parte del mercato estero non sta riuscendo a controbilanciare le perdite di quelli ricevuti dal mercato interno. Infatti, la contrazione dei nuovi ordini totali ha spinto le imprese campione a ridurre la produzione per il secondo mese consecutivo. Da un punto di vista più vasto, i dati raccolti portano anche cattive notizie per l’occupazione, con i manifatturieri che, a causa della fragile domanda, stanno diventando alquanto diffidenti e stanno effettuando tagli occupazionali al tasso più veloce in più di un anno».

Redazione

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