PMI Settore Manifatturiero Italiano: il forte aumento delle esportazioni ha esteso la crescita a marzo

 PMI Settore Manifatturiero Italiano: il forte aumento delle esportazioni ha esteso la crescita a marzo

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[dropcap]I[/dropcap]l PMI di marzo ha mostrato un ulteriore e forte aumento del livello della produzione manifatturiera in Italia, incremento questo causato in parte dalla massiccia crescita delle esportazioni. Ad ogni modo si stabilizzano i livelli occupazionali mentre diminuiscono le giacenze consecutivamente alle iniziative di sviluppo. Allo stesso tempo l’indagine ha sottolineato pressioni sui prezzi al ribasso con una diminuzione registrata sia dei prezzi di acquisto che di quelli di vendita.

L’Indice destagionalizzato PMI™ (Purchasing Managers’ Index™) Markit/ADACI per il settore Manifatturiero italiano, indice composito ideato per fornire in un’unica cifra l’immagine delle condizioni operative dell’economia manifatturiera, a marzo ha raggiunto il valore di 52.4, di poco cambiato da 52.3 di febbraio. Dopo aver registrato una media di 52.6 durante i primi tre mesi dell’anno, l’indice PMI è stato indicativo della migliore performance trimestrale del settore manifatturiero dal secondo trimestre del 2011.

L’aumento più veloce della produzione ha influito sull’incremento dell’indice PMI di marzo, inoltre l’ultimo incremento registrato è stato elevato ed ha esteso l’attuale periodo di crescita a dieci mesi. La crescita del settore dei beni di investimento e di quello dei beni intermedi è stata elevata, grazie all’accelerazione durante la fine del trimestre, mentre i produttori di beni di consumo hanno notato solo una crescita marginale.

Contrariamente a quanto successo con la produzione, a marzo i nuovi ordini sono aumentati ad un tasso appena più lento e ciò ha contribuito a un’altra riduzione del livello del lavoro inevaso presso i manifatturieri italiani. Detto ciò, la crescita dei nuovi ordini totali è rimasta notevole ed è stata supportata dalla crescita maggiore delle esportazioni da novembre.

Per sostenere i maggiori ordini ricevuti e le maggiori esigenze di produzione, aumentano i livelli degli acquisti dei manifatturieri italiani, detto ciò, il tasso di crescita è stato più lento rispetto a quello della produzione in quanto le imprese hanno cercato di fare abbassare i livelli di magazzino. Così come le giacenze delle materie prime, diminuiscono durante il mese anche quelle dei prodotti finiti.

Un’altra area che le imprese campione hanno tentato di snellire è stata quella dell’occupazione, infatti mentre i livelli della produzione sono aumentati ad un tasso forte e più veloce, ha rallentato ad un tasso leggerissimo, il più lento in cinque mesi, quello di creazione di nuovi posti di lavoro. Solo il settore dei beni di investimento ha osservato un aumento considerevole dei livelli occupazionali rispetto a febbraio.

A causa della maggiore domanda di materie prime e della carenza di giacenze presso i fornitori si allungano ancora una volta i tempi medi di consegna. Il peggioramento registrato è stato leggero se paragonato ai dati storici dell’indagine e allo stesso tempo sono diminuiti leggermente i prezzi medi di acquisto.

Le imprese manifatturiere italiane hanno in parte trasferito sui loro clienti i benefici dei minori prezzi di acquisto abbassando i prezzi di vendita per la prima volta in quattro mesi. Secondo gli ultimi dati raccolti, la pressione della concorrenza ha fatto diminuire il potere decisionale sui prezzi.

Phil Smith, Economista di Markit e autore del report Markit/ADACI PMI™ Settore Manifatturiero in Italia, ha detto: «L’indagine di marzo si conclude con una forte crescita trimestrale del settore manifatturiero italiano, inoltre un occhio più attento ai dati mostra che i produttori di beni intermedi e di consumo hanno registrato risultati particolarmente positivi, con la crescita del settore dei beni di consumo subito alle spalle. Le esportazioni continuano a fare da traino alla crescita generale, e i dati raccolti hanno indicato nuovi ordini provenienti da vari mercati esteri. Altro fattore sottolineato dalle imprese campione durante l’indagine di marzo è stato il tentativo di migliorare la loro efficienza, infatti malgrado la domanda sia aumentata ulteriormente, continuano le iniziative di riduzione delle giacenze. Inoltre rimangono generalmente invariati i livelli occupazionali. I dati di marzo hanno anche mostrato un crollo simultaneo dei prezzi di acquisto e di quelli di vendita, sottolineando ulteriormente il rischio di deflazione in italia».

Redazione

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