Presentato il 6° rapporto annuale di SRM su “Le relazioni economiche tra l’Italia e il Mediterraneo”

 Presentato il 6° rapporto annuale di SRM su “Le relazioni economiche tra l’Italia e il Mediterraneo”
  • I Paesi del Nord Africa e del Golfo dal 2011 sono cresciuti mediamente del +2,5%
  • L’interscambio manifatturiero tra l’Italia e i Paesi dell’area MENA (Middle East and North Africa) è di oltre 49 miliardi di euro, +96,9% su 2001
  • SRM prevede una ulteriore crescita dell’import-export manifatturiero, 54 miliardi di euro nel 2018
  • Il Mezzogiorno produce il 20% dell’interscambio totale, quasi 14 miliardi di euro, con i paesi MENA (15% sul totale dei propri scambi con l’estero)
  • Oltre 41 miliardi l’export dell’Italia verso l’Area MENA pari al 10% del totale. L’area MENA prima regione di destinazione extra-europea
  • Oltre il 76% delle merci scambiate con l’area Mena viaggiano via mare. Il bacino del Mediterraneo concentra il 19% del traffico marittimo mondiale, il 25% dei servizi di linea container e il 30% del traffico petrolifero
  • Nel 1995-2015 i transiti di navi container sulla rotta Asia-Europa via Suez e Mediterraneo sono cresciuti dal 27% al 42%, mentre si è registrato un calo sulle rotte “Trans-Pacific” e “Trans-Atlantic”
  • Dal 2008 al 2016 la quota di mercato sui container dei porti del Mediterraneo è cresciuta dal 27% al 34% mentre quella dei porti del Nord-Europa è scesa dal 46% al 42%
  • La nuova Via della Seta (denominata OBOR-One Belt One Road) attiverà 1.000 miliardi di dollari di investimenti cinesi per infrastrutture ed il miglioramento dei collegamenti e della cooperazione tra paesi nell’Eurasia
  • Si stima che, al 2020, la Cina dovrebbe esportare lungo la Via della Seta beni e servizi per circa 780 miliardi di dollari e importarne 573,6 miliardi. La strategia cinese contribuirà a rafforzare la centralità del Mediterraneo nelle rotte globali.

Il 6° Rapporto Annuale di SRM su “Le Relazioni Economiche tra l’Italia e il Mediterraneo”, oltre che alle relazioni commerciali ed alla presenza delle imprese italiane in questi mercati, punta ad analizzare anche le dinamiche dei traffici marittimi e degli investimenti in portualità e logistica che la Cina sta realizzando nel Mediterraneo con l’obiettivo di incrementare e facilitare i rapporti commerciali con i Paesi del Bacino.

Uno spazio importante è stato dedicato all’analisi degli impatti economici che avrà la Silk Road (la Via della Seta), un ingente programma di investimenti, stimato in circa 1.000 miliardi di dollari, che la Cina stessa ha prefissato di effettuare lungo dei percorsi strategici – stradali, ferroviari, aerei e marittimi – che avranno effetti sulle dinamiche di interscambio che il Dragone ha in essere a livello globale e quindi anche in Europa ed in Italia.

I temi e gli spunti emersi dal rapporto di SRM sono poi stati discussi nella tavola rotonda “La crescente presenza cinese nel Mediterraneo: opportunità per l’Italia e il Mezzogiorno” moderata da Massimo Deandreis, direttore generale di SRM, alla quale hanno partecipato: Angela Stefania Bergantino, professore di Economia Applicata, Università di Bari e presidente SIET (Società Italiana di Economia dei Trasporti e Logistica); Sergio Bertasi, responsabile Ufficio di Rappresentanza di Intesa Sanpaolo a Pechino e presidente Camera di Commercio Italiana in Cina; Pier Luigi d’Agata, direttore generale di Confindustria Assafrica & Mediterraneo; Ettore Greco, direttore IAI-Istituto Affari Internazionali.

Una specifica sessione dei lavori dal titolo “Le imprese, la visione italiana, l’Europa” ha visto le relazioni di Stefan Pan, vicepresidente Confindustria per le Politiche Regionali e Gianni Pittella, già primo vicepresidente del Parlamento Europeo, presidente del Gruppo S&D del Parlamento Europeo.

Maurizio Barracco, presidente del Banco di Napoli: “Gli scenari del commercio mondiale sono in rapido mutamento con diversi elementi di incertezza all’orizzonte, anche sul fronte atlantico. In questo contesto l’area del Sud Mediterraneo, nonostante l’instabilità, cresce economicamente ad un ritmo medio del 2,5% e rafforza la sua centralità anche grazie agli effetti del raddoppio di Suez e di Panama che favoriscono un crescente ruolo della Cina nel Mediterraneo. Il Mezzogiorno si trova nel centro geografico di questi cambiamenti, ma questo posizionamento favorevole non basta. Finiremo per fare i semplici spettatori o sapremo essere attori primari? Questo appuntamento annuale che il Banco di Napoli organizza con SRM serve a porre l’accento sulle sfide che abbiamo difronte e ricordare che noi – come partner bancario – siamo pronti a coglierle”.

Daniele Mazza, vicedirettore generale del Banco di Napoli. “L’Area Mena (Middle East and North Africa) rappresenta un’area di sbocco per le produzioni l’industria italiana in vari comparti produttivi, dalle costruzioni alle più tipiche produzioni del Made in Italy di alta gamma e/o di alta qualità che hanno grande successo presso i consumatori dei paesi del Golfo. Il ruolo della banca è sempre più quello di consulente globale oltre che di finanziatore. Il nostro Gruppo è largamente presente nel Mediterraneo ma anche in Cina, paese che sta guidando la “riscoperta” commerciale del Mare Nostrum. Siamo quindi il soggetto bancario più idoneo e pronto ad accompagnare gli operatori economici lungo questa traiettoria “Mediterraneo-Oriente”.

Paolo Scudieri, presidente di SRM: “Il Rapporto rafforza la visione di un Mezzogiorno che può ambire al svolgere il ruolo di piattaforma logistica a servizio non solo del sistema produttivo del Sud ma di tutta l’industria italiana contribuendo così in modo fattivo al rafforzamento geo-economico del nostro Paese. L’industria italiana ha bisogno di portualità e logistica efficiente, ma ha anche bisogno che il Paese abbia una visione chiara delle priorità commerciali e di come svilupparle. Il Rapporto di SRM dà un contributo di analisi importante in questa direzione.”

Massimo Deandreis, direttore generale SRM: “Quest’anno abbiamo voluto porre l’accento sul crescente ruolo della Cina nel Mediterraneo, Paese che con la sua strategia di penetrazione commerciale lungo la via della seta sta indirizzando numerosi investimenti nel settore marittimo portuale in tutto il bacino del Mediterraneo e nel Golfo. Il Rapporto, ricco di cifre e analisi, fa emergere questo fenomeno che rappresenta anche una delle principali ragioni dell’accresciuta centralità del Mediterraneo negli scambi mondiali. Riscoprire la rotta commerciale “Mediterraneo-Oriente” è la via per coniugare una più attiva presenza italiana nei Paesi del Nord Africa con il rafforzamento dell’interscambio commerciale con il gigante asiatico”.

Redazione

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