Previdenza complementare – indagine Previndai: manager consapevoli

 Previdenza complementare – indagine Previndai: manager consapevoli

I manager si distinguono per essere un gruppo di risparmiatori con maggiore consapevolezza rispetto alla media degli italiani circa il funzionamento e la volatilità dei mercati finanziari.

In ambito previdenziale, il loro profilo di investimento in generale è di ridotta avversione al rischio, con un’elevata coerenza di base tra le linee di investimento selezionate e il generale atteggiamento nei confronti dell’“incognito”.

Tavola 3.3 – Distribuzione percentuale dei profili di rischio

INTERO CAMPIONE

BassoMedioMedio-AltoAlto
9%62%28%1%

Lo rileva una ricerca condotta da PREVINDAI, presentata e trattata nell’incontro “La previdenza complementare e il manager”, organizzato da ALDAI-Federmanager martedì 21 febbraio 2017 a Milano. L’evento è stato fortemente voluto da ALDAI-Federmanager in quanto parte integrante del Piano di Sviluppo Associativo triennale (2016-2018), avviato dal Vice presidente Bruno Villani, che ha visto la condivisione da parte della Federazione e l’adesione delle Associazioni territoriali lombarde.

PREVINDAI, il fondo pensione dei dirigenti industriali il cui rapporto di lavoro regolato dal CCNL sottoscritto da FEDERMANAGER e CONFINDUSTRIA, ha analizzato l’atteggiamento nei confronti dei rischi di natura finanziaria dei manager, attraverso un questionario a cui hanno partecipato quasi 15.000 aderenti al fondo.

«In un contesto economico e dei mercati finanziari molto cambiato negli ultimi anni, era necessario verificare l’attitudine al rischio dei nostri iscritti.” fa sapere Oliva Masini, Direttore Generale PREVINDAI: “Analizzandone i diversi fattori, si è confermata una rilevante quota di dirigenti con un profilo di rischio basso e forte avversione alle perdite: per loro i comparti assicurativi sono la giusta soluzione. C’è poi chi ha una tolleranza al rischio più elevata; sono dirigenti psicologicamente capaci a sopportare volatilità e perdite, che scelgono i comparti finanziari. Per loro le strategie di investimento vanno ottimizzate dal punto di vista risk adjusted e costruite per rispecchiare adeguati benchmark di riferimento».

Il 30% di chi ha aderito alla ricerca ha dimostrato un atteggiamento di buona tolleranza al rischio, in una percentuale che può essere considerata superiore a quella delle famiglie italiane. Per quanto riguarda atteggiamenti e percezioni diverse tra uomini e donne, queste ultime presentano una minore propensione al rischio, attestandosi in media intorno ai 29 punti su una scala che va da un minimo di 3 punti (netta avversione) a un massimo di 80 (totale propensione). Gli uomini invece hanno raggiunto un risultato medio di poco oltre i 34 punti.

Analizzando la cultura finanziaria della classe dirigenziale, misurata con la conoscenza del rischio, emerge chiara la competenza degli iscritti (Tavola 3.19). Oltre il 50% del campione infatti risponde dando prova di una conoscenza particolarmente elevata del rischio dei mercati finanziari: ben il 13,9% degli intervistati è costituito da soggetti con conoscenza molto approfondita, quasi da addetto al settore, del funzionamento dei mercati finanziari.

Tavola 3.19 – Distribuzione percentuale degli aderenti in termini di conoscenza del rischio

INTERO CAMPIONE

BassaMediaMedio-AltaAlta
20,8%29,2%36,1%13,9%

In questo caso tuttavia, le donne si dimostrano un po’ meno preparate su questo tema specifico: suddividendo i risultati per genere, la ricerca dimostra una minore conoscenza del rischio nel gruppo delle dirigenti donne che rientrano nella categoria più bassa (Tavola 3 e 4).

«Stiamo valorizzando sempre di più la previdenza complementare prevista dal contratto di lavoro come strumento distintivo di welfare della bilateralità tra dirigenti e imprese. Negli anni è emersa la fondamentale necessità per la classe dirigente di tenersi costantemente aggiornata sulle evoluzioni di mercato: sia a livello industriale sia finanziario, vista la correlazione diretta che ormai lega questi due ambiti in maniera sempre più simbiotica» spiega Romano Ambrogi, Presidente ALDAI-Federmanager, la maggiore organizzazione territoriale del sistema Federmanager, polo di competenze e punto di riferimento per i servizi ai manager oltre che partner integrante del sistema industriale. «Come associazione ci impegniamo ad assicurare ai nostri iscritti tutti gli strumenti utili a questo scopo, attraverso corsi e incontri con enti specializzati ed esperti capaci di rispondere ai dubbi e quesiti dei manager su temi specifici».

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