Previsioni ManpowerGroup sull’occupazione: per i datori di lavoro italiani intenzioni di assunzione in calo nel quarto trimestre 2020

 Previsioni ManpowerGroup sull’occupazione: per i datori di lavoro italiani intenzioni di assunzione in calo nel quarto trimestre 2020

I datori di lavoro riportano deboli previsioni di assunzione per il periodo ottobre-dicembre.

I risultati, raccolti durante le circostanze eccezionali rappresentate dall’epidemia di COVID-19, riflettono l’impatto dell’emergenza sanitaria globale e la conseguente chiusura delle attività economiche, discostandosi quindi dai dati riportati nei trimestri precedenti.

Il 10% dei datori di lavoro italiani prevede un aumento del proprio organico, il 14% un calo nelle assunzioni e il 69% non si aspetta alcuna variazione; sulla base di questi dati la previsione netta sull’occupazione – a seguito degli aggiustamenti stagionali – si attesta a quota -1%. I piani di assunzione, per quanto sempre negativi, si rafforzano di 3 punti percentuali rispetto allo scorso trimestre, ma calano di 8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

“Le previsioni ManpowerGroup sull’Occupazione relative al prossimo trimestre riflettono le tendenze attuali. Non c’è dubbio che l’emergenza sanitaria Covid-19 si sia trasformata in una crisi del mercato del lavoro: da febbraio 2020 il livello dell’occupazione è sceso, secondo Istat, di circa 600mila unità e si è registrato un aumento degli inattivi di oltre 700 mila unità. Se da un lato non si può prescindere dalle sfide che ci attenderanno nei prossimi mesi, dall’altro i risultati della nostra indagine evidenziano la capacità di ripresa dei datori di lavoro italiani, che in questi tempi così difficili hanno dimostrato flessibilità e un grande spirito di adattamento – ha dichiarato Riccardo Barberis, Amministratore Delegato di ManpowerGroup in Italia, che continua: “In tale scenario l’emergenza Covid-19 ha anche avvicinato e creato alleanze fra i player del settore dei servizi per l’impiego a livello globale: da diversi mesi stiamo collaborando con altri operatori leader nelle risorse umane, nonché con enti governativi e realtà aziendali, per aiutare i datori di lavoro di tutto il mondo a tornare al lavoro in piena sicurezza in quella che sta diventando la nuova normalità”.

Confronto fra aree geografiche

Per il prossimo trimestre i datori di lavoro di due delle quattro macroregioni italiane si attendono un aumento, seppur contenuto, del proprio organico, con una previsione netta sull’occupazione pari a +2% nel Nord-Ovest e a +1% in Centro Italia. Per quanto riguarda le altre due regioni, i dati sono, invece, più pessimistici: i datori di lavoro del Nord-Est segnalano una previsione pari a -6%, mentre quelli di Sud/Isole prevedono una riduzione del numero dei dipendenti pari al -4%.

Confronto fra i settori

I datori di lavoro di quattro dei sette settori industriali italiani prevedono una riduzione del numero dei propri dipendenti nel corso dell’ultimo trimestre del 2020. I mercati del lavoro più deboli sono previsti nel Settore Finanza e Servizi alle Imprese e nel Settore Manifatturiero, entrambi con una previsione pari a -8%. Intenzioni di assunzione negative sono riportate anche per il Settore delle Costruzioni e Ristoranti e Alberghi, con una previsione pari a -2% e -1%, rispettivamente. Al contrario, invece, prospettive di assunzione moderatamente positive sono riportate nel Settore del Commercio all’ingrosso e al dettaglio, con una previsione del +7%, e nel settore Altri Servizi, dove la previsione è del +6%. Fermo è, invece, il settore Altra Produzione, dove i datori di lavoro riportano una previsione pari a 0%.

Confronto fra dimensioni aziendali

Per il prossimo trimestre sono attesi incrementi del numero di dipendenti in due delle quattro categorie aziendali, con una previsione netta sull’occupazione del +6% e del +3%, rispettivamente, per le grandi e medie aziende. I datori di lavoro delle altre due categorie prevedono, invece, un calo del numero dei dipendenti, con previsioni pari a -8% per le microaziende e a -7% per le piccole aziende.

Redazione

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