Prezzi delle commodity: Prometeia prevede un rialzo

 Prezzi delle commodity: Prometeia prevede un rialzo

Ad inizio 2017 i prezzi delle materie prime hanno confermato la tendenza rialzista che aveva caratterizzato lo scorso anno. Nel primo trimestre l’indice Prometeia in euro ha infatti mostrato una crescita vicina al 6% (+4% in dollari) che segue l’apprezzamento del 5% osservato nel trimestre precedente.

L’andamento ancora espansivo dei consumi cinesi – la cui crescita ha giocato un importante ruolo nel trainare i prezzi delle commodity nel 2016 – è stato accompagnato dall’incremento dell’attività speculativa che ha caratterizzato le principali borse merci in seguito all’elezione di Trump. Un ruolo chiave nel sostenere i prezzi l’ha comunque avuto l’accordo OPEC del 30 novembre 2016, che ha tagliato la produzione petrolifera globale per la prima volta dal 2008.

La riduzione della produzione OPEC è solo uno dei vincoli cui è sottoposta l’offerta globale di materie prime. Le analisi presentate nel Rapporto mettono in luce come la gran parte dei mercati abbiano ormai riassorbito il gap tra domanda e offerta che aveva penalizzato le quotazioni fino al 2015 e come, in prospettiva, solo pochi mercati (in larga parte agricoli, coloniali tra tutti) appaiano complessivamente ben riforniti. Negli ultimi mesi sono emerse numerose situazioni di criticità, specie sui mercati dei metalli, tra cui rame, acciai, e, in misura inferiore, su quelli dei prodotti tessili, cotone e lana soprattutto. Tra i maggiori rincari spicca quello della gomma naturale (+30% in dollari nel primo trimestre).

I consumi globali di commodity si manterranno in crescita nel 2017, sia pure a ritmi più moderati rispetto al recente passato, con il venir meno delle politiche espansive in Cina e il riassorbirsi dell’entusiasmo seguito all’elezione di Trump, a fronte di una sostanziale tenuta del Pil mondiale. Dopo i consistenti rincari attesi nell’anno in corso (in buona parte conseguiti a livelli correnti), il biennio 2018-19 vedrà quindi spegnersi la fase di maggiore accelerazione delle quotazioni. L’incertezza conseguente al perdurare delle criticità che attualmente condizionano i mercati delle commodity continuerà tuttavia a condizionare gli scambi, mantenendo elevata la volatilità dei prezzi in dollari, in particolare delle materie prime energetiche e dei metalli.

Le imprese manifatturiere italiane si troveranno quindi ad affrontare uno scenario di maggiore incertezza nei processi di approvvigionamento, in mancanza peraltro di un effetto “calmieratore” del tasso di cambio. Nel 2016 la crescita dei prezzi delle materie prime si è infatti associata a un apprezzamento del dollaro, invertendo la correlazione negativa che strutturalmente li caratterizza, e appesantendo ulteriormente l’impatto degli aumenti dei prezzi internazionali sui bilanci delle imprese italiane.

Negli ultimi anni tale dinamica ha impattato in maniera differente sui diversi mercati: la correlazione tra commodity e dollaro risulta mediamente più intensa per le materie prime cartarie e forestali, quelle alimentari e i metalli, risultando invece più tenue nel caso delle commodity tessili, chimiche e, soprattutto, energetiche: le imprese che operano in questi comparti si troveranno ad affrontare uno scenario relativamente più instabile rispetto al recente passato.

Indice Prometeia dei prezzi delle commodity, totale manifatturiero
Clima di fiducia e consumi interni – Var. % media annua

media 2010=100

Var. % congiunturali delle principali materie prime
sui mercati internazionali (in $)

1° trim 2017 / 4° trim 2016

Redazione

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