Primo calo in tre mesi dell’attività del settore terziario

 Primo calo in tre mesi dell’attività del settore terziario

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[dropcap]A[/dropcap] causa della persistente debolezza della domanda, nell’ultimo mese del 2014, le aziende del terziario italiano hanno segnato un leggero calo dell’attività. Nonostante le imprese abbiano ridotto le tariffe applicate nel tentativo di incoraggiare le vendite, l’afflusso di nuovi ordini ha subìto una contrazione per il secondo mese consecutivo e ad un tasso più rapido. Ciononostante, l’occupazione del settore si è mantenuta ampiamente stabile, mentre in merito alle aspettative sugli affari nel 2015, i dati hanno mostrato un grado di ottimismo relativamente attenuato.

L’Indice Markit/ADACI delle Attività, che con una singola domanda chiede alle aziende campione di paragonare lo stato delle loro attività nel mese in corso rispetto a quello precedente, è sceso a dicembre a 49.4, da 51.8 di novembre, segnando una modesta contrazione della produzione del settore terziario. L’indice medio trimestrale è cambiato di poco rispetto al trimestre conclusosi a settembre.

Il ritorno alla contrazione dell’attività del terziario è legato alla fiacca entrata di nuovi ordini nelle aziende del settore, ad un livello che a dicembre ha subìto il quarto calo negli ultimi cinque mesi. Sebbene modesto, il tasso di declino di quest’ultimo mese è stato il più rapido dell’anno.

Visto che i nuovi ordini sono risultati insufficienti a rimpiazzare quelli completati, l’accumulo di commesse inevase del settore terziario ha continuato a diminuire nel mese di dicembre, peraltro ad un tasso di contrazione forte e accelerato rispetto al mese scorso.

Dopo la seconda contrazione consecutiva su base mensile degli organici, i livelli occupazionali di dicembre delle aziende italiane sono rimasti generalmente stabili, nonostante il carico di lavoro del settore sia diminuito.

Per quanto riguarda le tariffe applicate, i dati hanno mostrato una media in forte calo dovuta agli sconti offerti dalle aziende per fronteggiare le pressioni della concorrenza e per incentivare l’entrata di nuovi ordini. Il tasso di contrazione registrato è stato il più lento su tre mesi, rimanendo tuttavia più rapido della media di lungo termine dell’indagine. Allo stesso tempo, la media dei costi di gestione ha subìto un incremento solo modesto, con un tasso d’inflazione che, influenzato dal prezzo più basso del petrolio, è rallentato rispetto al mese precedente.

In ultimo, l’indagine di dicembre ha mostrato un livello relativamente attenuato di fiducia delle aziende rispetto alle prospettive di attività per il prossimo anno. Infatti, le aspettative sono state le più basse da novembre 2013 e considerevolmente inferiori rispetto agli alti valori toccati nel corso di quest’anno.

Phil Smith, Economista della Markit, e autore del report Markit/ADACI PMI® Settore Terziario in Italia, ha detto: «Si estende a dicembre la debole tendenza dei nuovi ordini, con livelli di attività in calo per la prima volta in tre mesi. Di conseguenza il settore sembra quasi non aver contribuito alla crescita nel trimestre finale dell’anno, suggerendo quindi che, assieme alla leggera contrazione del manifatturiero, l’economia del settore privato è più o meno in stagnazione. A pesare ulteriormente sulle prospettive di uscita dell’Italia dalla recessione nel quarto trimestre è il PMI che segnala come l’occupazione ha continuato a calare a novembre e dicembre, anche se gli ultimi tagli sono rimasti principalmente confinati nel settore più piccolo della produzione di beni. I dati del terziario di dicembre hanno mostrato un più rapido calo dei nuovi ordini e delle commesse inevase, suggerendo entrambe che sarà improbabile un rapido ritorno alla crescita. Guardando avanti, le aspettative sugli affari per i prossimi 12 mesi sono rimaste relativamente attenuate, con la fiducia ai minimi da più di un anno».

Redazione

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