Procurement, la manager più brava al mondo è italiana

 Procurement, la manager più brava al mondo è italiana

È Anna Spinelli, Chief Procurement Officer di Deutsche Post DHL il miglior direttore acquisti nel mondo, secondo la testata internazionale ‘Procurement Magazine’ che, in collaborazione con EY, ha stilato la classifica annuale ‘Procurement Top 100 Women’

Un importante riconoscimento in un settore, quello degli approvvigionamenti che le recenti cronache e improvvisi cambiamenti di scenario a livello di macrosistema socio-economico globale, ma non solo, hanno svelato quanto sia vitale, rendendo la funzione del Chief Procurement Officer (CPO), il meglio noto direttore degli acquisti, prioritaria per la continuità aziendale e di sistema. Basti pensare ai ritardi nelle forniture a seguito dei noti shock globali (guerre, pandemie, cambiamenti climatici, ecc.) che stanno mettendo in crisi non solo le economie ma anche gli equilibri geopolitici globali; ma si ricordino anche le  conseguenze di ‘piccoli incidenti’ cosi come quando per una nave portacontainer rimasta ‘bloccata’ nel canale di Suez si è generata una crisi globale nelle forniture approvvigionamento tra oriente e occidente, con immediate ripercussioni su produzione e vendite.

Un bellissimo riconoscimento – esulta Fabio Zonta, esperto a livello internazionale in materia di acquisti e autore, con Lorenzo Zacchetti, del libro ‘Procurement Rievolution’ (Franco Angeli) – e ritengo che questo risultato rimarrebbe pressoché immutato se la classifica avesse incluso anche i colleghi uomini, anzi – rincalza Zonta – onestamente è persin anacronistico elaborare questi ranking dividendo uomini e donne in due diverse categorie”.

Le donne hanno grandi capacità in materia di acquisti che si accompagna doti di comparazione e approfondimento metodico in rapporto al bene o servizio che debbono approvvigionare – riflette Fabio Zonta – e poi per indolehanno migliori abilità nella negoziazione, riescono a far valere i loro punti di vista nel rispetto delle esigenze e dei diritti altrui senza mai farsi mettere in soggezione dalla contro parte. Hanno la capacità di porsi un obiettivo e raggiungerlo senza fermarsi alle prime difficoltà” sottolinea l’esperto.

Il tema è semmai il ruolo e la figura del CPO, che nel nostro paese deve il quanto più velocemente possibile evolversi significativamente, sia nel pubblico che nel privato – spiega l’esperto – assurgendo a funzione centrale nelle scelte strategiche aziendali e sviluppando competenze che spaziando dall’AI al risk management, dalle tecniche di negoziazione internazionale alle competenze tecniche, dalla gestione delle risorse umane alla comprensione dei modelli predittivi; e, sebbene tradizionalmente questo ruolo è stato ricoperto in prevalenza da uomini è sempre più marcata l’esigenza di una managerialità femminile in una funzione in cui il multi-talento è un plus.

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