Pubblicata l’indagine annuale sulle medie imprese italiane nel periodo 2004-2013

 Pubblicata l’indagine annuale sulle medie imprese italiane nel periodo 2004-2013

mediobanca

[dropcap]C[/dropcap]rescita, più competitività e ottimismo per le medie imprese italiane. È positivo il quadro che emerge dall’Indagine annuale sulle Medie imprese industriali italiane, realizzata da Mediobanca e Unioncamere.

Le medie imprese hanno chiuso il decennio 2004-2013 con una crescita del fatturato pari al 35,3%, più del doppio rispetto alla manifattura.
A seguito della grave flessione del 2009, nel periodo 2009-2013 le medie imprese hanno messo a segno una crescita del 20,7%, ancora all’incirca doppia rispetto a quella della manifattura (+12,2%). Risultati possibili grazie anche alla forte espansione delle vendite all’estero dove le medie imprese hanno realizzato nel decennio una progressione del 64,4% contro il 44% della manifattura.

Cresce anche la base occupazionale e quindi del benessere, +9,2% dal 2004, mentre il costo medio del lavoro delle medie imprese è cresciuto del 26,4%, meglio di quanto ha saputo garantire la manifattura (+23,9%); una variazione che esprime le migliori competenze dei lavoratori.

A livello regionale, il Veneto si distingue per la maggiore densità di medie imprese, seguito da Lombardia ed Emilia-Romagna.
In generale, l’attività prevalente delle medie imprese riguarda i settori tipici del made in Italy che nel 2013 rappresentano il 62,5% del valore aggiunto e il 66,9% delle esportazioni. Il settore più rilevante è la meccanica che ha assorbito il 39,2% del valore aggiunto e il 42,3% delle esportazioni.

Positivo l’investimento estero. Le imprese meccaniche risultano le più attrattive per gli stranieri: sono meccaniche infatti il 51,6% delle imprese passate a controllo straniero. Il 15% sono chimico-farmaceutiche, l’11,9% alimentari: non a caso tre settori con i migliori risultati nel decennio. Tuttavia dopo la crisi l’interesse degli investitori stranieri ha privilegiato le società alimentari (passate dal 9% al 17% del totale) a discapito delle chimico-farmaceutiche (dal 19% al 9%).   

Per scaricare l’indagine completa

Redazione

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