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Quali sono le cause più frequenti di fallimento del passaggio generazionale?

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[dropcap]D:[/dropcap] Quali sono le cause più frequenti di fallimento del passaggio generazionale?

 

[dropcap]R:[/dropcap] Con il termine “passaggio generazionale” s’intende l’avvicendamento fra le persone che guidano l’azienda (imprenditori nelle pmi e manager di primo livello nelle aziende più strutturate) e coloro che ne devono prendere il posto. Se limitiamo l’analisi alle pmi, il passaggio generazionale è quasi sempre dovuto al raggiungimento di età molto avanzate (spesso ben oltre l’età pensionabile) dell’imprenditore. La flessibilità con cui gli imprenditori sono disposti a definire il momento del loro “cedere il passo” fa sì che tale fase inizi quando il singolo imprenditore “decida” di farla iniziare ma che sia facilmente prorogabile nel caso si presentino nei “problemi”.

Nelle pmi, il passaggio generazionale comporta spesso un profondo riassetto organizzativo e, quindi, genera “tensioni” sia fra le persone coinvolte che fra queste ed il resto della struttura aziendale.

A dispetto della “facilità” con cui ogni imprenditore può definire “quando” avviare il processo con cui gestire il passaggio generazionale, molte volte ciò avviene in concomitanza di una delle crisi di crescita che le aziende devono superare durante la loro vita (a tal proposito Larry Greiner ha messo a punto un modello molto efficace) e questo comporta delle notevoli complicazioni.

È evidente che, in tal caso, il fallimento del passaggio generazionale potrebbe derivare da problemi legati alla crisi di crescita (per esempio difficoltà legate alla situazione economica o finanziaria, problemi legati al mercato o al ciclo produttivo, ecc).

Tralasciando tutte quelle cause indipendenti dal mero passaggio generazionale, il rapporto fra senior e junior è una delle cause principali; i passaggi generazionali possono a tal proposito essere classificati in:

  • all’insegna della continuità (lo junior è un “clone” del senior);
  • pretesi (lo junior “vuole”, ma il senior non “cede”);
  • traumatici (lo junior “esautora” il senior);
  • coinvolgenti (lo junior ed il senior, collaborano e lo junior apporta “idee nuove”).

La struttura organizzativa dell’azienda (ovvero il tipo di sovrapposizione fra i ruoli di famiglia, proprietà e manager) e della famiglia (numero di senior e di junior coinvolti) sono invece le variabili che intervengono nel caratterizzare il singolo passaggio generazionale rendendolo di fatto “unico”. È quindi impossibile definire “una ricetta valida per tutti”, è necessario valutare ogni caso come a se stante e programmarlo adeguatamente.

La programmazione è, invece, un elemento chiave di successo dei passaggi generazionali ben riusciti; anche in questo caso è possibile schematizzare1 le situazioni più ricorrenti:

tabella


 

1 Emotività e regola nel passaggio generazionale in azienda, Lelio Cacciapaglia e Luis Iurcovich; pubblicazione realizzata nell’ambito della “Proposta per la implementazione di alternative innovative al lavoro stagionale e al sommerso nelle provincia di Roma – INN Lavoro”.

Gaetano Comandatore
Membro fondatore di S.C.F. 2.0
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