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Quali sono le difficoltà maggiori che incontra lo Junior nel passaggio generazionale?

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[dropcap]D:[/dropcap] Quali sono le difficoltà maggiori che incontra lo Junior nel passaggio generazionale?

 

[dropcap]R:[/dropcap] Ritengo che il problema maggiore che lo Junior si trovi ad affrontare durante il passaggio generazionale sia l’impossibilità di sbagliare: il Senior (se coincide con la prima generazione ovvero con il fondatore dell’azienda) ha avuto modo di “imparare” quando l’azienda era piccola e i problemi “più semplici”. Inoltre le moderne tecnologie hanno ridotto enormemente i tempi a disposizione per prendere una decisione: ai tempi della corrispondenza cartacea e dei fax attendere una risposta per qualche giorno era “normale”, non rispondere in giornata ad una email è invece considerato un “ritardo”. Internet, inoltre, ha cambiato profondamente le regole della concorrenza che non è più solo locale e, di fatto, impedisce allo Junior di avere quei rapporti di amicizia con i concorrenti che invece hanno spesso i Senior.

I Senior, inoltre, hanno una conoscenza che gli Junior non hanno (ma che avranno):

  • del prodotto (caratteristiche tecniche e processo produttivo);
  • dei clienti e dei collaboratori (con cui hanno spesso rapporti di amicizia più che decennale).

Al Senior spesso basta “camminare” per i reparti di produzione per capire se c’è qualcosa ciò che non va, gli Junior necessitano di un sistema di controllo di gestione che fornisca loro i dati per prendere le decisioni che i Senior prendono quasi istintivamente. Purtroppo entrambi tendono a non riconoscere questo fatto e, utilizzando la classificazione proposta nell’articolo dell’11 dicembre scorso può accadere che nei passaggi generazionali:

  • all’insegna della continuità (lo junior è un “clone” del senior): lo junior tenta di adottare lo stesso stile del senior entrando in contrasto con i collaboratori (che non gli riconoscono le stesse capacità del senior) e/o perpetua un modello imprenditoriale ormai superato dall’evoluzione del mercato;
  • pretesi (lo junior “vuole”, ma il senior non “cede”): lo junior introduce modifiche organizzative che non sono condivise dal senior che le osteggia creando un pericoloso clima di contrapposizione dove, nel migliore dei casi, i collaboratori sono disorientati e non sanno come comportarsi e, nei casi peggiori, i collaboratori approfittano della situazione e “giocano per se stessi”;
  • traumatici (lo junior “esautora” il senior): lo junior rivoluziona il sistema organizzativo senza conoscere le motivazioni ed i presupposti su cui si basava il precedente modello. A volte vi possono essere peculiarità tecniche che hanno mantenuto inalterata la loro validità e che, se trascurate, comportano la perdita di un importante vantaggio competitivo;
  • coinvolgenti (lo junior ed il senior collaborano e lo junior apporta “idee nuove”): le due generazioni, grazie allo scambio di informazioni e ad un sereno confronto, riorganizzano l’azienda affinché lo junior possa gestire l’azienda in base alle proprie conoscenze e competenze e caratteristiche del mercato. In questi casi l’azienda si dota sempre di un sistema di controllo di gestione che consente allo junior di prendere le decisioni in base ai numeri.

Gaetano Comandatore
Membro fondatore di S.C.F. 2.0
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Gaetano Comandatore

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