Quando la conciliazione vita-lavoro diventa realtà

 Quando la conciliazione vita-lavoro diventa realtà

claraluna-2

[dropcap]U[/dropcap]n caso aziendale dove la conciliazione vita-lavoro diventa una realtà: è il caso CLARALUNA S.A.S di Corioni Armando & C.

Claraluna è un’azienda di Zocco di Erbusco (Brescia) leader da 30 anni nel settore della bomboniera e articoli da regalo e da 10 nella ideazione e produzione di abiti da sposa.

Nasce dalla volontà della famiglia Corioni di distinguersi per i prodotti creati dopo una ricerca accurata, rivolta alle giovani coppie e ai loro desideri. Le collezioni si distinguono per uno stile minimal-chic, lineare e pulito. Sia con la bomboniera che con l’abito, Claraluna rappresenta gli sposi e i lori pensieri, il loro modo di essere e di vivere, nonché il loro desiderio di coronare il sogno.

La titolare dell’azienda si chiama Francesca Corioni, neomamma del piccolo Mattia, un bimbo di 15 mesi che dall’età di una sola settimana frequenta quotidianamente l’azienda di famiglia.

Rimaniamo colpiti e decidiamo di intervistare Francesca, che, entusiasta, ci racconta la sua esperienza. “Quando è nato Mattia mi sono trovata subito nella condizione di non potere abbandonare il lavoro. Ho scelto di non allontanarmi dall’azienda, ma di trascorrervi proprio lì la mia maternità. Dopo i primi mesi, in ufficio ho attaccato alla mia scrivania un seggiolino da tavolo, di quelli portatili, e ho allestito un piccolo angolo giochi. In una stanza adiacente abbiamo creato una cameretta con un lettino da campeggio per rispettare le ore di sonno del piccolo. In bagno abbiamo installato un fasciatoio e nell’angolo cucina tutto il necessario per provvedere ai pasti.

In questo modo Mattia, che oggi ha 15 mesi, vive l’azienda ogni giorno da quando aveva 7 giorni di vita. L’azienda conta un organico di 30 persone, di cui 10 impiegate in ufficio, continuamente a contatto con il bimbo. Le dipendenti sono tutte donne, molto giovani, non ancora mamme. All’inizio di questa avventura ero molto scettica: temevo di recare disturbo, di creare disagio e deconcentrazione. E invece è successo il contrario. Le persone hanno iniziato a divertirsi con il piccolo, a comunicare in modo più sereno anche tra di loro, ad affrontare i problemi di lavoro con spirito diverso. L’atmosfera è diventata, giorno dopo giorno, molto più rilassata, tranquilla e distesa di prima, dove il gioco è riuscito ad aprire spazi di dialogo mai esperiti prima.

Oggi sono felice. Mi sento realizzata nel lavoro e nella mia vita di mamma. L’esperienza che sto vivendo mi ha fatto pensare molto. Mi ha consentito di comprendere, in prima persona, la situazione in cui tutte le donne che lavorano si vengono a trovare nel momento in cui diventano mamme dei loro bambini. Per il futuro penso alla mia azienda come ad un luogo dove le donne che vi lavorano possano trovare un punto di ascolto e serenità, anche nel momento in cui diverranno mamme. Siamo infatti propensi e favorevoli a trasferire questa esperienza, e la saggezza che porta con sé, rendendola possibile, in futuro, anche per le dipendenti”.

Nel ringraziare Francesca per averci narrato la sua storia, la salutiamo nella percezione di aver trovato, finalmente, un caso concreto di conciliazione vita-lavoro. È successo ad una donna titolare d’azienda che ha dimostrato che, con piccoli accorgimenti e molta volontà e determinazione, una necessità di tanti può diventare una realtà per tutti. Di necessità si è fatta virtù e della virtù si farà innovazione.

Maria Chiara Venturelli

Partecipa alla discussione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.