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R-Everse: quando il benessere aziendale fa crescere l’impresa

Le aziende che fanno stare bene i loro dipendenti producono il 17% in più secondo una ricerca condotta dalla società di analisi e consulenza statunitense Gallup.

Il benessere aziendale sta diventando sempre più un obiettivo delle aziende italiane: si parla di welfare, di smart working, di lavoro agile… sono tutte modalità che portano verso una direzione: il benessere di chi lavora.

Gli smart worker – quei lavoratori dipendenti che godono di flessibilità e autonomia nella scelta dell’orario e del luogo di lavoro, disponendo di strumenti digitali per lavorare in mobilità – sono ormai circa 570mila, in crescita del 20% rispetto al 2018, e mediamente presentano un grado di soddisfazione e coinvolgimento nel proprio lavoro molto più elevato di coloro che lavorano in modalità tradizionale: il 76% si dice soddisfatto della sua professione, contro il 55% degli altri dipendenti; uno su tre si sente pienamente coinvolto nella realtà in cui opera e ne condivide valori, obiettivi e priorità, contro il 21% dei colleghi (dati osservatori.net digital innovation del Politecnico di Milano).

Great Place to Work

R-Everse, azienda innovativa nel campo del recruiting, ha fatto dello smart working una delle sue caratteristiche principali di lavoro, la quasi totalità dei collaboratori esercita in questa modalità.

È notizia recente che R-everse, dall’indagine targata Great Place to Work (GPTW), la società leader nello studio e analisi del clima organizzativo a livello worldwide, ottiene la certificazione come un’azienda attenta alla qualità della propria cultura organizzativa e al proprio ambiente di lavoro, con un modello relazionale basato sulla fiducia reciproca. I valori emersi dalla survey somministrata ai collaboratori sono al di sopra della media. L’unanimità dei dipendenti alla disponibilità a dare qualcosa in più per portare a termine il lavoro è un dato significativo di come l’azienda, in poco più di due anni, sia riuscita a creare una rete di relazioni interna capace di far lavorare bene le persone, a fronte di un fatturato previsto per il 2019 di tre milioni di euro.

L’importanza del rapporto di fiducia

“Una delle sfide più appassionanti del crescere da 2 a 47 dipendenti in 30 mesi, in due Paesi diversi, è fare in modo che le persone crescano, a loro volta, il più rapidamente possibile. – sostiene Daniele Bacchi co-founder di R-Everse. Quello che viene costruito con loro è non solo la crescita professionale ma un rapporto umano e di fiducia, che altrimenti non ci avrebbe portato ad oggi. Bruciare le tappe della crescita è molto complicato, anche rischioso. C’è ancora tanto da lavorare ma sembriamo essere sulla strada giusta.”

È palese il riscontro di un grande interesse alle relazioni interne anche fra le aziende. Intervistato da R-Everse su questi temi Vincenzo Di Marco, HR Director di Gruppo Pellegrini e consigliere nazionale dell’AIDP (Associazione Italiana per la direzione del personale) (https://blog.r-everse.com/hr-tra-digitale-e-sociale), racconta che far sentire ogni dipendente parte attiva di un’azienda e non mero esecutore è sempre più arduo, e a questo fine in Gruppo Pellegrini hanno introdotto diverse iniziative per favorire la collaborazione e il clima aziendale, tra cui delle giornate che coinvolgono colleghi di aree diverse per far conoscere ad ognuno il lavoro dell’altro (parliamo di più di 8000 dipendenti).

Come ha risposto R-Everse all’indagine GPTW

Il livello di engagement, ovvero il grado di coinvolgimento dei collaboratori, è molto alto in R-Everse, tanto che alla domanda “Sei disposto a dare qualcosa in più per portare a termine il lavoro?” la risposta positiva è stata unanime. Altri numeri significativi:

  • 92% (risposte positive) Le persone vengono incoraggiate a trovare un equilibrio fra lavoro e vita privata.
  • 92%. I responsabili hanno fiducia che le persone facciano un buon lavoro senza che debbano essere continuamente controllate.
  • 94%. I responsabili mantengono le loro promesse.
  • 86%. Mi vengono offerte opportunità di sviluppo e formazione per migliorare dal punto di vista professionale.
  • 91%. I responsabili riconoscono che gli errori commessi in buona fede fanno parte dell’attività lavorativa.
  • 80%. I responsabili coinvolgono i dipendenti nelle decisioni che influiscono sul loro lavoro o sull’ambiente lavorativo.
  • 95%. Quando vedo che cosa siamo in grado di realizzare, provo un senso di orgoglio.
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Serena Inchingolo

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