Rallenta al valore più basso in cinque mesi la crescita del settore manifatturiero italiano

 Rallenta al valore più basso in cinque mesi la crescita del settore manifatturiero italiano

A febbraio il settore manifatturiero italiano, a causa dell’ennesima e forte crescita della produzione, nuovi ordini e livelli occupazionali, ha continuato a crescere ad un tasso elevato. Detto ciò, i tassi di crescita se paragonati a quelli di gennaio sono risultati più bassi, in parte a causa della carenza della fornitura che di conseguenza ha allungato i tempi medi di consegna e quindi ritardi nella produzione.

Sul fronte dei costi, continua ad aumentare la pressione s.ui costi d’acquisto, causando l’aumento maggiore dei prezzi di vendita da aprile 2011.

Il valore principale dell’Indice PMI® (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano, che con un’unica cifra mostra gli sviluppi delle condizioni generali del settore, ha raggiunto a febbraio 56.8, segnalando un ulteriore forte miglioramento delle condizioni operative del settore. La crescita è ormai stata riportata per 18 mesi consecutivi, e anche se il PMI è diminuito dal valore di 59.0 di gennaio, il tasso di espansione di febbraio è stato il più basso registrato dall’indagine dallo scorso settembre.

Anche se ai tassi più deboli in cinque mesi, sia la produzione che i nuovi ordini sono aumentati notevolmente a febbraio. La crescita della domanda alla base dei risultati positivi, con crescite dei nuovi ordini riportate sia da parte del mercato nazionale che di quello estero. Sono stati riportati aumenti di ordinativi dai paesi al di fuori dell’Unione Europea, anche se il generale aumento delle esportazioni è stato il più basso da novembre 2016.

L’indagine di febbraio ha mostrato una maggiore pressione sulla capacità presso i produttori manifatturieri italiani. Aumenta ancora una volta il livello di lavoro inevaso con un tasso di crescita che è risultato il più forte dell’indagine, iniziata a ottobre 2002. Gli ulteriori aumenti dei nuovi ordini hanno contribuito all’incremento del livello del lavoro inevaso, anche se diverse aziende hanno notato ritardi della produzione dovuti alla carenza di materiale e conseguentemente all’aumento del lavoro inevaso.

Con certezza l’indagine ha indicato come i manifatturieri italiani stanno facendo fatica a reperire le materie prime e i semilavorati a causa della sempre più marcata carenza di materiale presso i fornitori. Continuano ad allungarsi notevolmente i tempi di consegna e, a causa della maggiore pressione sulla fornitura, aumentano notevolmente i costi. L’indagine di febbraio ha indicato come quasi il 42% delle aziende campione ha segnalato un aumento dei prezzi pagati per i loro beni, particolarmente i metalli.

Le imprese manifatturiere hanno reagito al forte aumento dei costi operativi innalzando i loro prezzi al tasso maggiore da aprile 2011.

Infine, l’aumento del carico di lavoro ha incoraggiato le imprese ad aumentare a febbraio, e ad un tasso elevato, il loro personale. Inoltre anche le previsioni positive di crescita, che hanno raggiunto il livello più alto in appena meno di un anno, hanno agevolato l’attività di assunzione. Le imprese manifatturiere hanno espresso l’intenzione di aumentare gli investimenti e prevedono di trarre vantaggio dal positivo clima economico.

Paul Smith, Director di IHS Markit che compila il report Markit PMI™ Settore Manifatturiero in Italia, ha dichiarato: “Dopo la spettacolare performance di gennaio, pare a causa degli aumenti più lenti della produzione e dei nuovi ordini, l’indagine di febbraio ha osservato un rallentamento della crescita del settore manifatturiero. La crescita generale del settore è stata principalmente contenuta dal forte rallentamento dei tempi medi di consegna dei fornitori, dovuto al rapido incremento della domanda durante i recenti mesi. Ciò ha avuto un effetto a catena sulla produzione che ha registrato ritardi, oltre alle difficoltà tra le imprese manifatturiere nell’evadere i loro ordini. Conseguentemente, si è verificato un incremento record del lavoro inevaso presso le imprese manifatturiere italiane e un intensificarsi della pressione sui costi. Le imprese campione hanno inoltre beneficiato delle forti condizioni di mercato innalzando i loro prezzi al tasso maggiore in quasi sette anni”.

Redazione

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