Una redazione di oltre 100 collaboratori, esperti delle tematiche che stanno a cuore alle imprese

I rapporti di lavoro nel III trimestre 2013: solo il 15% di assunzioni a tempo indeterminato

È stata pubblicata la nota relativa al sistema delle Comunicazioni Obbligatorie del III trimestre 2013. I dati si riferiscono ai movimenti di rapporti di lavoro in Italia registrati nel periodo luglio-settembre 2013.

Rispetto al medesimo trimestre del 2012, i rapporti di lavoro attivati sono stati poco meno di due milioni e mezzo, con un calo del 3,5%; le cessazioni sono circa due milioni e quattrocentomila, in diminuzione del 9,7%.

La serie delle variazioni dei rapporti di lavoro attivati e del numero dei lavoratori coinvolti, a partire dal primo trimestre 2010 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mostra valori di minimo assoluto nel primo trimestre del 2013 (rispettivamente -10,2% e -13,6%); nello stesso periodo la variazione tendenziale delle cessazioni e del numero dei lavoratori interessati mostra valori negativi meno marcati.

Il settore in cui si registra la diminuzione più rilevante del volume di attivazioni è quello dell’Edilizia, con un decremento del 7,5%. Nello stesso tempo, rispetto al III trimestre del 2012, si osserva una netta contrazione delle cessazioni in tutti i settori di attività economica: spiccano, in particolare, i valori dell’Industria in senso stretto (-10,5%) e delle Costruzioni (-11,7%).

La tipologia di contratto più utilizzata è il tempo determinato. Oltre il 70% delle assunzioni effettuate nel terzo trimestre 2013 è stato formalizzato con contratti a tempo determinato (1.685.498 unità), il 15,4% con contratti a tempo indeterminato (367.707 unità) e il 6,4% con contratti di collaborazione (152.651unità). I rapporti di apprendistato sono 57.843, pari al 2,4% del totale. In particolare si sottolinea l’incremento dell’1,8% delle contrattualizzazioni che hanno riguardato donne (14.300 contratti in più).

Per quanto attiene i motivi di cessazione prosegue il trend contrattivo dei licenziamenti (-9,8%) e delle dimissioni (-12,6%).

La nota è stata curata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e da Italia Lavoro.

Redazione

Redazione

Partecipa alla discussione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.