Rapporto Isfol sul sistema di istruzione e formazione professionale

 Rapporto Isfol sul sistema di istruzione e formazione professionale

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[dropcap]C[/dropcap]ontinua la crescita del sistema di istruzione e formazione professionale (IeFP), che nell’annualità 2013-14 arriva a 328mila iscritti, 26mila in più rispetto all’annualità precedente (+8,7%). Il segmento rappresenta l’11,3% di tutti gli studenti del II ciclo, una fetta significativa considerando che il sistema è nato sperimentalmente nel 2003 ma è diventato ordinamentale solo nel 2011. L’IefP si configura ormai come un valido canale alternativo alla scuola, per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione e per il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione dei giovani 14-17enni. È quanto emerge dal Rapporto sul sistema IeFP presentato oggi a Roma dall’Isfol.

I giovani coinvolti nei percorsi triennali sono oltre 316mila e quelli relativi al IV anno 12mila. Il 57% frequenta i percorsi attivati nelle Istituzioni scolastiche (187 mila) e il 43% quelli presso le Istituzioni formative, cioè i Centri accreditati (141 mila).

Gli iscritti ai Centri accreditati mostrano i più alti tassi di successo formativo, che arriva al 65,7% come media per ogni passaggio: l’85% degli iscritti passa dal primo al secondo anno, quasi il 91% dal secondo al terzo e l’85,2% dal terzo anno alla qualifica finale. Anche sul fronte dei risultati dei percorsi IeFP svolti a scuola si registra comunque un miglioramento delle performance.

Nel 2013-14 i qualificati sono stati 75.604 (contro i 42.705 dell’annualità precedente). Per la prima volta i qualificati a scuola hanno superato quelli presso i Centri accreditati. Tale prevalenza è risultata assoluta al Sud e molto netta al Centro e in Sicilia, mentre rimangono prevalenti le Istituzioni formative al Nord. I diplomati sono stati 9.276 (contro i 7.036 del 2012-13).

Relativamente alle figure professionali preferite l’operatore alla ristorazione raccoglie la grande maggioranza dei consensi, con oltre 94 mila iscritti. Segue a distanza la figura dell’operatore del benessere, con oltre 36 mila iscritti.

Il maggior volume di risorse finanziarie proviene dal livello regionale/provinciale: 40% delle impegnate e 46% delle erogate. Le risorse del Ministero del Lavoro incidono invece per il 27% delle impegnate e il 23% delle erogate. Quelle comunitarie costituiscono il 21% delle impegnate e il 29% delle erogazioni. Il Ministero dell’Istruzione ha contribuito intervenendo sul 12% degli impegni e sul 2% delle erogazioni.

Il Rapporto da conto anche degli esiti occupazionali dei giovani qualificati. Il 50% risulta occupato, il 23,5% disoccupato e il 18,6% in cerca di prima occupazione. I giovani in formazione risultano il 6,6%. Tra gli occupati la maggioranza riveste una posizione lavorativa da dipendente (85,6%), mentre l’8% è autonomo e il 6,4% ha un contratto atipico. I dati sugli esiti mostrano migliori performance occupazionali da parte delle Istituzioni formative rispetto alle scuole.

Relativamente alla soddisfazione per il lavoro svolto, emergono giudizi molto positivi: alla domanda “quanto ti piace il tuo lavoro”, il 78% del campione esprime una valutazione tra 8 e 10; solo il 4% da una valutazione inferiore al 6. Un gradimento superiore alla media viene espresso dai qualificati dei Centri accreditati.

Uno degli aspetti più significativi della IeFP consiste nella grande capacità inclusiva della filiera. Gli iscritti di nazionalità straniera ammontano a 46.539 allievi nei primi tre anni e a 1.746 al IV anno. Il totale degli stranieri supera quindi, nei quattro anni, le 48mila unità, corrispondenti al 14,7% del totale. Gli allievi di origine straniera risultano più motivati rispetto ai compagni italiani e scelgono in maggior misura il percorso formativo in prima battuta e non a seguito di un insuccesso scolastico. Inoltre ottengono voti migliori e presentano più raramente bocciature.

Al fine di avviare un adeguato meccanismo di monitoraggio ed analisi dei costi della IeFP, l’ISFOL ha realizzato un’indagine volta a confrontare realtà territoriali diverse, in quanto a modelli di offerta e strumenti di parametrazione dei costi, delineando un quadro sinottico di lettura per decisori e addetti ai lavori. Il risultato più eclatante è che la stima dei costi delle Istituzioni formative risulta inferiore di un terzo a quella dei costi delle Istituzioni scolastiche.

Il Rapporto illustra inoltre i risultati di un’indagine dedicata alla conoscenza del sistema educativo da parte della popolazione adulta (30-54enni), fascia all’interno della quale si trova la più ampia quota di genitori con figli in età di obbligo di istruzione/diritto-dovere. Si rileva una diffusa e profonda crisi di visibilità del nostro sistema educativo. In particolare, sul segmento IeFP solo la metà del campione individua correttamente sia i Centri di formazione sia gli Istituti professionali come strutture erogatrici dei percorsi. Inoltre il 35% del campione individua erroneamente come sede di IeFP anche gli Istituti tecnici, il 13% indica i Licei e la quota non trascurabile del 21% indica gli Enti non accreditati.

Redazione

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