Rapporto Obi 2014. L’internazionalizzazione è leva strategica per la ripresa

 Rapporto Obi 2014. L’internazionalizzazione è leva strategica per la ripresa
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[dropcap]L[/dropcap]a crisi economica non allenta la presa e continua ad incidere sulle performance economiche delle imprese. Ancora maggioritario è infatti il numero di queste che dichiara un calo del fatturato (saldo -20,9) con una variazione media del -6,21%. Le difficoltà sono comuni a tutti i settori produttivi, soprattutto quello delle costruzioni, anche se il manifatturiero appare in una situazione relativamente migliore grazie essenzialmente all’alimentare e ad alcuni comparti del petrolchimico che registrano performance sostanzialmente stabili bilanciando in parte l’andamento decisamente negativo degli altri comparti.
Anche la gestione degli assetti finanziari è peggiorata (per il 31,5% delle imprese) e tra le motivazioni principali, oltre il 67% delle imprese intervistate indica il rallentamento della domanda finale e quasi il 45% l’allungamento dei tempi di pagamento.
L’andamento degli ordini complessivi conferma quanto rilevato per il fatturato sia in termini di variazione media del portafoglio ordini(-4,64%) sia in termini di saldo(-12,1). Tuttavia, se si considerano gli ordini provenienti dall’estero, i risultati migliorano per tutti i settori diventando positivi (soprattutto per il manifatturiero) ad eccezione delle costruzioni. Quindi, l’austerità della crisi viene ancora mitigata un po’ dalla domanda estera.
Dal punto di vista geografico i risultati di mercato sono diffusamente negativi con una maggiore evidenza nel Mezzogiorno dove i saldi e la variazione media del portafoglio ordini in complesso sono rispettivamente di -30,5 (Italia -12,1) e -10,70% (Italia -4,64%). In contrapposizione con questa situazione, tale area risulta nel contempo la circoscrizione geografica dove gli ordini esteri presentano una dinamica comparativamente più positiva (incidono molto le performance della Manifattura) con un miglioramento della variazione degli ordini esteri (3,79%) superiore a quello presentato dalle altre aree (Italia +2,23%).
Ciò malgrado il 2013 è stato ancora nel complesso un anno difficile per l’economia meridionale. Il saldo tra imprese con fatturato in aumento e imprese con fatturato in diminuzione è ancora negativo,( -32,8) con un valore di fatto quasi doppio rispetto a quello del Nord Ovest. Nel contempo il fatturato si riduce mediamente del 11,62% ; Il grado utilizzo impianti è il più basso (67,2% contro 70,9% dell’Italia) e la situazione finanziaria è in diffuso peggioramento (-32,8% a fronte del -17,5% dell’Italia). In tale contesto tuttavia giova sottolineare che per tutte le aree geografiche i valori del 2013 sono meno negativi dei corrispondenti del 2012 e con qualche prospettiva di ulteriore recupero attesa per il 2014 .
Cifre e dati contenuti nel “Rapporto 201 Imprese e competitività” l’indagine annuale realizzata dall’Obi, Osservatorio Banche – Imprese di Economia e Finanza, su un campione di imprese italiane operanti nei settori manifatturiero, Ict, delle costruzioni e del turismo.

Redazione

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