Record di crescita in quasi 12 anni per l’economia dell’eurozona

 Record di crescita in quasi 12 anni per l’economia dell’eurozona

All’inizio del 2018, l’economia dell’eurozona ha proseguito la sua marcia. La crescita della produzione, spinta della forte entrata di nuovi ordini e della maggior ondata di assunzioni dalla fine del 2000, è accelerata al valore record in quasi 12 anni.

L’Indice PMI® IHS Markit della Produzione Composita nell’Eurozona finale ha indicato 58.8 nel mese di gennaio, il valore più alto da giugno 2006 e superiore alla precedente stima flash di 58.6. Salgono a 55 i mesi consecutivi in cui l’indice segna valori in espansione.

La crescita della produzione manifatturiera di gennaio ha continuato a superare l’attività del terziario e ad un tasso che, sebbene abbia rallentato nel corso del mese, è rimasto vicino ai valori quasi da record di dicembre. La prestazione del terziario ha continuato a rafforzarsi indicando un’accelerazione della crescita dell’attività al record da agosto 2007.

La produzione economica ha indicato forti tassi di espansione in tutte le nazioni monitorate dall’indagine. La Francia è salita in vetta alla classifica, con lo stesso tasso di espansione di dicembre e vicino ai valori record in sei anni e mezzo di novembre.

Germania (record in 81 mesi), Italia (record in 139 mesi) e Irlanda (valore minimo in 2 mesi) hanno segnato tassi di crescita appena inferiori alla Francia. Anche la Spagna ha indicato un’accelerazione record in 6 mesi.

Classifica per Paese della crescita della produzione di gennaio

Francia 59.6 (flash: 59.7) Invariato
Germania 59.0 (flash: 58.8) massimo in 81 mesi
Italia

59.0

massimo in 139 mesi
Irlanda

59.0

minimo in 2 mesi
Spagna

56.7

massimo in 6 mesi

Conseguenza del migliorato clima di ripresa economica è stata la maggiore pressione sui prezzi, segno in parte di un potere sui prezzi più forte, con la domanda che ha superato l’offerta e l’aumento del prezzo del petrolio. I prezzi di acquisto e di vendita sono entrambi aumentati al tasso più consistente da metà 2011, con accelerazioni sia nel manifatturiero che nel terziario.

La sostenuta ripresa dell’attività economica ha inoltre testato le capacità operative delle aziende terziarie e manifatturiere dell’eurozona, portando ad un ulteriore accumulo di giacenze di ordini in entrambi i settori. Ciò, a sua volta, ha incoraggiato la creazione di posti di lavoro, con l’occupazione di nuovo in aumento allo stesso tasso record in 17 anni dello scorso novembre. La Germania ha assistito ad una più veloce crescita occupazionale (quasi un record dell’intera serie), controbilanciando i più lenti incrementi di Francia, Italia, Spagna e Irlanda. Anche le previsioni per l’economia dell’eurozona sono rimaste luminose, con la fiducia per le prospettive economiche salita al valore più alto in otto mesi.

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Al record in quasi dieci anni e mezzo con 58.0, l’Indice PMI® IHS Markit dell’attività economica del terziario nell’eurozona finale di gennaio ha indicato un forte incremento della produzione ed ha superato la precedente stima flash di 57.6.

La revisione al rialzo dell’indice principale riflette principalmente il maggior contributo tedesco e, mediamente, delle altre nazioni al di fuori delle due principali. Il tasso di espansione della Germania è stato il migliore da marzo 2011.

La crescita è migliorata anche in Italia e Spagna, segnando rispettivamente un record in 126 e sei mesi, ma è rallentata in Irlanda. Anche se il tasso di espansione della Francia è apparso inferiore a quello indicato dalla precedente stima flash, è stato comunque più rapido di dicembre ed uno dei più forti da metà 2011.

Il livello di nuovi ordini ricevuti a gennaio dalle aziende del terziario dell’eurozona è aumentato al tasso più rapido in più di un decennio, esercitando pressione sulle capacità operative e causando un ulteriore forte incremento del lavoro inevaso. La combinazione tra i maggiori ordini e l’aumento delle commesse in giacenza ha incoraggiato le aziende ad assumere personale aggiuntivo.

L’occupazione è aumentata agli stessi ritmi di novembre e dicembre, indicando la recente fase di crescita occupazionale come la più forte in un decennio. Nell’ultimo mese dell’indagine si è assistito a nuovi incrementi in tutte le nazioni monitorate. La più rapida creazione occupazionale in Germania e Spagna è stata controbilanciata dai tassi più lenti di espansione in Francia, Italia e Irlanda.

A gennaio, le aziende hanno mantenuto previsioni positive. Il grado generale di ottimismo ha indicato il secondo valore più alto in più di sette anni, superato soltanto da quello registrato a maggio dello scorso anno. In Italia, Spagna e Irlanda la fiducia è migliorata.

L’inflazione dei prezzi d’acquisto di gennaio ha toccato un record in 81 mesi. Tale incremento è il riflesso dei maggiori aumenti avutisi in Germania, Francia e Spagna, anche se i tassi di incremento sono rimasti forti anche altrove. I prezzi di vendita, nel frattempo, sono aumentati al valore maggiore in nove anni e mezzo. Per la prima volta da luglio 2008, sono stati osservati incrementi simultanei sui prezzi di vendita in tutte le nazioni monitorate dall’indagine.

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “Il PMI finale dell’Eurozona di gennaio ha indicato, con 58.8, un valore persino maggiore della stima flash precedente, registrando la più forte espansione mensile da giugno 2006. Se a febbraio e marzo si manterrà questo tenore, il PMI indicherà una crescita del PIL del primo trimestre dell’1.0% circa su base trimestrale. Tuttavia, la stima iniziale ufficiale del PIL si mostrerà probabilmente più debole, considerando le recenti pubblicazioni del PIL, le cui anticipate previsioni di crescita sono state poi corrette indicando un valore più alto e più in linea con il PMI. Per la stessa ragione l’aumento dello 0.6% del PIL segnalato dalla stima flash di Eurostat per il quarto trimestre del 2017 verrà probabilmente corretto al rialzo con un valore vicino allo 0.8% indicato dal PMI. Il forte rialzo è inoltre generale, il che rafforza la possibilità che la crescita diventi sempre più autosufficiente grazie anche alla domanda in aumento all’interno dell’eurozona, incentivando la creazione occupazionale visto che le capacità produttive residue diminuiscono sempre di più. I dati d’indagine indicano perciò che l’eurozona ha iniziato il 2018 con un buon slancio di crescita, e la pressione dei prezzi sta in proporzione aumentando. Se nei prossimi mesi continueremo a vedere questi numeri straordinari, potremo aspettarci un approccio più aggressivo da parte dei responsabili delle politiche economiche”.

Redazione

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