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Regime di adempimento collaborativo: le Entrate sciolgono i dubbi degli operatori

Arrivano i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sulle modalità di attuazione del regime di adempimento collaborativo, il programma che prevede forme costanti e preventive di dialogo con i contribuenti di grandi dimensioni, in modo da pervenire a valutazioni comuni sulle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali. La circolare n. 38/E, pubblicata oggi sul sito delle Entrate, passa in rassegna le principali tematiche affrontate nel convegno “Adempimento collaborativo: nuova frontiera della compliance” organizzato a Roma nelle giornate del 16 e 17 giugno. Nel documento di prassi, l’Agenzia fornisce le soluzioni interpretative ai quesiti concernenti l’attuazione del nuovo regime, emersi nel corso del meeting. Inoltre, nella circolare, le Entrate illustrano il contenuto del Provvedimento del 14 aprile 2016 e affrontano i dubbi degli operatori sulle disposizioni che definiscono condizioni e modalità di accesso al nuovo regime introdotto con il Decreto legislativo n. 128/2015.

I soggetti interessati dal programma – In fase di prima attuazione, al regime di cooperative compliance possono partecipare i contribuenti che hanno ricavi o volume d’affari superiori ai 10 miliardi di euro. La soglia per partecipare al programma scende a un miliardo di euro per quelle realtà che hanno scelto di partecipare al Progetto Pilota sin dall’avvio. Nessuna soglia, invece, per le imprese che intendono dare esecuzione alla risposta dell’Agenzia delle Entrate, fornita a seguito di istanza di interpello sui nuovi investimenti.

Sistema di controllo del rischio fiscale, Ocse orientedL’impresa che aderisce al nuovo regime di adempimento collaborativo deve disporre di un efficace sistema di controllo del rischio fiscale, impostato su una chiara tax strategy. Quest’ultima può essere definita anche in base alle linee guida Ocse 2016 contenute nel documento “Building better tax control framework”. La strategia deve riflettere innanzitutto la propensione al rischio fiscale dell’impresa e includere i percorsi operativi necessari per posizionare la società su livelli di rischio prescelti. Inoltre, la circolare ricorda che la domanda di accesso al regime deve essere accompagnata dalla documentazione relativa alla strategia fiscale che va tempestivamente aggiornata in caso di cambiamenti degli elementi essenziali. In linea con gli orientamenti OCSE è preferibile che la strategia fiscale sia attuata da persone che abbiano le giuste capacità ed esperienze. In quest’ottica la Circolare raccomanda un pieno coinvolgimento della funzione fiscale nelle decisioni di business, favorendo un’interazione critica per l’assunzione di decisioni consapevoli in relazione ad ogni aspetto della vita aziendale suscettibile di interessare la variabile fiscale.

Elenchi online, nessuno escluso – Sul sito delle Entrate vengono pubblicati gli elenchi dei contribuenti che partecipano al programma di cooperative compliance. Per chi aderisce non è prevista la scelta se essere o meno inclusi in questo elenco, per esplicita previsione di legge. L’Agenzia dovrà inoltre rendere periodicamente disponibili, sul suo sito istituzionale, l’elenco delle operazioni, delle strutture e degli schemi di pianificazione fiscale aggressiva che violano le disposizioni normative vigenti, comprese quelle anti-abuso. La pubblicazione dei primi schemi avverrà entro la fine di questo anno.

Semaforo rosso per chi non rispetta gli impegni – Con un provvedimento motivato, l’Agenzia può escludere dal regime di adempimento collaborativo i soggetti già ammessi per via della perdita dei requisiti o dell’inosservanza degli impegni. Riguardo ai requisiti dimensionali, le Entrate possono escludere dal regime chi consegue, per tre esercizi consecutivi, livelli di ricavi o di volume di affari significativamente inferiori a quelli previsti per accedere al regime, senza tener conto di eventuali operazioni di aggregazione o disaggregazione aziendale infragruppo.

Redazione

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