Reindustrializzazione e innovazione a sostegno dell’industria europea

 Reindustrializzazione e innovazione a sostegno dell’industria europea

Nonostante l’Europa sia dotata di eccellenze scientifiche e industrie di punta a livello mondiale, siamo ancora in ritardo rispetto a Stati Uniti, Corea e Giappone e abbiamo bisogno di favorire la rapida immissione sul mercato dei risultati della ricerca. Pertanto nel corso della conferenza annuale COTEC (organizzazione privata senza scopo di lucro, che agisce come gruppo di riflessione per contribuire a incoraggiare l’uso di innovazioni tecnologiche nelle imprese e nella società), svoltasi ieri a Lisbona, è stato posto l’accento in particolar modo sull’accelerazione del processo di commercializzazione dell’innovazione.

Nel gennaio 2014, la Commissione ha approvato la sua strategia di rilancio industriale (Industrial Compact). Questa si prefigge un obiettivo ambizioso: incrementare la percentuale del PIL generata dalle industrie manifatturiere, dall’attuale 15.1% al 20% entro il 2020. A tal proposito, i membri di COTEC – gruppo di esperti in campo tecnologico che comprende il Ministro italiano dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Ministro spagnolo dell’industria, dell’energia e del turismo, e il Ministro per l’economia portoghese – hanno firmato una dichiarazione congiunta per sostenere l’iniziativa di reindustrializzazione dell’economia europea. L’iniziativa è stata rafforzata dalla presenza dei capi di Stato di tutti e tre i Paesi, il presidente della Repubblica Italiana, il Re di Spagna, e il presidente del Portogallo – tutti presidenti onorari delle rispettive istituzioni COTEC nazionali.

La dichiarazione congiunta fa riferimento alle «specificità delle economie dell’Europa meridionale, che comprendono 54 milioni di lavoratori e 7 milioni di imprese, la maggior parte delle quali pmi, le quali necessitano di particolare attenzione in termini di impostazioni della nuova politica industriale. […] È essenziale perseguire attivamente la reindustrializzazione dell’Europa e aumentare la sua capacità produttiva, specialmente in un momento in cui si cominciano a percepire segnali economici positivi in tutto il continente, specialmente in Portogallo, Spagna e Italia».

La strategia di reindustrializzazione dell’Europa si concentra in particolar modo sugli investimenti in termini di innovazione, soprattutto nei settori in rapida crescita individuati dalla Commissione nella recente comunicazione sulla politica industriale. Innovazione significa perfezionare soluzioni collettive che, applicate su larga scala in tutto il settore in questione, possano generare una diffusa prosperità. Tradizionalmente, le politiche di ricerca, tecnologia e innovazione si sono concentrate principalmente sulla ricerca e sullo sviluppo (R&S) per stimolare l’innovazione. Ma per determinare la crescita e l’occupazione necessarie, l’Europa ha bisogno di una strategia che si concentri sull’accelerazione della commercializzazione di tutte le forme di innovazione.

Questo è il motivo per cui i nuovi programmi europei per l’innovazione e la competitività, Orizzonte 2020 e COSME, hanno stanziato 150 miliardi di euro a favore dell’industria e delle pmi. Tecnologie di fabbricazione avanzate, bioprodotti, costruzione sostenibile, automobili elettriche e tecnologie abilitanti fondamentali sono settori prioritari.
Mentre la strategia di reindustrializzazione della Commissione punta sugli investimenti in termini di innovazione, la dichiarazione di ieri si concentra anche sul potenziamento degli altri ingredienti principali: mercato interno e internazionalizzazione, competenze, e accesso al credito.

Redazione

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