Riforma Codice del consumo: un segnale da non trascurare

 Riforma Codice del consumo: un segnale da non trascurare

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[dropcap]D[/dropcap]al prossimo 13 giugno i contratti sottoscritti con un consumatore saranno sottoposti a nuove regole che, nella previsione della legge, dovrebbero tutelarlo di più. Considerando, però, il tempo intercorso per arrivare alla revisione del Codice del consumo – che trae spunto da una direttiva del 2011, entrata in vigore adesso per effetto del decreto Legislativo 21 febbraio 2014, n. 21 -, la mole di consultazioni e dibattiti e il risultato finale, sembra che la montagna abbia partorito un topolino. Infatti, le principali modifiche riguardano le vendite a distanza e fuori dai locali commerciali, con la previsione di informazioni ancor più chiare e specifiche formalità in fase precontrattuale, l’estensione del diritto di recesso a 14 giorni e il rimborso delle spese di consegna.

Puntualizzazioni molto dettagliate si accompagnano a un nulla di fatto per semplificare e regolare in modo organico il rapporto impresa e consumatore, da sempre visto in un’ottica conflittuale.

Crescono gli oneri per chi opera in questo settore e aumentano le sanzioni applicate dall’Autorità garante per la concorrenza e il mercato nel caso di pratiche commerciali scorrette (che arrivano ora a cinque milioni di euro), ma ancora manca la capacità o il coraggio di mettere mano all’intera materia, affidandosi a specifici provvedimenti che confluiscono nel nostro Codice del consumo senza alcun coordinamento.

Concepiti allo scopo di difendere la parte più debole, gli interventi di matrice europea che da oltre vent’anni recepiamo a livello nazionale, hanno sicuramente il pregio di accrescere la sensibilità nei confronti dei diritti del cliente, ma trascurano di promuovere una fattiva collaborazione tra i protagonisti del mercato allo scopo di rendere più trasparente e chiaro lo scambio commerciale.

Nell’assenza di una “visione dall’alto” capace di trovare la giusta sintesi, è forse giunto il momento, per le parti in causa, di pensare a come risolvere tra loro i rapporti, aprendo nuovi canali di dialogo.

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