“Riparte il fisco, attenzione!”: il Movimento consumatori lancia l’allarme

 “Riparte il fisco, attenzione!”: il Movimento consumatori lancia l’allarme

È ufficiale, dal prossimo 16 ottobre 2020 ricomincia l’attività di riscossione del Fisco che era stata sospesa in questi mesi causa Covid.

All’interno del cosiddetto “decreto Agosto” –  convertito in legge lo scorso 12 ottobre alla Camera –  non ha trovato posto l’ulteriore differimento della moratoria della riscossione nonostante fosse stata richiesta da più parti. Si ripartirà, dunque, con l’obiettivo di sfoltire l’arretrato maturato con il blocco sanitario (si parla di 9 milioni di cartelle nuove) a cui va ad aggiungersi, secondo le stime dell’Agenzia delle Entrate Riscossione ulteriori 130 milioni di vecchi atti esattoriali tra cartelle, avvisi di addebito e avvisi di accertamento che si sono accumulati nel tempo. Su questi ultimi atti MOVIMENTO CONSUMATORI lancia l’allarme “Attenzione a cosa vi viene richiesto!!!”.

In particolare, interviene il VicePresidente nazionale di Movimento Consumatori, il Dott. Bruno Maizzi, che segnala “Dobbiamo stare attenti poiché molte pretese potrebbero essere prescritte, oppure già pagate oppure ancora contenere somme non dovute. Ringrazio i nostri legali e in particolare l’Avv. Matteo Sances che costantemente ci fornisce sentenze a favore dei contribuenti, ad esempio segnaliamo:

  1. la Prescrizione dei contributi in 5 anni:

recentemente, in un caso seguito dall’Avv. Sances, i giudici hanno ribadito che il termine di prescrizione è quinquennale anche dopo la notifica di atti esattoriali. I giudici, inoltre, hanno chiarito che i contributi una volta prescritti non possono essere riscossi dall’Inps e se sono stati pagati DEVONO ESSERE RIMBORSATI AL CONTRIBUENTE (si veda recente sentenza della Corte d’appello di Milano n.1731/2018 liberamente visibile su www.studiolegalesances.it  – sez. Documenti);

  1. l’applicazione di interessi di mora illegittimi da parte di Agenzia Entrate Riscossione (ex Equitalia) sui contributi Inps:

sulle pretese richieste a titolo di contributi il più delle volte non posso essere applicati gli interessi. Il D.lgs. n.46/1999 prevede infatti che non possono essere applicati interessi di mora <<…sui contributi o premi dovuti agli enti pubblici previdenziali, le sanzioni e le somme aggiuntive…>>”.

Conclude l’Avv. Matteo Sances “Siamo vicini a cittadini e imprese in questo difficile momento e l’unica cosa che vogliamo è evitare di far pagare somme non dovute. Per verificare questi vizi occorre visionare gli atti esattoriali che il contribuente riceve da Agenzia Entrate Riscossione (ex Equitalia) oppure chiedere allo sportello <<UN ESTRATTO DI RUOLO SPECIFICO>> in modo da verificare l’anno di competenza dei contributi (per la prescrizione), l’eventuale applicazione degli interessi di mora e avere tante altre informazioni. Dobbiamo considerare che dietro a un piccolo imprenditore molto spesso ci sono sacrifici di un’intera famiglia e dunque abbiamo il dovere di informare i cittadini”.

Redazione

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