Ritorno alla crescita dell’economia dell’eurozona

 Ritorno alla crescita dell’economia dell’eurozona

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[dropcap]S[/dropcap]econdo la stima flash del Markit PMI sull’Eurozona, a luglio c’è stato un ritorno alla crescita dell’economia dell’eurozona, con l’indice PMI relativo all’attività sia del terziario che del manifatturiero, che dai minimi su sei mesi di giugno di 52.8 è salito a luglio a 54.0. L’ultima lettura eguaglia il record in quasi tre anni avuto lo scorso aprile ed oltrepassa la media toccata nei primi due trimestri dell’anno.

Molte aziende hanno segnalato a luglio una nuova ripresa degli affari dopo che un numero insolitamente alto di ferie e l’effetto domino di un inverno mite avevano diminuito le attività dei mesi precedenti.

Comunque, l’incremento di nuovi ordini di luglio è leggermente diminuito tra segnali di un’espansione, soprattutto nel settore manifatturiero, soffocata da preoccupazioni geopolitiche, con particolare riferimento all’inasprimento della crisi in Ucraina.

Mentre la crescita delle attività del settore terziario ha raggiunto un record in quasi più di tre anni, la produzione e i nuovi ordini destinati al mercato estero del settore manifatturiero sono cresciuti ad un tasso leggerissimo, rimanendo ben al di sotto i livelli visti nei primi mesi dell’anno

Nel mese di luglio e per entrambi i settori, la mancanza di chiarezza di previsioni economiche e la costante urgenza di tagliare i costi e di stimolare la concorrenza, si è di nuovo tradotta in un incremento solo marginale dell’occupazione. Seppure debole, la continua moderata tendenza di creazione di posti di lavoro vista negli ultimi quattro mesi, rappresenta un miglioramento rispetto al consistente tasso di tagli occupazionali avuto lo scorso luglio.

Perdura intanto il calo dei prezzi di vendita, con un tasso di contrazione leggermente accelerato dallo scorso giugno. È ormai da aprile 2012 che i prezzi medi di vendita continuano a scendere anche se nell’ultimo caso il tasso registrato è risultato modesto e molto più debole rispetto quello osservato durante gli apici della crisi finanziaria. L’aumento marginale dei prezzi di fabbrica nel settore manifatturiero ha controbilanciato il calo delle tariffe subìto dal terziario.

Rimangono evidenti le maggiori pressioni sui costi, la media dei prezzi di acquisto del manifatturiero è aumentata per il secondo mese consecutivo toccando il record su sette mesi, mentre è risultato leggermente minore rispetto a giugno l’incremento dei prezzi di acquisto del terziario.

Guardando i dati nazionali, sono state notate forti differenze tra i singoli paesi, con una Francia in contrazione e un’espansione della crescita registrata nelle altre nazioni.

Le aziende francesi hanno segnalato, dopo il breve ritorno alla crescita osservato in primavera, il terzo calo consecutivo della produzione. Sebbene il terziario francese abbia registrato un lieve ritorno alla crescita, la produzione nel settore manifatturiero è crollata ai minimi da aprile 2013.

Al contrario, le aziende tedesche hanno registrato il più forte incremento delle attività da aprile, con una crescita netta dopo la quiete di giugno.

Particolarmente elevata è risultata la crescita dell’attività del terziario, registrando l’espansione maggiore in più di tre anni.

Nonostante più debole rispetto ai mesi precedenti, anche la crescita della produzione manifatturiera in Germania ha registrato un rialzo.

Al di fuori della Francia e della Germania, l’attività degli altri paesi della regione è aumentata al tasso maggiore da agosto 2007, anche i nuovi ordini sono aumentati, ma questa volta al tasso maggiore in sette anni. Sebbene le aziende manifatturiere al di fuori della Francia e della Germania è stato registrato un moderato accenno di crescita, il tasso di espansione del terziario ha toccato il record su sette anni.

Commentando i risultati flash dei dati PMI, Chris Williamson, Chief Economist presso Markit ha detto: «A luglio incrementa nuovamente l’attività, ciò prova che l’economia sta crescendo ad uno dei tassi maggiori mai osservati negli ultimi tre anni. Ad ogni modo, nonostante la forte ripresa, i dati dell’indagine suggeriscono che il PIL della regione sta crescendo ad un moderato tasso trimestrale di circa 0.4%. È fondamentale notare che questa crescita non è abbastanza veloce da fornire stimoli alle imprese per assumere un livello di personale elevato che possa avere un significativo impatto sulla disoccupazione, infatti ancora una volta, l’indagine di luglio ha osservato solo una modesta creazione di posti di lavoro. La debolezza della crescita è in parte attribuibile alle preoccupazioni geopolitiche, in particolare all’inasprirsi della situazione in Ucraina e del conseguente potenziale impatto economico. Inoltre, alla luce di tali incertezze, è molto probabile che le imprese divengano sempre più restie ad impegnarsi nel prendere grosse decisioni su acquisti, investimenti ed assunzioni, il che suggerisce che la crescita potrebbe indebolirsi ancora una volta. Nonostante l’impatto che le preoccupazioni di carattere politico hanno sul livello di fiducia sulle politiche aziendali, è incoraggiante assistere all’espansione che le imprese dall’area periferica hanno registrato al tasso più veloce dal 2007. La Germania inoltre ha continuato ad osservare forti crescite dovute alla performance positiva del terziario che va a controbilanciare alcune delle debolezze osservate nel manifatturiero. Ad ogni modo, mentre i paesi periferici crescono più velocemente e l’economia tedesca aumenta all’inizio del terzo trimestre al forte tasso di 0.7-0.8%, quella francese nel migliore delle ipotesi sta registrando una stagnazione. La stagnazione del settore dei servizi è alla base della sofferenza della Francia, con segnali di debolezza domestica e diminuzione della fiducia tra le imprese ed i privati, così come il sempre più allarmante tasso di contrazione del settore manifatturiero».

Redazione

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