Rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni al restyling

 Rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni al restyling

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[dropcap]O[/dropcap]k alla rivalutazione per tutti i beni d’impresa (esclusi i beni merce) e le partecipazioni in società controllate e collegate. Rilevanza fiscale con il versamento dell’imposta sostitutiva e riallineamento dei valori fiscali ai maggiori valori iscritti in bilancio. Inoltre, riduzione di due esercizi della sospensione degli effetti fiscali che passa dal quinto al terzo esercizio successivo a quello della rivalutazione. Questi, i principali elementi di interesse su cui si sofferma la circolare n. 13/E, con cui l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sulla nuova disciplina di rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni per i soggetti che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio reintrodotta dalla Legge di Stabilità 2014.

Quali beni rivalutare
I beni che possono essere rivalutati sono tutti quelli d’impresa, ad esclusione dei beni merce, e le partecipazioni in società controllate o collegate che costituiscono immobilizzazioni finanziarie. I beni materiali e immateriali alla cui produzione o scambio è diretta l’attività d’impresa non possono formare oggetto di rivalutazione. La circolare, inoltre, chiarisce che l’esclusione dalla disciplina riguarda tutti i beni merce, nonostante la norma preveda l’esclusione soltanto per gli immobili merce. Per effettuare la rivalutazione, i beni e le partecipazioni devono essere iscritti sia nel bilancio relativo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2012, sia nel bilancio relativo all’esercizio successivo.

Effetti fiscali
La circolare chiarisce che, anche nell’attuale legge di rivalutazione, è necessario attribuire rilevanza fiscale alla rivalutazione operata in bilancio tramite il versamento dell’imposta sostitutiva poiché non è consentito effettuarla con rilevanza solo civilistica. In sede di rivalutazione, il maggior valore attribuito ai beni ammortizzabili si considera fiscalmente riconosciuto, ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap, a partire dall’esercizio che inizia il primo gennaio 2016. In aggiunta, la sospensione degli effetti fiscali della rivalutazione è ridotta di due esercizi rispetto al periodo previsto dalla precedente legge di rivalutazione. Infatti, gli effetti fiscali vengono prodotti a partire dal terzo esercizio successivo a quello in cui è effettuata la rivalutazione invece che dal quinto.

Versamento dell’imposta sostitutiva
I contribuenti con esercizio coincidente con l’anno solare, che eseguono la rivalutazione nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2013, devono pagare l’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap entro il 16 giugno 2014, oppure entro il trentesimo giorno successivo a questo termine con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse.

Disciplina del riallineamento
I valori fiscali possono essere adeguati ai maggiori valori dei beni relativi all’impresa che risultano iscritti nel bilancio in corso al 31 dicembre 2012 (cosiddetto riallineamento), a patto che i beni siano presenti anche nel bilancio dell’esercizio successivo (2013). La disciplina del riallineamento dei valori è estesa ugualmente ai soggetti che utilizzano i principi contabili internazionali.

Redazione

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