Semplificare per crescere

Le aziende europee oggi devono superare tre ostacoli intrecciati tra loro: Instabilità macroeconomica, che mette sotto pressione margini e pianificazioni. Accelerazione tecnologica, che impone decisioni rapide e capacità di spingersi su terreni nuovi. Fatica organizzativa, causata da cicli di trasformazione troppo ravvicinati e sfide sempre nuove. Scogli che non siamo allenati a superare facilmente.

In pari tempo, la complessità aziendale è cresciuta in modo silenzioso: nuove procedure e adempimenti normativi, sistemi gestionali imperfetti, riunioni spesso inutili, progetti paralleli.

Siamo di fronte a un paradosso: lavoriamo sempre di più, ma senza generare più valore.

Secondo una ricerca di McKinsey, più del 50% dei manager e dei capi azienda dichiara di passare metà del proprio tempo in attività a basso impatto o non direttamente collegate ai risultati.

La sfida, da qui a fine anno, allora, non è “fare di più”, ma semplificare per far funzionare meglio la nostra attività, la nostra impresa.

Colin Chapman, Ingegnere e innovatore, geniale fondatore dell’auto da corsa Lotus trasformò la semplicità in un principio di performance. Era convinto che la vera potenza non derivasse dall’aggiungere cavalli, ma dal togliere peso. La sua filosofia “Semplifica. Poi aggiungi leggerezza:” non era solo un approccio tecnico, ma un modo di pensare: togli ciò che non serve, e tutto diventa più veloce, più elegante, più efficiente.

Sotto la sua guida, la Lotus vinse 7 Campionati del Mondo Costruttori e 6 Campionati Piloti, grazie a vetture leggere, essenziali, ben progettate.

Semplificò anche Steve Jobs quando, nel 1997, tornò in Apple dopo dodici anni di assenza e trovò un’azienda in crisi profonda, con decine di prodotti sovrapposti, un’identità confusa e un bilancio in rosso.

La sua prima mossa? Tagliò il 70% dei progetti in corso, chiudendo prodotti storici e concentrando Apple su quattro soli pilastri chiave:

1. Pochi prodotti chiari

Jobs semplificò l’offerta in una matrice a quattro quadranti: Desktop per il consumatore, Desktop per il professionista, Portatile per il consumatore, Portatile per il professionista.

Il resto fu eliminato. Da quella chiarezza nacque il Computer Mac, simbolo della rinascita.

2. Design come leva competitiva

Jobs riportò al centro  l’esperienza utente e l’estetica, affidando a Jony Ive la creazione di un linguaggio visivo unico, minimalista, coerente, elegante.

3. Ecosistema integrato

Non più prodotti isolati, ma esperienze collegate: hardware, software e servizi che dialogano fra loro. Da questa idea nasceranno, negli anni successivi, l’iPod, iTunes e l’iPhone.

4. Brand e cultura aziendale.

Jobs ridiede ad Apple una missione, racchiusa nello: “Think Different”. Non vendiamo computer, ma un modo di pensare.

Semplificare il business: tre esempi concreti nelle PMI

Quello che Chapman fece con le auto, e Steve Jobs con i prodotti Apple ogni imprenditore può farlo nella propria organizzazione: alleggerire, per liberare velocità, creatività e controllo.

Una PMI meccanica ha ridotto del 40% i modelli di offerta commerciale, concentrandosi solo sui prodotti più redditizi. Risultato: margini in crescita e team commerciale più efficace.

Un’azienda di servizi IT ha cancellato tre riunioni settimanali su cinque, sostituendole con dashboard condivise e un check operativo quindicinale. Risultato: più tempo per i clienti, meno stress interno.

Una società di logistica ha riprogettato il flusso delle attività eliminando un controllo intermedio ridondante. Risultato: -15% di tempi di lavoro, stessa qualità finale.

Semplificare non è tagliare per risparmiare: è scegliere cosa non fare e cosa fare meglio per moltiplicare valore.

Le 8 “bucce di banana” che complicano la vita alle imprese

  1. “Meglio aggiungere una procedura per essere sicuri.” → Falsa sicurezza: più regole, meno responsabilità.
  2. “Teniamo tutto, non si sa mai.” → L’accumulo è l’anticamera del caos.
  3. “Più riunioni, più controllo.” → No: più riunioni, più tempo ed energie investite, meno decisioni.
  4. “Un nuovo progetto risolverà il problema.” → Di solito ne aggiunge un altro.
  5. “Facciamo come l’anno scorso.” → Il passato non è un modello, è solo un punto di partenza.
  6. “Aspettiamo dati più completi.” → La complessità cresce con ogni giorno perso.
  7. “Meglio un report in più.” → Se non serve a qualcuno, è solo rumore.
  8. “Semplificare è rischioso.” → In realtà, è il modo migliore per vedere cosa funziona davvero.

Ogni volta che togli qualcosa di inutile, aumenta la probabilità che ciò che resta conti davvero.

Le 5 mosse per alleggerire i pesi:

  1. Fare spazio alla chiarezza.Rivedere i progetti attivi e chiedersi: cosa serve davvero per raggiungere l’obiettivo?
  2. Tagliare la complessità.Eliminare procedure, riunioni e controlli che non aggiungono valore.
  3. Semplificare la comunicazione.Parlare meno di problemi, più di priorità. Le parole giuste creano ordine.
  4. Alleggerire i carichi del team.Concentrare gli sforzi su ciò che genera risultati immediati o strategici.
  5. Concludere con eleganza.Un anno si chiude bene non quando si esaurisce tutto, ma quando si fa lo spazio giusto per la ripresadel nuovo anno.

Questo, allora, può essere il mese più utile dell’anno: non per aggiungere qualcosa, ma per lasciare andare tutto ciò che non serve e concludere il 2025 più leggeri e più veloci.

Semplificare non è un gesto tecnico. È un atto di leadership.

La frase su cui riflettere

“La complessità serve solo a nascondere la paura”, Colin Chapman.

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