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Senza redditività non c’è crescita aziendale: ecco perché gli imprenditori non dovrebbero concentrarsi (solo) sul fatturato

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Siamo stati abituati, soprattutto dal settore bancario, a considerare un’azienda in crescita quella che lavora sull’aumento del fatturato.

Niente di più sbagliato: la realtà dei fatti dimostra una situazione diversa. Per crescita si deve intendere la redditività dell’azienda e il fatturato, al contrario di quanto si sostiene, non è un indice della redditività.

Cosa si intende con redditività

Per potersi concentrare sulla redditività è necessario, prima di tutto, monitorare quali sono i margini di contribuzione dell’azienda.

La domanda che ogni imprenditore dovrebbe porsi, per poter valutare davvero la redditività e quindi la crescita della propria azienda, è: “Qual è stato il margine di contribuzione dello scorso anno?”.

Purtroppo tanti imprenditori non sanno rispondere a questa domanda. Esistono molte aziende, anche le più piccole, che fatturano 500.000 euro, ma portano utili altissimi, e al contrario aziende che fatturano decine di milioni di euro, ma hanno dei margini di contribuzione estremamente bassi.

In modo concreto, realizzare redditività, per un’azienda, significa nei fatti che l’imprenditore è riuscito a far crescere il saldo del proprio conto corrente nel tempo.

Il guadagno reale

È fondamentale comprendere, in primi luogo, che la redditività è rappresentata dai soldi che sono stati guadagnati realmente. Purtroppo la nostra mentalità è fortemente influenzata dalla falsa credenza della crescita del fatturato.

Nella realtà, però, se non si ha un’ottima gestione dei costi o un’ottima gestione dei risultati aziendali, non si verificherà comunque un incremento.

Di conseguenza, l’imprenditore che non guarda alla redditività, ma semplicemente al volume d’affari, si qualificherà piuttosto come amministratore no profit di una società senza scopo di lucro. Infatti, il lucro non è il volume d’affari, ma la redditività dell’impresa.

Risparmio e ottimizzazione dei costi: l’importanza della gestione fiscale

Non deve spaventare, inoltre, se l’imprenditore ha dei debiti nei confronti delle banche o nei confronti di Equitalia: si tratta di dinamiche gestibili, che  possono essere smaltite nel tempo. Diventa fondamentale, invece, analizzare se il prodotto o servizio che ha inserito nel mercato è valido.

Si collega alla redditività, inoltre, il concetto di risparmio. Ne deriva, per questo motivo, che è necessario investire energia sull’ottimizzazione dei costi e sulle attività di marketing.

In tutto questo, la figura del commercialista è essenziale: è fondamentale che non sia solo un mediatore fiscale, ma anche un consulente efficace nello sviluppo della crescita aziendale.

Francesco Cardone

Francesco Cardone

Francesco Cardone è commercialista e imprenditore alla guida di Imprefocus Srl, società insignita del premio “Professionista Digitale 2016-2017”, attribuito dall’Osservatorio Professionisti e Innovazione della School of Management del Politecnico di Milano. Cardone, inoltre, è autore del libro “Impresa Vincente”, il manuale dedicato agli imprenditori contemporanei.

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