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Service Tax: meglio o peggio dell'IMU e Tares?

La service tax si prepara a sostituire ed integrare l’Imu ed il sottosegretario all’economia Pierpaolo Baretta si presenta alla commissione bilancio della camera per spiegare i piani del Governo.
La service tax sarà composta da una parte patrimoniale e una di servizi, la cui prima componente per sua natura sarà progressiva: più alto sarà il valore della casa, più elevata sarà la tassa, mentre la parte dei servizi (in sostituzione della Tares) costituisce una novità che sta già causando una grande levata di scudi e sarà pagata dagli inquilini.
Per calcolare l’imposta ci si baserà su due meccanismi: la rendita catastale ed il valore di mercato.
Il Governo assicura che la nuova imposta sarà comunque inferiore alla somma dell’Imu e della Tares, affermando che sarebbero già pronti due miliardi per alleggerire il prelievo sulle prime case.
Con le rendite catastali attualmente in vigore le entrate garantite lo scorso anno dall’Imu prima casa verrebbero ottenute con un prelievo medio dell’1,9 per mille, questo perché il tributo medio sarebbe di 172 euro anziché i 225 ottenuti con l’Imu ma la platea di paganti sarebbe più ampia.
L’Imu prima casa aveva come aliquota indicata come standard il 4 per mille con possibilità di aumento di altri due millesimi e molte amministrazioni (ad esempio tra le grandi città Roma, Torino e Napoli) avevano dovuto elevare l’aliquota per fare fronte ai problemi di bilancio.
La Service tax si prospetta come l’ennesima imposta federale e ai Comuni sarà lasciata un’ampia autonomia anche se come già successo con Ici e Imu sarà stabilita un’aliquota massima che, se l’obiettivo è quello di eguagliare l’incasso dell’Imu prima casa, dovrebbe porsi ragionevolmente attorno al tre per mille.
Ta.ri. e Ta.si. (indipendentemente dalle sigle, ne stanno spuntando altre) sono invece le due componenti integrative della nuova “Service Tax” che dal 2014 entrerà in vigore al posto dell’Imu , sostituirà la Tares e verrà riscossa dai Comuni.
Il modello di tassazione comunale “federale” – sottolinea Palazzo Chigi – sarà ispirato ai principi del federalismo fiscale, come approvati dalla Commissione Bicamerale appositamente costituita nella scorsa legislatura.
Il maggior problema, sul quale hanno fatto sentire la loro voce le organizzazioni degli inquilini, è come ripartire il tributo quando la casa è in locazione.
La tassa rifiuti Ta. ri. (come accade già oggi) sarà a carico di chi occupa l’immobile, cioè nel caso di locazione dell’inquilino, mentre la Ta. Si. sarà dovuta sia dal proprietario che dall’inquilino (non essendo solo un’imposta patrimoniale ma anche il corrispettivo di servizi) e quindi andrà suddivisa.
Le indicazioni sono di una partecipazione massima del 20% da parte degli inquilini, ma questo è uno dei nodi politici da sciogliere e da questo punto di vista risulterà decisiva la scelta se ancorare il tributo al reddito o meno: la maggior parte degli inquilini infatti ha redditi inferiori a 30 mila euro.
La Confedilizia ha anticipato la sua benedizione all’addebito agli inquilini, e di certo avrà tempo di pentirsene, mentre il Sunia indice già le prime mobilitazioni ed iniziative di dissenso.
Tutto il settore immobiliare rumoreggia.
E’ aperta la caccia 2014 al Contribuente Casa: che siano Proprietari o Inquilini non avranno tregua perché il Governo sembra non avere intenzione di alleggerire la pressione sul settore immobiliare, ormai da anni bersaglio favorito degli arcieri governativi e degli appetiti degli Enti Locali.

Autore della pubblicazione:
Enrico Martucci
Gruppo di studio Domoblog
Domoforum

Redazione

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