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Sessant’anni di Europa unita, Italia leader per numero di occupati nella piccola impresa

Il 25 marzo 1957 venivano firmati i cosiddetti Trattati di Roma che, istituendo la Comunità economica europea, di fatto davano vita a quella che sarebbe diventata l’Unione europea. Un passaggio fondamentale della vita comunitaria, il primo passo di un percorso di unione e condivisione tra i popoli del Vecchio Continente, firmato dai capi di governo dei sei paesi fondatori: Italia, Francia, l’allora Germania dell’Ovest, Olanda, Belgio e Lussemburgo.
Il 25 marzo 2017 l’Unione europea celebrerà i Trattati di Roma a 60 anni esatti da quella storica firma in Campidoglio. Un anniversario che cade in un momento critico per la storia comunitaria, con la Gran Bretagna che ha un piede fuori dall’Europa e che porterà via con sé il 16% del Pil europeo e più di 1.800.000 piccole imprese. Negli anni, ai sei paesi pionieri se ne sono aggiunti altri 22, fino ad arrivare all’attuale Unione europea a 28 stati.
Oggi, secondo l’Ufficio studi di Confartigianato [clicca qui per leggere il rapporto] in Europa sono attive più di 23 milioni di piccole e medie imprese, che danno lavoro a quasi 68 milioni di persone, il 49,8% di tutti i lavoratori europei. Un dato che fa della piccola impresa la base dell’economia comunitaria e, in questo contesto, è l’Italia a vantare il primato di occupati nelle imprese fino a 50 dipendenti: il 67%, più di Belgio, Francia e Olanda, 25 punti percentuali in più della Germania. Un primato confermato anche nella classifica degli occupati nel settore manifatturiero, dove l’Italia supera la Germania, la Francia e la Spagna.
A distanza di 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma, l’Italia, nonostante l’attuale crisi economica, è ancora un punto di riferimento per l’Europa, protagonista assoluto della vita economica e politica comunitaria.

Redazione

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