Si conferma la quasi stagnazione del manifatturiero nell’Eurozona

 Si conferma la quasi stagnazione del manifatturiero nell’Eurozona

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[dropcap]I[/dropcap]l settore manifatturiero dell’Eurozona ha concluso il 2014 debolmente con produzione, nuovi ordini e livelli occupazionali che hanno registrato valori vicini alla stagnazione. Attestandosi a 50.6, l’indice finale destagionalizzato Markit PMI® sul Manifatturiero dell’Eurozona è rimasto leggermente al di sopra del valore minimo di 50.1 di novembre ma è risultato più basso della stima flash di 50.8.

La media del PMI dell’ultimo trimestre di 50.4 rappresenta la crescita peggiore del settore da quando la ripresa è iniziata nel terzo trimestre del 2013. Anche le medie trimestrali della produzione e dei nuovi ordini sono le più deboli durante quella stessa sequenza.

L’indagine di dicembre ha osservato la crescita più lenta della produzione durante l’attuale periodo di forte incremento di un anno e mezzo. Ad ogni modo, si è verificato un leggero miglioramento dei nuovi ordini ricevuti, che sono aumentati leggermente per la prima volta in quattro mesi. Nonostante il mercato domestico rimane debole, la tendenza dei nuovi ordini esteri (che includono gli scambi intra Eurozona) hanno offerto un contributo positivo agli ordini totali, aumentando al valore più alto in tre mesi.

Classifica PMI Manifatturiero per Paese: dicembre
Irlanda 56.9 massimo su 4 mesi
Spagna 53.8 minimo su 2 mesi
Paesi Bassi 53.5 minimo su 2 mesi
Germania 51.2 (flash 51.2) massimo su 2 mesi
Grecia 49.4 massimo su 4 mesi
Austria 49.2 massimo su 4 mesi
Italia 48.4 minimo su 19 mesi
Francia 47.5 (flash 47.9) minimo su 4 mesi

Le prestazioni delle tre maggiori economie dell’eurozona a dicembre rimangono deboli, continua la contrazione in Francia e Italia con entrambe le nazioni che hanno riportato un numero inferiore di nuovi ordini.

Conseguentemente la Francia scivola all’ultimo posto della classifica dei PMI. I manifatturieri francesi hanno ridotto la loro produzione al tasso maggiore da luglio, mentre diminuiscono i nuovi ordini sia domestici che quelli destinati al mercato estero. Allo stesso modo, scivola al valore più basso in 19 mesi il PMI italiano.

Anche la prestazione della Germania è rimasta debole, anche se sono stati riportati alcuni segnali positivi con il relativo PMI che è ritornato a crescere al di sopra della soglia di non cambiamento di 50.0. Ha ripreso a crescere la produzione dal valore più basso in 17 mesi di novembre, mentre i nuovi ordini e le esportazioni hanno registrato un modesto aumento dopo i declini registrati a novembre.

Irlanda, Spagna e Paesi Bassi hanno riportato forti miglioramenti della loro performance, mentre Austria e Grecia hanno riportato modesti, anche se rallentati, peggioramenti.

A dicembre e per il quarto mese consecutivo, aumentano i livelli occupazionali del settore manifatturiero, con nuovi posti di lavoro registrati in Germania, Spagna, Paesi Bassi, Irlanda e, con il primo aumento in sette mesi, in Grecia. Di contro, aumentano i tassi di contrazione in Francia e in Italia.

L’aumento generale dei livelli occupazionali significa che le imprese campione sono state in grado di mantenere una certa crescita della produzione e di diminuire ulteriormente il livello del lavoro inevaso. Questo è infatti diminuito per l’ottavo mese consecutivo, anche se il tasso registrato è stato meno elevato che a novembre.

In alcuni casi provocata dall’attuale riduzione del prezzo internazionale del petrolio, rimane debole la pressione sui costi di dicembre. I costi medi di acquisto sono diminuiti al tasso maggiore in otto mesi. I prezzi di acquisto sono diminuiti ai tassi più veloci in otto mesi sia in Germania che in Austria e per il diciassettesimo mese consecutivo nei Paesi Bassi, anche la Francia ha riportato una leggera diminuzione dei costi di acquisto.

Anche i prezzi di vendita sono diminuiti durante l’ultima indagine mensile, anche se il tasso di contrazione è stato debole e il più lento dell’attuale periodo di declino di quattro mesi. Solo Spagna e Irlanda hanno riportato maggiori prezzi di vendita con solo incrementi marginali in entrambi i casi.

Chris Williamson, Chief Economist presso Markit ha dichiarato: «Ancora una volta a dicembre le imprese manifatturiere dell’eurozona hanno segnalato una stagnazione dell’attività, ciò ha concluso il 2014 che iniziato positivamente, è lentamente peggiorato sino allo stallo durante la seconda parte dell’anno. La debolezza della produzione, assieme alla scarsa crescita del settore dei servizi segnalata dalla stima flash, suggerisce che durante il quarto trimestre l’economia dell’eurozona è cresciuta di appena lo 0.1%. Pare che la crisi in Ucraina e il rinnovato pessimismo circa le abilità degli strateghi politici dell’eurozona nel ravvivare le sorti dell’economia della regione, abbiano incrementato l’incertezza economica. Ciò ha causato una maggiore avversione al rischio e una riduzione dei piani di espansione da parte delle imprese. In particolare in Spagna, Paesi Bassi, e Irlanda dove la produzione manifatturiera e le esportazioni hanno continuato a crescere, continuano ad essere presenti alcuni segnali positivi. Totalmente differente la situazione in Francia, Italia, Austria e Grecia dove la contrazione dei nuovi ordini ha avuto il suo impatto nella produzione. Rimane fonte di forte preoccupazione l’attuale debolezza del settore manifatturiero della Germania, ma la prima crescita dei nuovi ordini in quattro mesi indica che il livello dei nuovi ordini potrebbe cambiare tendenza. Se tutto va bene dovremmo osservare una crescita maggiore durante i prossimi mesi. I costi minori, collegati al crollo del prezzo del greggio, stanno aiutando i manifatturieri a ridurre i loro prezzi di vendita, inoltre la contrazione del prezzo del carburante dovrebbe favorire il consumo da parte dei clienti. Aumentano le speranze di stimoli politici più aggressivi da parte della BCE nell’anno nuovo, dopo aver valutato gli interventi in atto. La debolezza del PMI dell’eurozona prova che sono necessari più stimoli anche se alcuni policymakers forse ritengono che gli attuali provvedimenti attuati in nazioni come Irlanda e Spagna stiano già dando i loro frutti, e quello che bisognerebbe fare è aspettare prima di adottarne altri».

Redazione

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