Si impenna la domanda di mutui: a ottobre +22,1%. Si tratta dell’incremento mensile più consistente fatto registrare negli ultimi 5 anni

 Si impenna la domanda di mutui: a ottobre +22,1%. Si tratta dell’incremento mensile più consistente fatto registrare negli ultimi 5 anni
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[dropcap]N[/dropcap]el mese di ottobre 2014 cresce ulteriormente il numero di domande di mutuo presentate dalle famiglie italiane agli istituti di credito (quindi istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online), facendo registrare l’incremento più elevato dalla fine del 2009 ad oggi, con un eloquente +22,1% rispetto allo stesso mese del 2013.
Di seguito sono riportate le variazioni percentuali mensili – in valori ponderati, cioè al netto dell’effetto prodotto dal differente numero di giorni lavorativi – relative al numero delle domande di mutui contribuite in EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 77 milioni di posizioni creditizie.
DOMANDA DI MUTUI
Var. % su anno precedente ponderata
(a parità di gg. lavorativi)
Totale 2009
+7,1%
Totale 2010
+0,5%
Totale 2011
-19,4%
Totale 2012
-41,8%
Gennaio 2013
-13,7%
Febbraio 2013
-9,6%
Marzo 2013
-9,2%
Aprile 2013
-8,6%
Maggio 2013
-12,0%
Giugno 2013
-6,0%
Luglio 2013
+1,8%
Agosto 2013
+4,1%
Settembre 2013
+7,3%
Ottobre 2013
+1,2%
Novembre 2013
+7,6%
Dicembre 2013
+6,5%
Totale 2013
-3,6%
Gennaio 2014
+10,5%
Febbraio 2014
+8,4%
Marzo 2014
+10,0%
Aprile 2014
+12,6%
Maggio 2014
+6,6%
Giugno 2014
+12,9%
Luglio 2014
+18,1%
Agosto 2014
+14,7%
Settembre 2014
+14,7%
​Ottobre 2014 ​+22,1%

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

Andamento della domanda di Mutuo Ipotecario ponderata sui giorni lavorativi

 Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie
La tabella seguente evidenzia l’andamento aggregato della domanda di mutui nei primi 10 mesi del 2014 a confronto con le rilevazioni degli anni precedenti: in termini aggregati, nei primi 10 mesi dell’anno in corso il numero di richieste di mutui ha segnato una crescita del +13,0% rispetto al pari periodo del 2013. Tuttavia, allargando il confronto rispetto al triennio 2009-2011, il divario appare ancora netto.
Indubbiamente nell’ultimo anno e mezzo la domanda di mutui ha fatto registrare incoraggianti segnali di ripresa ma è doveroso sottolineare come essa sia sostenuta anche dalla crescita delle richieste di surroga stimolate dalla contrazione degli spread offerti dalle banche.
DOMANDA DI MUTUI (numero di richieste) gennaio-ottobre 2014 – a parità di giorni lavorativi

​DOMANDA DI MUTUI   
​Var. %
Primi 10 mesi 2014 su Primi 10 mesi 2013
​Var. %
Primi 10 mesi 2014 su Primi 10 mesi 2012
Var. %
Primi 10 mesi 2014 su Primi 10 mesi 2011​
​Var. %
Primi 10 mesi 2014 su Primi 10 mesi 2010
​Var. %
Primi 10 mesi 2014 su Primi 10 mesi 2009
gennaio-ottobre    ​+13,0% ​+6,8%    ​-39,5% ​-47,9% -48,8%

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

L’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF riporta anche il dato relativo all’importo medio dei mutui richiesti che, nei primi 10 mesi dell’anno, è stato pari a 124.174 Euro, in calo del -2,6% rispetto al pari periodo dello scorso anno (quando l’importo medio era pari a 127.523 Euro) e del -10,3% rispetto al 2008, quando la crisi economica non si era ancora manifestata.
La continua contrazione dell’importo medio dei mutui richiesti è riconducibile a diversi fattori ormai consolidati, in primis la cautela che ancora caratterizza i comportamenti delle famiglie, con i livelli di fiducia distanti dai livelli pre-crisi, ma soprattutto il perdurante calo del prezzo degli immobili oggetto di compravendita.Andamento dell’Importo Medio del Mutuo Ipotecario
Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni CreditizieCoerentemente con la dinamica osservata, analizzando le classi di importo nell’aggregato dei primi 10 mesi dell’anno si evidenzia come nella distribuzione delle richieste di mutui la fascia inferiore ai 75.000 Euro e quella di importo compreso tra i 75.000 e i 100.000 Euro siano le uniche a far registrare un aumento, pari rispettivamente a +1,5 punti percentuali e +0,3 punti percentuali.
La classe al di sotto dei 75.000 Euro e quella compresa tra i 100 e i 150.000 Euro continuano invece ad essere le preferite dagli italiani, rispettivamente con una quota pari al 28,3% e al 28,6% del totale.Classi di importi domande di mutui – primi 10 mesi 2014

0 – 75.000 Euro

28,3%

75.000 -100.000 Euro

20,2%

100.000 -150.000 Euro

          28,6%

150.000 -300.000 Euro

19,9%

Oltre 300.000 Euro

3,0%

100%

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie

Dal punto di vista della durata dei mutui richiesti, invece, l’incremento più sostenuto è quello registrato nella classe compresa tra i 10 e i 15 anni (+0,6 punti percentuali rispetto al pari periodo 2013). Al contrario, la classe tra i 25 e i 30 anni, pur rappresentando la quota maggiore sul totale, pari al 27,2%, è quella che ha fatto registrare la contrazione più consistente (-1,1 punti percentuali).

Classi di durata domande di mutui – primi 10 mesi 2014

Fino a 5 anni

1,6%

Da 5 a 10 anni

10,1%

Da 10 a 15 anni

17,1%

Da 15 a 20 anni

22,5%

Da 20 a 25 anni

19,4%

Da 25 a 30 anni

27,2%

Oltre 30 anni

2,1%

 

100%

Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie
Infine, in relazione all’età dei richiedenti, la fascia compresa tra i 35 e i 44 anni si conferma essere quella prevalente, con una quota pari al 34,7% del totale, seguita da quella tra i 25 e i 34 anni (27,6%).

«Plausibilmente la fase peggiore che ha caratterizzato il mercato negli anni scorsi è ormai alle spalle e il consolidamento della domanda di mutui, anche grazie alle importanti iniziative di sostegno che sono state varate, induce un cauto ottimismo – commenta Simone Capecchi, Direttore Sales & Marketing di CRIF -. È però indubbio che l’offerta da parte degli istituti di credito continuerà ad essere condizionata dall’esigenza di tenere attentamente sotto controllo la qualità dei crediti erogati. Gli operatori del settore, in particolare, per continuare a essere competitivi dovranno mettere in campo adeguate strategie di gestione del rischio, migliorare ulteriormente l’efficienza operativa, valorizzare sempre più la relazione con il cliente e sfruttare al meglio tutte le opportunità legate al crescente utilizzo della tecnologia nei servizi finanziari e nei sistemi di pagamento».

Redazione

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